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Lída Baarová l’attrice che ammaliò il cinema tedesco e divenne l’amante di Joseph Goebbels

Una vita di ricordi dolci e amari: Lída Baarová la storia dell’attrice che incantò la cinematografia europea

Una donna affascinante, dalla bellezza angelica che ha saputo conquistare l’attenzione e l’amore di molti. Questa era Lída Baarová, attrice di straordinario talento nella Berlino dei malfamati anni ’30. Nata nel 1914 a Praga, all’epoca ancora sotto il dominio asburgico, divenne popolare attrice in Germania negli anni ’30.

Desiderata dagli studios hollywoodiani, la Baarová restò però in Germania dove aveva intrecciato una relazione con Joseph Goebbels, ministro della propaganda del governo hitleriano. Finita la guerra, andò a processo, rischiando la condanna a morte per collaborazionismo, ma fu scagionata per assenza di prove. Riprese allora la carriera di attrice diventando popolare in Italia visti i dinieghi riservatoli, a causa del suo passato, dal suo Paese natale, l’allora neonata Cecoslovacchia. Recitò per Federico Fellini in I Vitelloni e in tante altre commedie. Si spense nel 2000 a Salisburgo, ma la sua vita è ancora frutto di ispirazioni e discussioni. Nel 2016 è uscito un film sulla sua vita dal titolo The Devil’s Beloved (titolo originale Lída Baarová), oggi presente sul Netflix di vari paesi tra cui Germania e Italia.

Lída Baarová, la donna che fece innamorare il ministro Joseph Goebbels

Lída Baarová, nome d’arte di Ludmila Babková, nasce a Praga il 7 settembre del 1914. Studia recitazione al Conservatorio di Praga, abbandonandolo dopo aver preso parte al suo primo film, a soli 17 anni.  A vent’anni lascia la Boemia per trasferirsi a Berlino dove prende parte al film Barcarola (1935), recitando al fianco dell’attore  Gustav Fröhlich, già famoso all’epoca per la sua interpretazione in Metropolis e con cui inizia anche una relazione. Bellezza e talento attirano l’attenzione degli studios hollywoodiani. Lei rifiuta e continua a lavorare in Germania per diverse produzioni della UFA, la principale società di produzione cinematografica dell’epoca.

A guerra finita, Baarová rimpiangerà questa scelta, consapevole di aver perso l’occasione per seguire le orme di Marlene Dietrich. A ogni modo, è proprio sulla scena di un film che Lída Baarová incontra Joseph Goebbels, ministro della propaganda già noto per la sua infedeltà coniugale. La relazione dura due anni e segna profondamente la carriera di Lída portata prima al  successo e poi costretta al declino. A porre fine alla storia nel 1938 è infatti lo stesso Hitler (di cui gira voce avesse un dirette interesse per l’attrice) che, sollecitato dalla moglie di Goebbels, richiama il Ministro ai suoi doveri matrimoniali.

Lída Baarová, la vita dopo la guerra

Lída Baarová è dichiarata persona non grata dal governo tedesco, è costretta a lasciare la Germania e diversi suoi film vengono messi al bando. Scappa a Praga dove rimane fino al 1941 quando decide di trasferirsi in Italia dove gira anche diversi film a cavallo della fine della guerra tra cui L’ippocampo a fianco a fianco di Vittorio De Sica. Tornata a Praga, viene catturata con la sua famiglia a Praga, ma nel frattempo arrivano gli statunitensi che la imprigionano. Sua madre muore durante l’interrogatorio, sua sorella si suicida prima del processo, nel 1946. Viene rilasciata dopo 18 mesi per assenza di prove. Nel frattempo si è sposata con Jan Kopecký, un burattinaio fratello di Václav Kopecký, uno dei più importanti membri del neoinsediatosi partito comunista. La relazione non piace a Václav che disconosce il fratello. Lui in risposta scappa per l’Argentina, lasciando Lída Baarová in Europa.

 

Il ritorno in scena e l’esperienza italiana

Desiderosa di riprendere in mano la sua carriera, in Austria Lída Baarová tenta il ritorno sulle scene cinematografiche. Ma il suo passato la precede. Anton Walbrook, attore austriaco perseguitato durante la guerra per il suo orientamento sessuale,  abbandona per protesta la produzione di un film sapendo della partecipazione della Baarová. È l’Italia ha darle nuovamente la possibilità di recitare.  Il Bel paese l’aveva già vista all’opera in La fornarina (1944) e L’ippocampo (1945).

Lída Baarová prende così parte a diverse produzioni, tra cui I vitelloni (1945) di Federico Fellini. Negli anni ’60 si trasferisce a Salisburgo recitando a teatro. Negli anni ’90 ritorna sulla scena culturale boema pubblicando la propria autobiografia, da cui viene tratto il  film-documentario Le memorie dolci-amare di Lída Baarová (1995) aggiudicandosi nel 1996  l’Art Film Festival di Trenčianske Teplice. Affetta dal Parkinson, Lída Baarová muore nella sua casa a Salisburgo il 27 ottobre del 2000.

(nel trailer si può vedere Lída Baarová all0 0:55 che tira i coriandoli a Franco Fabrizi)

Gli amori di Lída Baarová

La vita di Lída Baarová si costella non solo di successi ma anche di amori: con la sua eterea bellezza ha saputo conquistare l’interesse ed il cuore di molti. Tra i suoi compagni di vita compaiono il regista Karel Lamač, l’attore Gustav Fröhlich e Hans Albers. Per sempre noto sarà l’intreccio avuto con Joseph Goebbels, segnando profondamente il suo destino. Per porre fine alla loro relazione, Magda Goebbels si rivolse direttamente a Hitler (padrino della famiglia Goebbels) manifestando i suoi risentimenti e ottenendo la sua espulsione. La storia dei due amanti si trascina dietro fascino e mistero: l’amore di Goebbels per l’attrice sembra fu tale che chiese un divorzio che, una volta negatogli, lo portò a pensare al suicidio salvo poi riassestarsi sull’idea che il partito fosse più importante di ogni altra cosa.  Diverse, e spesso contraddittorie, furono anni dopo le dichiarazioni rilasciate da Lída Baarová. Si definì ai tempi giovane ed ingenua di fronte ad un uomo di potere. Nel 1997 affermò: «Non c’è dubbio che Goebbels fosse una persona interessante, un uomo affascinante e intelligente e un grande affabulatore. Potevi star certo che con i suoi aneddoti e i suoi scherzi avrebbe ravvivato qualsiasi festa.»

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