Come e perché il termine “guelfi” deriva da un duca tedesco del XII secolo

Il duca tedesco Welf IV, italianizzato in Guèlfo, fu il capostipite della linea minore dei Guelfi. La fazione ebbe origine in Germania.

Nella storia italiana, i «Guelfi» e i «Ghibellini» erano le due fazioni contrapposte che si combattevano ferocemente nella politica del Basso Medioevo. La tradizione narra che i due termini (in tedesco, Welfen u. Waiblingen) ebbero origine in Germania nella prima metà del XII secolo. L’espressione «Guelfi», in particolare, deriva dal vecchio cognome del celebre casato dei Welfen oriundi della Germania meridionale. I Welfen, conosciuti in italiano come Guelfi, erano una delle più antiche ed illustri dinastie di stirpe franca d’Europa. Nello specifico, capostipite del casato guelfo fu il duca di Baviera Welf IV, il cui nome venne italianizzato in Guèlfo, che diede origine a quello che sarebbe diventato uno dei due famosi schieramenti.

Perché Welf IV è considerato il primo guelfo

La linea antica del casato dei Welfen (guelfi) era divisa in due differenti rami, uno borgognone e uno svevo. Nel 1055, con la morte di Welf III di Carinzia senza eredi, si originò la linea cadetta con il nipote Welf IV. Figlio di Cunegonda di Altdorf e di Alberto Azzo II d’Este, Welf IV venne adottato dal Duca di Carinzia al quale succedette, cambiando quindi il cognome per perpetuarne la discendenza altrimenti destinata all’estinzione. Welf o Guèlfo IV sposò in prime nozze Etelinda, figlia di Ottone II di Northeim, duca di Baviera. Così, a seguito all’estromissione di Ottone di Northeim, Guelfo, che si era schierato con Enrico IV dopo il divorzio da Etelinda, ottenne il ducato di Baviera. Si risposò con Giuditta di Fiandra, figlia di Baldovino IV delle Fiandre e vedova di Tostig del Wessex, fratello e nemico di Aroldo II d’Inghilterra. Dal loro matrimonio nacquero tre figli, tra cui Guelfo V, che divenne duca di Baviera dal 1101. Successivamente diede il proprio appoggio al figlio ribelle dell’imperatore, Corrado, ma poi si riconciliò con Enrico nel 1096. Morì probabilmente nell’isola di Cipro, di ritorno dalla prima crociata.

Le lotte tra Welfen e Waibling tra Germania e Italia

Dopo la morte dell’imperatore Enrico V, nel 1125, la Germania si divise in due partiti. Da una parte erano gli Hohenstaufen, signori di Waibling (da cui deriva il termine ghibellini) e di Svevia, ostili alle ingerenze papali. Dall’altra, invece, i Welfen (guelfi), duchi di Baviera, favorevoli a un’intesa con Roma. All’inizio prevalsero i Welfen, che riuscirono a far eleggere imperatore Lotario nel 1131. Alla sua morte, però, la situazione si ribaltò. Ad Enrico il Superbo i principi tedeschi preferirono infatti Corrado III Hohenstaufen. In un primo momento Enrico lo riconobbe, ma quando i suoi domini furono insediati lo scontro fu inevitabile. Nel 1140, nel castello bavarese di Weinsberg, risuonarono per la prima volta i nomi di guelfo e ghibellino come grida di battaglia dei due schieramenti. Seguì una pace, che venne da Guelfo VI, il quale non rispettò il patto cercando di recuperare la Baviera. Si riaccese così il conflitto che venne pacificato solo con l’elezione nel 1152 di Federico I Barbarossa, seguita alla morte dello zio Corrado III. La pace fu possibile poiché l’imperatore Hohenstaufen era imparentato anche con i Welfen. La sua opposizione al papato, tuttavia, trasformò il contrasto di potere tedesco tra guelfi e ghibellini in una contrapposizione tra i due poteri universali. E’ in questo contesto che l’Italia diventò lo scenario dello scontro: Federico scese più volte per combattere contro il papato e i Comuni, che si schierarono col fronte guelfo.

Il termine “Guelfi”

Nel Medioevo, in Germania, il termine Guelfo faceva dunque riferimento al partito che sosteneva la casa di Baviera, contro gli Hohenstaufen. In Italia, invece, tra il XII e il XIV secolo, indica i sostenitori della politica temporale e della supremazia del papato contro gli interessi imperiali. Più in generale, rappresenta ogni fazione politica in contrasto con i contrapposti ghibellini. Nella storia italiana, dunque, le due espressioni hanno continuato a portare avanti i nomi di due celebri casati tedeschi. Nonostante infatti in Germania si fosse esaurito il contrasto tra le due fazioni, la contrapposizione tra filo e anti-imperiali durò ancora a lungo. I due partiti guelfi e ghibellini così come vengono studiati in Italia, anche nei libri di storia tedeschi vengono chiamati «Guelfen und Ghibellinen».

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In copertina: Welf IV via Wikipedia

 

 

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