L’erede di Merkel ha timore di una nuova guerra fredda. Stavolta però con la Cina

Armin Lashet, il successore della Merkel, mette in guardia sul pericolo di una guerra fredda con la Cina. Pechino è un partner strategico ma rivale allo stesso tempo

In un’intervista con il Financial Times, il leader dell’unione Cristiano-Democratica di Germania, Armin Lashet, sostiene di voler collaborare con gli alleati per mettere un freno alle ambizioni della Cina. La diplomazia, però, è sempre al primo posto. Lashet sostiene che “la Cina è un concorrente e un rivale sistemico, ha un modello di società diverso, ma è anche un partner, in particolare in cose come la lotta ai cambiamenti climatici”. Laschet dice di aver sempre insistito sul fatto che l’annessione della Crimea fosse una violazione “inaccettabile” del diritto internazionale. Ma crede anche che la Russia, membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, non dovrebbe essere ignorata o sminuita. Sempre su Biden, Lashet si è espresso su un’eventuale guerra fredda con la Cina. Sostiene che il presidente statunitense abbia ragione a vedere la Cina come una sfida, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie, e di voler “rafforzare la cooperazione tra le democrazie”. Ma, allo stesso tempo, si dovrebbe completamente uscire fuori dalla logica della guerra fredda, dal momento che “abbiamo un mondo multipolare, ora, con attori diversi”.

Merkel e Lashet sulla stessa linea per i rapporti con la Cina

Lashet e Merkel concordano sul modo di vedere i rapporti con la Repubblica Popolare Cinese. Infatti, la cancelliera è stata spesso accusata di essere troppo lasciva nei confronti della Cina, anche in palesi casi di violazioni di diritti umani da parte dello Stato. Questo atteggiamento permissivo, secondo le critiche, dipenderebbe dal timore della Merkel di creare tensioni che porterebbero a ledere gli interessi delle società attive in Cina. Lashet difende la posizione di Merkel. Alzare i toni e parlare apertamente di fronte ai media in modo aggressivo non servirebbe a nulla. Anzi, sostiene Laschet, a volte bisognerebbe lasciare da parte le formalità, e parlare in privato con i leader. “Cercherei di promuovere la nostra partnership ove possibile e, allo stesso tempo, chiarirei cosa ci aspettiamo dalla Cina: che accetti la reciprocità, abbracci il multilateralismo e rispetti i diritti umani”.

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Immagine di copertina: Intervista Lashet, screenshot da Youtube

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