Per la candidata Cancelliera dei Verdi, la Germania dovrà accogliere più di 50mila afghani

Annalena Baerbock, candidata Cancelliera dei Verdi, ritiene giusto che la Germania accolga  migliaia di persone dall’Afghanistan

La sempre più drammatica situazione a Kabul – anche a seguito dell’attentato all’aeroporto di giovedì 26 agosto – accende e alimenta il dibattito politico in Germania sulla disfatta in Afghanistan. È stato un disastro “in cui noi, come Repubblica Federale di Germania, ci siamo cacciati perché un Ministro degli Esteri, un Ministro della Difesa, ma anche un Cancelliere e un Vice Cancelliere hanno deciso, nelle ultime settimane, che era più importante tenere la questione dell’Afghanistan fuori dalla campagna elettorale piuttosto che salvare delle vite umane”, ha affermato Baerbock al programma della ZDF “Maybrit Illner” giovedì della scorsa settimana. Secondo la candidata cancelliera dei Verdi, al momento impegnata in un testa a testa con Union e Spd, almeno secondo i sondaggi, per diventare primo partito del Paese, “Ora, la priorità assoluta è che il governo faccia di tutto per evacuare la gente. Ciò significa anche aumentare la frequenza dei voli e trovare un accordo con gli americani per lasciar passare coloro che devono scappare. La Germania, dovrebbe accogliere più di 50mila persone”.

Gli altri leader tedeschi di opposizione criticano la strategia tedesca sull’Afghanistan

Angela Merkel, subito dopo la presa di Kabul da parte dei talebani, aveva fatto mea culpa, parlando sì di responsabilità tedesche, ma da condividere con il resto degli alleati occidentali. Non la pensano così ì leader dell’opposizione: Verdi, liberali e Linke.

Annalena Baerbock si è auspicata che sia aperta una commissione d’inchiesta per chiarire l’accaduto e stabilire le responsabilità politiche. “Il Governo ha deliberatamente deciso di dare la priorità agli interessi di politica interna rispetto a quelli di politica estera per evitare un nuovo dibattito sui rifugiati”. Non solo. Baerbock accusa di irresponsabilità il governo nei confronti dei cittadini tedeschi e dei lavoratori locali in Afghanistan.

Sulla stessa falsariga si è espresso Christan Lindner, leader dei liberali (FDP), formazione normalmente posizionata nel centro destra del Parlamento. “La strategia tedesca non ha funzionato. Quanto successo dovrà essere messo sul tavolo di una commissione investigativa nella prossima legislatura”. Anche il leader del gruppo parlamentare di sinistra (Linke) Dietmar Bartsch ha attaccato duramente il governo federale. “Già a giugno avevamo chiesto che le famiglie fossero evacuate rapidamente e senza burocrazia. La Francia lo ha fatto a maggio. La Germania si è rifiutata. È stato miope, freddo, irresponsabile”.

I numeri dell’evacuazione dall’Afghanistan alla Germania

Dopo giorni di incertezza e intoppi burocratici, con tanto di voli con solo 7 persone e ex collaboratori dei militari tedeschi lasciati in Afghanistan perché assunti tramite agenzie intermediarie, e per questo non direttamente collegabili a nessun ministero governativo (ma comunque presi di mira dai talebani), la Germania è riuscita a realizzare decine di voti per evacuare l’Afghanistan. Al momento, venerdì 27 agosto, i dati ufficiali indicano che sono state evacuate in totale 5.347 persone, di cui oltre 4.100 afgani. L’attenzione è ora su tre fronti: primo, continuare l’operazione di evacuazione il più a lungo possibile. In secondo luogo, sul sostegno delle agenzie umanitarie delle Nazioni Unite nel fornire aiuti di emergenza alla popolazione. E in terzo luogo, sui colloqui con i talebani, anche per continuare a proteggere le persone dopo l’evacuazione.

Vedi anche La leggendaria burocrazia tedesca sta rallentando anche l’evacuazione dell’Afghanistan

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