Berlino: la storia della quadriga sulla Porta di Brandeburgo

La Porta di Brandeburgo: monumento emblematico nella città di Berlino

La Porta di Brandeburgo, imponente monumento alto 26 metri e largo 65, rappresenta uno degli emblemi della città di Berlino. La sua costruzione risale al XVIII secolo e, più precisamente, l’inaugurazione avvenne nel 1791, anno in cui terminarono i lavori condotti dall’architetto Carl Gotthard Langhans. A due anni dalla fine dei lavori, la Porta venne modificata in cima con l’aggiunta di una quadriga in bronzo rappresentante la dea greca della pace Eirene con quattro cavalli, la corona prussiana e un’aquila in mano. Tuttavia, ad oggi, la figura femminile nella quadriga non è più la dea Eirene ma Victoria, dea della vittoria. Oltre alla maestosità che l’opera architettonica possiede, sono interessanti le vicende che l’hanno vista protagonista. Si pensi al fatto che la Porta di Brandeburgo “ha vissuto” il periodo difficile di Berlino della divisione a metà della città. Poter raggiungere la Porta ha significato, per il popolo berlinese, avere nuovamente una città senza muro ed unificata.

Le numerose vicende legate alla quadriga

L’ordine di costruire un monumento sulla strada per Brandenburg Havel, arrivò dal quarto re prussiano Federico Guglielmo II perché voleva creare un simbolo di pace. La Porta è composta da 12 colonne doriche che insieme creano cinque passaggi: originariamente il transito era consentito solo ai lati. In cima si può ammirare la quadriga, carro con quattro cavalli che traina la dea romana Victoria. L’iniziale nome “Porta della pace” era dato dalla statua della dea Eirene che in origine conduceva la quadriga. La figura della dea della pace è ancora presente nel fregio sotto la carrozza. La decisione di modificarla fu successiva al trafugamento della quadriga avvenuto nel 1806 da parte di Napoleone. Fu riportata a Berlino nel 1814 dopo la sconfitta di Napoleone e l’occupazione prussiana di Parigi da parte del generale Ernst von Pfuel. La reinterpretazione ha apportato nuove modifiche: la dea romana Victoria impugna ora un bastone con una croce di ferro incastonata in una corona d’alloro, che dovrebbe rimandare ai soldati uccisi nelle guerre di liberazione. Sopra la corona è ben visibile l’aquila simbolo della casa reale prussiana e quindi della sua forza. A partire dall’anno 1814 la Porta ha iniziato ad essere considerata come importante simbolo politico, ma è dal 1871 che funge da simbolo della Nazione tedesca. Un’ultima rimozione della quadriga, questa volta intenzionale, avvenne nel 1990 secondo direttive della DDR per effettuare dei lavori di ristrutturazione.

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La porta di Brandeburgo: dalla seconda guerra mondiale ad oggi

Nel XX secolo, più precisamente durante la Seconda Guerra Mondiale, la Porta di Brandeburgo ha subito varie conseguenze dovute al periodo critico. Con l’ascesa del nazismo, la Porta fu usata come simbolo del partito e durante la guerra il monumento ha subito danni a causa di proiettili e bombe esplosi nelle vicinanze. Appena giunta la fine della guerra, i governi di Berlino Est e Ovest, grazie ad una decisione congiunta, rattopparono i buchi. Oggi, questi danni non sono più visibili ed è quindi possibile ammirare il monumento in tutta la sua magnificenza e questo la rende una tappa assolutamente obbligatoria per qualunque turista che venga a visitare Berlino. Inoltre, caratteristici sono i festeggiamenti dell’arrivo del nuovo anno con fuochi d’artificio e un grande palco su cui si esibiscono star della musica nazionale e internazionale.

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Immagine di copertina: Porta di Brandeburgo / ©Pixabay / CC0

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