foto Porta di Brandeburgo da Berlino Magazine instragram

La storia dell’inaugurazione della Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo: inaugurata nel 1791, fu protagonista delle principali fasi storiche di Berlino.

Nominate Berlino ai viaggiatori di tutto il mondo, e una delle prime meraviglie a cui penseranno è sicuramente la Porta di Brandeburgo. Con i suoi 26 metri di altezza e 65 di larghezza, l’imponente monumento è stato un simbolo della città nel corso dei tanti eventi storici che formarono l’identità tedesca nel ‘900. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la porta cittadina divenne simbolo del regime nazionalsocialista e, in quanto tale, subì i bombardamenti degli Alleati. Molti anni dopo, quando Berlino era attraversata dal muro più famoso del mondo, la Porta di Brandeburgo costituiva uno dei pochi passaggi dalla DDR a occidente. Detestato o ammirato nel corso delle epoche, il gate è avvolto da un fascino nostalgico e costituisce una tappa fondamentale per turisti e berlinesi. La sua storia, però, inizia molto prima del cosiddetto “secolo breve”. Nell’articolo si ripercorreranno gli episodi che hanno visto sorgere l’odierna Porta di Brandeburgo, inaugurata ufficialmente il 6 agosto 1791.

Screenshot Porta di Brandeburgo sul Muro da welt.de

https://www.welt.de/geschichte/article157518142/Seit-225-Jahren-ist-das-Tor-Berlins-Wahrzeichen.html CC0

 

L’espansione di Berlino nel Seicento e l’annessione Dorotheenstadt.

Una prima versione della Porta di Brandeburgo sorse già nella seconda metà del 17esimo secolo, quando l’area residenziale di Berlino si ritrovò a crescere visibilmente in risposta alle recenti immigrazioni. A partire dal 1640, infatti, grazie a un editto del principe elettore di Brandeburgo Federico Guglielmo, Berlino accolse migliaia di persone perseguitate per motivi religiosi. Nel 1670, la zona a ovest del Großer Tiergarten venne annessa ai territori del regno. Dapprima denominato Neustadt, il nuovo quartiere assunse in seguito il nome ben più noto di Dorotheenstadt. Per alcuni anni, l’area si distingueva sulle mappe di Berlino semplicemente attraverso un reticolato stradale perpendicolare. Già verso la fine del ‘600, tuttavia, le carte riportavano la presenza di una porta con un ponte levatoio su Prachtstraße, oggi conosciuta come Unter den Linden. La mappa sottostante evidenzia i territori di Berlino dopo il 1670, con l’area occidentale evidenziata come “Neustadt”.

Screenshot mappa Berlino 1670 da berlinbilder.net

https://berlinbilder.net/brandenburger-tor/ CC0

Il Zollmauer e la porta del 1734 adibita a varco doganale.

Con la progressiva espansione di Berlino, che proseguì nei primi decenni del Settecento, si rese necessaria una riorganizzazione della città. Per questa ragione, tra il 1734 e il 1737, venne costruito il Zoll- und Akzisemauer (“muro fiscale e doganale”), brevemente detto Zollmauer. Presso la cinta, viaggiatori e commercianti dovevano pagare un’imposta (la cosiddetta Akzise, ovvero “l’accisa”) per accedere ai territori della città. Il Zollmauer non aveva, quindi, alcuna finalità militare: era stato costruito, piuttosto, per regolare i flussi delle merci e rimase in piedi per oltre un secolo, fino al 1867. Sul confine del quartiere che all’epoca si chiamava Neustadt, proprio in prossimità dell’attuale Pariser Platz, venne eretta una porta ad opera dell’architetto Philipp Gerlach. Il progetto, all’epoca esiguo, consisteva di due pilastri di arena con decorazioni barocche, un passaggio per i carri al centro e attraversamenti pedonali sui due lati.

screenshot da youtube porta del 1734

https://www.youtube.com/watch?v=BQDj6wN-6kc CC0

 

La Porta di Brandeburgo per celebrare la Prussia e l’alleanza con i Paesi Bassi.

