Transparency International, l’organizzazione che da Berlino informa sulla corruzione nel mondo

Dalla capitale tedesca, Transparency International vigila sulla corruzione mondiale

Transparency International è una ONG impegnata a vigilare sulla corruzione mondiale. L’organizzazione non-governativa è di stanza a Berlino, nell’area di Moabit. Fondata nel 1993 da un gruppo di professionisti di varia provenienza, l’ONG nasce con lo scopo di monitorare e denunciare le storture della corruzione tra i governi del mondo. L’organizzazione ha lo stato legale di Eingetragener Verein, termine tedesco che indica un’associazione volontaria, e funziona da umbrella corporation per le sue varie divisioni intorno al mondo.

Nel 1995 Transparency International ha elaborato un indice per misurare la corruzione percepita

Due anni dopo la sua fondazione, Transparency International ha elaborato il Corruption Perceptions Index (CPI). Il CPI classifica i paesi e i territori a seconda di quanto il proprio settore pubblico venga percepito come corrotto. Il CPI agisce secondo il motto “Global Reach, Local Knowledge”. Attiva in pù di 100 paesi del mondo, l’organizzazione punta ad un’influenza globale senza però svalutare l’importanza della conoscenza diretta delle situazioni locali. Secondo Transparency la corruzione è “l’abuso di fiducia da parte del potere pubblico per guadagni privati.” L’ONG stessa si pone come modello di trasparenza e indipendenza. Transparency non ha nessun legame con partiti politici e tutti i suoi finanziamenti possono essere trovati pubblicamente sul loro sito. Secondo il 2016 Global Go To Think Tank Index Report, Transparency International era l’organizzazione numero 9 su 100 della classifica Top Think Tanks Worldwide (non-U.S.) e il numero 27 di 150 nei Top Think Tanks Worldwide (U.S. and non-U.S.) category.

Transparency International ha anche ricevuto molte critiche

L’ONG ha anche i suoi detrattori. Nel 2013, per esempio, stupì il mancato appoggio a Edward Snowden che invece altre organizzazioni avevano dato. Più di recente, nell’Agosto 2019, sono emerse gravi accuse nei confronti dell’attuale Managing Director, Patricia Moreira, e della cultura ‘tossica’ presente nella sede di Transparency. Secondo le dichiarazioni, le voci critiche all’interno dell’ONG verrebbero regolarmente aggredite verbalmente e bullizzate, spingendole verso il licenziamento. Infine, come ha notato il giornale Le Monde, le misure della corruzione non tengono mai conto dei fattori economici. In questo modo, gravi crack finanziari come quello di Lehman Brothers non hanno influito sul ranking degli USA in questa particolare classifica.

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Immagine di copertina: CC0 on Pixabay

3 commenti
  1. Arianna
    Arianna dice:

    Una nota per l’autore: rileggere ciò che si è scritto, prima della pubblicazione, farebbe notare errori che si ripetono per ben 7 volte, come “Trasparency”, oppure “Mohabit”. Anche lo svarione “Nel 2013, per esempio, stupii il mancato appoggio a Edward Snowden” si sarebbe potuto evitare, sempre che si conosca la coniugazione del passato remoto del verbo stupire.
    Le parole sono importanti, la disattenzione reiterata non è più tale ma diventa sciatteria.

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