In Danimarca qualcuno mette bandierine nazionali sulle feci per strada

Bandiere danesi sulle feci dei cane. Niente paura: non è un brutto scherzo, ma un segno di protesta

In Danimarca sta prendendo sempre più piede il fenomeno delle bandierine nazionali sulle feci per strada. Che i danesi amino sfoggiare la loro amata Dannebrog, la bandiera nazionale della Danimarca, è risaputo. I turisti che passeggiano per le strade di Copenhagen non potranno fare a meno di notare le bandiere danesi appese letteralmente ovunque: nelle vetrine dei negozi, negli autobus, negli edifici pubblici e persino nelle abitazioni private durante le feste di compleanno. Ma imbattersi in una bandierina infilzata nella cacca di cane può lasciare alquanto perplessi. Quello che può sembrare come una forma di mancanza di rispetto, è in realtà una tradizione che risale ad almeno un decennio fa.

Una forma di protesta contro i proprietari di cani maleducati

C’è una spiegazione logica a tutto ciò. A quanto pare si tratta di una tradizione che va avanti da circa 10 anni. Infilzare le bandierine sulle feci sarebbe un segno di protesta contro quei proprietari maleducati che non raccolgono la cacca dei loro cani. Sulla pagina Facebook Expats in Copenhagen si legge che questa usanza “esiste da molti anni, e sì, la gente lo fa per protestare, o meglio ancora per far arrabbiare altre persone”. Non solo, addirittura un comune avrebbe incoraggiato questa iniziativa per ricordare ai proprietari di rimuovere le feci dei loro animali da compagnia. Per quel che concerne invece le origini della protesta, non vi è ancora una spiegazione certa. Sempre sulla pagina Facebook, un utente spiega che il fenomeno “è iniziato qualche anno fa con una vecchietta che si è arrabbiata per lo schifo lasciato dai cani quando andava nei negozi, e così ha cominciato a metterci le bandierine”. Ad ogni modo si tratta sicuramente di una maniera insolita, ma creativa, di trasmettere un messaggio costruttivo.

 

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Altri modi creativi per punire chi non raccoglie le feci di cane

Non solo in Danimarca: anche nel resto del mondo sono numerose le iniziative per punire in modo creativo chi non raccoglie gli escrementi di cane. A est di Londra, nel distretto di Barking, le autorità hanno analizzato nel 2016 il DNA delle feci canine per risalire ai proprietari che non puliscono i marciapiedi. Sempre in Inghilterra, il personale dello Staffordshire Borough Council è stato dotato di visori notturni per cogliere in flagrante i trasgressori nei mesi invernali più bui. In Spagna, a Brunete, dei vigilanti in borghese avvicinavano i proprietari colpevoli e cominciavano a chiacchierarci per scoprire il nome del cane. Inserendo quest’ultimo dato, assieme alla razza del cane, all’interno di un database, erano in grado di risalire all’indirizzo dei proprietari. Impacchetavano poi le feci etichettandole come “oggetto smarrito” e le spedivano tramite corriere a casa dei proprietari.

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Immagine di copertina: Bandiera danese, di Palle Knudsen da Pixabay, CC0

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