Verso la fine del Settecento, la Prussia di Federico Guglielmo II – nipote di Federico il Grande –  dovette fare i conti con una situazione esplosiva nella Repubblica delle Sette Province Unite (attuali Paesi Bassi). Nel 1786, con il sostegno della Francia, un gruppo di rivoluzionari cosiddetti “Patrioti” avevano spodestato il Capitano Generale Guglielmo V di Orange-Nassau, costringendolo ad abbandonare l’Olanda. Nel 1787 la moglie Guglielmina, sorella di Federico Guglielmo II di Prussia, decise autonomamente di rientrare all’Aia. Vedendosi negare l’ingresso, Guglielmina informò subito suo fratello, che inviò un esercito 20mila soldati ponendo fine alla rivolta e permettendo a Guglielmo V di rientrare all’Aia. In quella stessa settimana, il sovrano di Prussia approvò la costruzione della Porta di Brandeburgo. Commissionata alla Akademie der Kunste (“Accademia dell’arte”) pochi anni prima per celebrare la Prussia, la Porta venne costruita in onore dell’alleanza con la Repubblica delle Sette Province Unite.

Screenshot costruzione Porta di Brandeburgo da berlinbilder.de

https://berlinbilder.net/brandenburger-tor/ CC0

 

Il progetto di Langhans: la nuova porta come primo esempio di architettura neoclassica prussiana.

Un monumento destinato a diventare simbolo della forza e della grandezza della Prussia: questo era l’intento di Federico Guglielmo II. Dopo anni di attente considerazioni, nel 1787 venne selezionato  il progetto di Carl Gotthard Langhans. Immaginata come un esempio di architettura neoclassica, la nuova porta si sarebbe ispirata ai Propilei di Atene, che costituivano l’accesso all’antica Acropoli ellenica. Per rappresentare al meglio la potenza militare del regno, la porta avrebbe avuto quindi l’aspetto di un arco di trionfo, con cinque ingressi formati da sei colonne doriche. Sul fregio, inoltre, Langhans immaginò venti scene scolpite a bassorilievo a rappresentare le dodici fatiche di Ercole, come simbolo della vittoria della civiltà sulla barbarie. La costruzione della Porta di Brandeburgo segnò, in questo modo, l’ingresso dell’arte prussiana nel neoclassicismo. Insignito della carica di Direttore dell’Ufficio costruzioni di Berlino nel 1788, Langhans divenne ben presto uno degli architetti più prestigiosi del suo tempo. Oltre alla Porta di Brandeburgo, a lui si devono anche lo Schlosstheater e il Belvedere di Charlottenburg, nonché le sale interne del Palazzo di Marmo a Potsdam.

Bassorilievo porta screenshot da youtube

https://www.youtube.com/watch?v=BQDj6wN-6kc&ab_channel=erstereiheTV CC0

 

L’inaugurazione senza sfarzo e l’aggiunta della quadriga nel 1793.

Nell’estate del 1791, dopo tre anni di lavori, la Porta di Brandeburgo era ormai ultimata. Per la prima volta, il 6 agosto i cittadini di Berlino poterono ammirare il monumento e usufruire dei diversi passaggi per pedoni, cavalieri e carri. Secondo le fonti, non ci fu alcuna cerimonia ufficiale per l’inaugurazione della Porta. In quel periodo dell’anno, infatti, il re si trovava fuori Berlino nella residenza in cui era solito trascorrere le giornate estive e rifiutò di rientrare in anticipo. Solo due anni dopo, nel 1793, venne aggiunta la celebre quadriga in bronzo rappresentante la dea greca della pace Eirene con quattro cavalli, la corona prussiana e un’aquila in mano disegnata da Johann Gottfried Schadow. Nella foto, uno schizzo della neonata Porta di Brandeburgo nel 1791, ancora sprovvista della quadriga.

screenshot porta finita senza quadriga da welt.de

https://www.welt.de/geschichte/article157518142/Seit-225-Jahren-ist-das-Tor-Berlins-Wahrzeichen.html CC0

 

Leggi anche: Berlino: la storia della quadriga sulla Porta di Brandeburgo.

 

 

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In copertina: Foto di @sabeamus_color da Berlino Magazine

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