Friedrich Ebert, il socialdemocratico simbolo della Repubblica in Germania

Chi fu Friedrich Ebert, leader del movimento socialdemocratico (SPD) in Germania e primo presidente della Repubblica di Weimar

L’opera politica di Friedrich Ebert è strettamente legata a una delle tappe decisive della storia della democrazia tedesca. Eletto presidente del Reich il 13 febbraio 1919, Ebert divenne il più importante rappresentante della prima repubblica democratica sul suolo tedesco. Come capo di Stato della giovane Repubblica di Weimar, egli dovette affrontare molte sfide: le coalizioni di governo instabili, i pagamenti delle riparazioni di Versailles che gravavano sull’economia, i putschisti di destra e i loro attacchi alla democrazia, senza contare i numerosi omicidi politici. Con la sua politica di equilibrio sociale orientata al bene comune, Ebert guidò la Repubblica attraverso la crisi e la protesse dai suoi nemici. Guidato da una volontà di compromesso, difese la democrazia e garantì la libertà e l’ordine.

Friedrich Ebert ©Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert#/media/File:Bundesarchiv_Bild_102-00015,_Friedrich_Ebert(cropped).jpg

Friedrich Ebert nel febbraio 1925 (©Wikipedia)

Friedrich Ebert, il partito socialdemocratico e il conflitto mondiale

Ebert nasce nel 1871 ad Heidelberg. Suo padre è un artigiano sellaio ed Ebert segue le sue orme fino a quando, nel 1892, si trasferisce a Brema. Dal 1899 Ebert è un attivo socialdemocratico e sindacalista. Nel 1905 diviene segretario del partito socialdemocratico (SPD) e otto anni dopo, in seguito alla morte del presidente del partito Bebel, Ebert assume la sua carica. Nel 1914 il politico convince il suo partito a votare a favore dell’entrata in guerra. Ciò porta, nel 1917, a una scissione all’interno dell’SPD. Nascono così il Partito Socialdemocratico Indipendente della Germania (USPD) e il Partito Comunista Tedesco (KPD). Ebert rimane fedele al Partito SPD e alla democrazia parlamentare.

Nel momento in cui la sconfitta della Germania appare ormai inevitabile, Ebert cambia posizione e appoggia la pace immediata. Egli collabora all’organizzazione di un nuovo governo, guidato da Maximilian von Baden e sostenuto dai tre partiti della coalizione nero-rosso-oro (Zentrum, SPD e DDP, il Partito Democratico Tedesco). Il nuovo governo viene formato nell’ottobre 1918 attraverso una vasta riforma costituzionale che prefigura la Costituzione di Weimar. Il 9 novembre 1918 il socialdemocratico Scheidemann proclama la Repubblica e il cancelliere Max von Baden abdica, lasciando la sua carica a Ebert.

Friedrich Ebert presidente del Reich

Come capo del governo, Ebert prepara le elezioni per l’Assemblea nazionale costituente. Per la prima volta, milioni di donne vengono chiamate al voto. Le elezioni del gennaio 1919 attribuiscono alla coalizione nero-rosso-oro una maggioranza dell’85%. Il primo governo della Repubblica, guidato dal compagno di partito di Ebert, Philipp Scheidemann, è così basato su questa coalizione tripartita. Quest’ultima si occupa di stendere il testo della nuova costituzione tedesca, la Costituzione di Weimar, così chiamata dal nome della città in cui viene redatta. Il 13 febbraio 1919 l’Assemblea costituente nomina Ebert presidente della Repubblica di Weimer.

Il pagamento delle riparazioni per i danni arrecati durante la prima guerra mondiale, stipulate nel Trattato di Versailles, mettono ulteriormente sotto pressione l’economia tedesca. Seguono tentativi di colpo di stato da parte della destra e della sinistra radicale. Ebert riceve poi continui attacchi da parte delle forze di destra. Nel 1924 la sentenza di un tribunale tedesco stabilisce che Ebert è colpevole di alto tradimento per aver sostenuto, nel pieno della guerra, lo sciopero dei lavoratori di una fabbrica di munizioni di Berlino. Ebert muore nel 1925 di appendicite, all’età di 54 anni. Oggi esiste una fondazione a suo nome.

Studia tedesco a Berlino o via Zoom con lezioni di gruppo o collettive, corsi da 48 ore a 192 €. Scrivi a info@berlinoschule.com o clicca sul banner per maggior informazioni

Non perderti foto, video o biglietti in palio per concerti, mostre o party: segui Berlino Magazine anche su Facebook, Instagram e Twitter

Foto di copertina: ©Friedrich Ebert Stiftung

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Sentitevi liberi di contribuire!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *