Quanto è stupido e populista il video di Solenghi sulla Germania

Un’analisi di tutte le stupidaggini dette da Tullio Solenghi nel suo video virale sui tedeschi e l’Europa

Spiegazione semplicistica degli Eurobond, offese alla Lagarde a cui fa finta di dire, non dire l’epiteto “per compassione” (tipico atteggiamento paternalista da maschilista), accento sulla D di tedeschi per ironizzare sulla loro pronuncia (ma non aveva detto che non era un video ironico all’inizio?), e poi una serie di appunti storici che è bene vedere punto per punto :

  • “I tedeschi hanno provocato la Prima guerra mondiale” – SBAGLIATO: Il conflitto iniziò il 28 luglio 1914 con la dichiarazione di guerra dell’Impero austro-ungarico al Regno di Serbia dopo all’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este.
  • “I tedeschi hanno provocato la Seconda guerra mondiale e sterminato milioni di ebrei nelle camere a gas” – Da italiani possiamo davvero parlare della Seconda guerra mondiale come se fossimo innocenti? Ricordiamoci che Mussolini è stato il modello di Hitler (il primo arriva al potere 11 anni prima) e  non viceversa. Sullo sterminio, invece, è vero che dal 1938 al ’43 a rastrellare gli ebrei in Italia furono i tedeschi (anche se le persecuzioni italiane erano già in atto), ma dal 30 novembre del ’43  fummo noi stessi a mandare i nostri connazionali ebrei nei Campi di concentramento. La Storia, quando vogliamo raccontarla, la diciamo tutta o solo la parte che ci interessa?
  • “I tedeschi si sentono ancora oggi una razza superiore”SBAGLIATO: Solenghi lo dice dopo aver affermato che in politica i tedeschi sono arroganti. Da qui passa a “si sentono una razza superiore”. Usa un difetto specifico (arroganza) per dargli la peggiore delle accuse, quella di essere in fondo ancora nazisti. Ma chi è per fare questa psicologia da quattro soldi? Come si permette? 
  • “Il paziente zero del Coronavirus è un tedesco” – SBAGLIATO: il paziente zero è un cinese in Cina. Al massimo parliamo del primo paziente in Europa. Peraltro non c’è nessuna certezza che il ceppo italiano parta da lì, anzi, molti epidemiologi lo escludono. Ebbene sì, è possibile che il virus sia arrivato in Europa in momenti diversi da persone diverse. Ma anche se fosse il tedesco il paziente zero EUROPEO, così come era cretino dare delle responsabilità all’Italia per aver così tanti casi di Coronavirus, così è incredibilmente idiota dare un qualche tipo di responsabilità ai tedeschi per avere avuto il primo paziente (accertato) EUROPEO. Allora, se si scoprisse fra un mese che a fine novembre, c’era stato un italiano ricoverato per una polmonite che in realtà aveva il Coronavirus, allora l’Italia non avrebbe più il diritto di richiedere aiuto all’Unione Europea? Che senso ha questo discorso? Anche solo scriverlo è assurdo.
  • “Vorrei ricordare ai TETESCHI una cosa, alla fine della Seconda guerra mondiale se la comunità internazionale avesse reagito alla loro ciclica arroganza non con la pietas, ma avesse richiesto gli effettivi danni di guerra, oggi tutti loro vivrebbero nelle Bidonville”. SBAGLIATO: a parte che ci si dimentica che sì, fu abbonata una gran parte dei debiti di guerra, ma la Germania fu divisa in due e chi si trovò nella DDR se non subì la fame per 45 anni poco ci mancò, ma ad avere aiutato prima di tutto la Germania furono gli Stati Uniti (molto più del resto d’Europa). Sono passi circa 75 anni da allora, la Germania ha ricostruito dalle sue macerie e se nessuno dei suoi abitanti vive nelle Bidonville è perché, che lo accettiamo o no, sono un popolo con tanti difetti, anzi tantissimi, ma che si rimbocca le maniche, non fa vittimismo ed è compatto intorno all’idea di essere una comunità che si riconosce per condivisione di valori e obiettivi. Noi, così orgogliosi di essere italiani e non tedeschi, siamo veramente patriottici quando evadiamo, sotterriamo l’immondizia nelle terre dove pascolano i nostri animali o cresciamo le nostre verdure, quando raccomandiamo il cugino acquisito del nipote, chiediamo di non farci la fattura per pagare di meno, facciamo finta di non avere lavoro per ottenere un sussidio sociale, adoperiamo ogni furbizia che chi abbiamo davanti ci dà l’opportunità di mettere in pratica perché, in fondo, pensiamo che è colpa sua se si fa infinocchiare? È così che siamo patriottici?

Questo il succo del video di Tullio Solenghi. Le sue parole sono legna per populismi di bassa lega che chi ha un minimo di responsabilità dovrebbe tenere per sé. In un momento di sofferenza nazionale in cui è facile dover cercare un capro espiatorio per sfogarsi bisogna evitare sfoghi di questo tipo, perfetti per chi, così come prima se la prendeva con i richiedenti asilo per spiegare la crisi economica nel Paese, ora ha bisogno di altre persone per giustificare la propria, legittima sofferenza visto che è difficile prendersela con un virus.

Il dilagante sentimento anti-tedesco in Italia

E così si può far finta di non sapere che anche i tedeschi muoiono (“Se lo meritano” è facile leggere sui social a margine dei link delle notizie tedesche) o che, nonostante abbiano gli ospedali sempre più pieni, organizzano voli di stato per andare a prendere e poi ospitare nelle loro strutture, i pazienti italiani che non riescono ad essere curati come si deve nel Nord Italia (“é un contentino per passare come dei buoni”). Il problema del video di Solenghi non è solo che aizza gente come quella che lascia questi messaggi, ma che è detto da un attore in grado, con tempi comici, pause, toni e capacità di comporre un monologo a braccio che sia serio e ironico allo stesso tempo, di persuadere anche quelle persone che non ce la fanno a dare del cretino a qualcuno che li sta facendo ridere. Non è un caso del resto se abbiamo fatto fare tre mandati da Presidente del Consiglio a Berlusconi.

Prendersela con i tedeschi per la loro storia ha ancora senso?

È il paese in cui emigrano ogni anno più nostri connazionali, è quello con cui facciamo più import ed export e, in generale, con l’economia con cui siamo più integrati. Non avremmo le auto tedesche senza la nostra componentistica e viceversa. E questo in tanti altri settori.

Angela Merkel non sta gestendo bene la crisi dell’Unione Europea. La speranza è che, come spesso ha fatto in passato, stia prendendo tempo per poi cambiare idea così come la sua connazionale Ursula Von der Leyen, presidentessa della Commissione Europea.  Il momento però è serio e quindi, come già detto su queste pagine, forse a parlare di storia, economia e politica, dovrebbero essere persone competenti. Non lo è Tullio Solenghi, ottimo se non eccezionale intrattenitore, ma non altro. Ha il diritto di fare un video, ma noi abbiamo il dovere di non dargli importanza. E se lo facciamo con questo articolo è solo perché vogliamo avere un link da copiare e incollare quando qualche nostro amico o familiare ci girerà le parole di Solenghi con l’idea che la nostra reazione sia “Sì, ha ragione.” No, non ha ragione.

 

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60 commenti
  1. Maura
    Maura dice:

    Il tuo articolo dimostra che Solenghi ha solo ragione. io non so se tutti i teschi sono egoisti ma i vostri attuali governanti di sicuro non sanno cosa sia la solidarietà. Ascoltati il discorso del primo ministro albanese ed è sufficiente.
    Ciao ciao

    Rispondi
    • bolo
      bolo dice:

      Hai ragione da vendere, Maura. Non solo non chiediamo che solidarietà, che ci viene negata. Gli spunti di recrimine sono molti. Chiediamo che gli stati che compongono l’Europa sia solidali o si è solidali solo quando, come nel caso greco, dobbiamo sanificare gl’investimenti da strozzini di banche, tedesche e francesi, coscienti di quanto fanno ad un popolo.
      Parliamo di una pandemia che non hanno generato le popolazioni di stati membri e se la classe politica tedesca francese o olandese, bravi si a farsi politiche fiscali a discapito degli altri stati non lo vogliono capire è perchè i loro fini sono ben altri.

      Rispondi
  2. valerio miglio
    valerio miglio dice:

    Vergogna. Avete ucciso e bruciato 6 milioni di ebrei. I nazisti non erano marziani ma tedeschi. Avete nell’inno ancora uber alles. Truccate le statistiche sul coronavirus. A chi venderete la vostra merce domani. Io non comprerò più articoli tedeschi.

    Rispondi
  3. daniele pennacchia
    daniele pennacchia dice:

    che c’è signor direttore ? i commenti che hai letto fino a qui non ti soddisfano ? non incontrano il favore dei teteschi ? fatti una domanda e datti una risposta !! davvero patetico difendere i teteschi ..

    Rispondi
  4. Elena
    Elena dice:

    Un amico mi segnala:
    ” L’ammontare del debito di guerra tedesco dopo il 1945 aveva raggiunto i 23 miliardi di dollari (di allora) pari al 100% del Pil tedesco. “

    La Germania non avrebbe mai potuto pagare i debiti accumulati in due guerre.
    Guerre da essa stessa provocate
    (Vedasi natura ,struttura e origini dell’ “estraneo” impero austro ungarico)

    Il 24 agosto 1953 ventuno Paesi (Belgio, Canada, Ceylon, Danimarca, Grecia, Iran, Irlanda, Italia, Liechtenstein, Lussemburgo, Norvegia, Pakistan, Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, Repubblica francese, Spagna, Stati Uniti d’America, Svezia, Svizzera, Unione Sudafricana e Jugoslavia), con un trattato firmato a Londra, le consentirono di dimezzare il debito del 50%, da 23 a 11,5 miliardi di dollari, dilazionato in 30 anni.

    L’altro 50% avrebbe dovuto essere rimborsato dopo l’eventuale riunificazione delle due Germanie.
    Ma nel 1990 l’allora cancelliere Kohl si oppose alla rinegoziazione dell’accordo che avrebbe procurato un terzo default alla Germania.

    Anche questa volta Italia e Grecia acconsentirono di non esigere il dovuto.

    Nell’ottobre 2010 la Germania ha finito di rimborsare i debiti imposti dal trattato del 1953 con il pagamento dell’ultimo debito per un importo di 69,9 milioni di euro.

    Senza l’accordo di Londra, la Germania avrebbe dovuto rimborsare debiti per altri 50 anni.

    Fonte: il sole 24 ore.
    Bibliografia: Libri di Storia.
    Quelli che un certo paese voleva bruciare.
    Buona giornata

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  5. Giulia Galvan
    Giulia Galvan dice:

    Caro Andrea, ti ringrazio molto per il tuo articolo. Ieri, quando ho visto questo video, sono rimasta sconcertata e non sapevo bene come reagire. La tua analisi puntuale mi ha aiutato a ragionare e far ragionare. I cliché, gli stereotipi, il fare di ogni erba un fascio, le facili categorie danno sollievo a un cervello confuso, ma alimentano linee di pensiero pericolose, anche a lungo termine.

    Rispondi
  6. Massimo
    Massimo dice:

    Ritengo a dir poco imbarazzante il suo articolo caro direttore. La signora Elena vuole ricordarle, con cognizione di causa ed elementi storici, la verità vera di come andarono le cose. La sua difesa nei confronti di una Germania egoista ed imperialista è inutile. Chi ha studiato e chi ha memoria storica non può aver dimenticato. Per
    Conto mio inutile dirle che farò il possibile e L’impossibile per non acquistare più nulla di fabbricazione o di proprietà tedesca. La mia Mercedes, venduta due mesi fa, è stata l’ultima mia esperienza tedesca. Addio caro direttore

    Rispondi
    • Cinzia
      Cinzia dice:

      Trovo la risposta del direttore al video indegno , pieno di odio e scarso di conoscenze storiche di solenghi ben argomentata. Su un punto del suo intervento sono d’accordo . Diamo forza alla nostra economia e sosteniamo le aziende italiane e quando potremo tornare a viaggiare impariamo a conoscere l italia . Io ho una panda e mio marito un qubo 🙂

      Rispondi
    • Cinzia
      Cinzia dice:

      Trovo la risposta del direttore argomentata e precisa, il video di Solenghi e carico di odio e di pregiudizi.
      Su un punto sono d’accordo sosteniamo l’economia dell’Italia, ne abbiamo bisogno e quando si potrà viaggiamo in italia per conoscere meglio il nostro paese meraviglioso, a bordo di un’auto una moto una bici italiane. Pe quanto mi riguarda per fortuna posso scegliere tra un qubo o una panda. 🙂

      Rispondi
  7. Konrad
    Konrad dice:

    Egregio Direttore,
    lo sfogo di Solenghi, se pur esagerato e a volte fuori luogo, è dettato dal comportamento della Merkel e della von der Leyen (con il suo meschino messaggio all’Italia). Si può condannare Solenghi per superficialità e populismo, ma in fondo, visti i ns. 10.000 morti e l’arroganza delle “gnädige Frauen” di cui sopra, lo trovo perfettamente giustificato.

    Rispondi
  8. Cinzia
    Cinzia dice:

    Trovo la risposta del direttore argomentata e precisa, il video di Solenghi e carico di odio e di pregiudizi.
    Su un punto sono d’accordo sosteniamo l’economia dell’Italia, ne abbiamo bisogno e quando si potrà viaggiamo in italia per conoscere meglio il nostro paese meraviglioso, a bordo di un’auto una moto una bici italiane. Pe quanto mi riguarda per fortuna posso scegliere tra un qubo o una panda. 🙂

    Rispondi
  9. Cinzia
    Cinzia dice:

    Lo sfogo di Solenghi e esagerato, fuori luogo e pieno di odio e pregiudizi stantii e storicamente sbagliati come il commento del direttore ha evidenziato. Generalizzare e sempre sbagliato, prima il bersaglio erano i migranti adesso sono i tedeschi. In questa tragedia nessuno si salva da solo e lo capiranno anche i tedeschi e gli italiani e gli altri europei che non l hanno ancora capito. Ci sono poi politici tedeschi verdi e socialdemocratici favorevoli ora agli eurobond , quindi per favore … Solenghi facci vedere altro

    Rispondi
  10. Gidrle8
    Gidrle8 dice:

    Questo personaggio
    non uomo
    è pieno di
    arroganza
    razzismo
    un nazi 100 %
    senza un grano di umanità

    Una vergogna perl’Italia e Europa

    Rispondi
  11. Olivia
    Olivia dice:

    Questo personaggio
    non uomo
    è pieno di
    arroganza
    razzismo
    un nazi 100 %
    senza un grano di umanità

    Una vergogna perl’Italia e Europa

    Rispondi
    • Chiara
      Chiara dice:

      Ma chi? Solenghi? Mi dispiace, ma purtroppo, pur riconoscendo che l´intervento é diretto e duro, trovo che riassuma la realtá con estrema luciditá… vivo in Germania da 7 anni, quindi so di cosa parlo

      Rispondi
  12. Fulvio
    Fulvio dice:

    ecco un esempio dell’empativca umanità degi italiani
    «Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Il razzismo nostro deve essere quello della carne e dei muscoli; e dello spirito, sì, ma in quanto alberga in questi determinati corpi, i quali vivono in questo determinato Paese; non di uno spirito vagolante tra le ombre incerte d’una tradizione molteplice o di un universalismo fittizio e ingannatore. Altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei; degli ebrei che, come hanno potuto in troppi casi cambiar nome e confondersi con noi, così potranno, ancor più facilmente e senza neppure il bisogno di pratiche dispendiose e laboriose, fingere un mutamento di spirito e dirsi più italiani di noi, e simulare di esserlo, e riuscire a passare per tali. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue»

    (Giorgio Almirante, 5 maggio 1942[10])
    Ricordo che Almirante è stato un importante politico del II dopoguerra, nell’empatica Italia, non in Germania. Ed ora i tedeschi dovrebbero dare soldi agli italiani a riparazione del loro passato razzismo? Folle

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  13. Giacomo
    Giacomo dice:

    Penoso il video di Solenghi o come si chiama, disperato frustrato etc. Penoso questo articolo di risposta, dove l ´autore palesemente fa i suoi interessi, ovvero difendere i tedeschi e fare da “paciere” tra tedeschi e italiani visto che il suo blog e´ per italiani residenti in Germania. Sia mai che qualche italiano sia “scoraggiato” dal venire in Germania. Oh secondo me eh, e´ solo la mia opinione ci mancherebbe.

    Rispondi
  14. Vincenzo Balzani
    Vincenzo Balzani dice:

    Premetto : da cittadino europeo sono d accordo con questo articolo che giustamente e scritto per frenare nazionalismo e luoghi comuni di un populismo estremamente nocivo in questo preciso momento storico .
    Dovremmo invece parlare dell Europa unita
    nel 250 anniversario della nascita di Beethoven ( da lui abbiamo “preso” il finale della Nona a testimonianza della fratellanza tra i nostri popoli) vedere la disarmante disomogeneità di provvedimenti presi anche in questo frangente fa davvero pensare !
    L Europa e quanto meno divisa in capannelli in gruppi ed e’ ancora oggi incompiuta .
    Abbiamo moneta e libera circolazione ( straordinarie occasioni) che andavano però integrate con una tempestività “corale” nelle decisioni di politica internazionale . Invece ognuno dei paesi membri e andato per la sua strada . L Italia poi deve ringraziare se stessa per essere arrivata a chiudere ospedali e ridurre personale, con la scusa di risparmiare miliardi e ridurre il debito pubblico ( mentre ne dissipava molti di più in fatiscenti progetti mai finiti , in corruzione in disorganizzazione ecc)
    Non prendiamocela con la Germania bensì con noi stessi e col fatto che in tutti i settori poche sono le menti che i nostri governanti hanno ascoltato : il primo guasto di questo paese è il nepotismo e quindi il “ merito “ e troppo spesso misconosciuto .
    E speriamo che il Covid 19 trasformi la nostra bella Italia in una Italia “Sana” !
    Ps ora quasi tutti gli Stati hanno capito che il Covid 19 e’ un professionista serio e puntiglioso . Perciò occorre grande professionalità nell affrontarlo usando scrupolosamente le misure che ci vengono “chieste” dall OMS e dall ISS .

    Rispondi
  15. Antonio
    Antonio dice:

    Soliti commenti di italiani trogloditi.
    Criticano, vogliono l’elemosina… aiuti … dopo comprano auto tedesche o prodotti tedeschi perché migliori a prescindere.

    Rispondi
    • Apophis
      Apophis dice:

      Possiamo benissimo acquistare prodotti Giapponesi che sono tecnologicamente e qualitativamente superiori a quelli Tedeschi.

      Rispondi
  16. Mariotto
    Mariotto dice:

    Purtroppo in Italia siamo abituati a un economia senza limitazioni e a interventi assistenziali per i casi più emergenziali. Il risultato? Un economia costruita sul debito che è giunta al punto di defoult ossia all incapacità di ripagare il debito. Tradotto in termini spiccioli migliaia se non milioni di imprese e indotti che non hanno giustificazione nel mercato libero (di cui siamo stati forti fautori nel ventennio Berlusconiano!). Riconvertire, riposizionare, ridare un senso a tanta parte dell’ economia è e sarà un lavoro duro e lungo. Con il sostegno dell’ U.E. abbiamo il tempo per farlo. Ma lo possiamo fare…e lo dobbiamo fare Noi! A gli altri possiamo solo chiedere di darci una mano (come stanno già facendo) ma non possiamo ricadere nello stesso errore fatto a livello nazionale con i finanziamenti a pioggia fatti nel Mezzogiorno. Quello che mi rattrista enormemente è che l’ arroganza e violenza con cui si pretendono gli aiuti sono la dimostrazione che moltissimi vivono ancora in una logica anacronistica di contrapposizione bellica novecentesca. Insomma l Europa unita è ancora lontana negli animi di molti di noi!

    Rispondi
  17. Frank Husemann
    Frank Husemann dice:

    Es ist erschreckend, wie sich viele Komentatoren unter Bezugnahme auf eine “Erbsünde” hier versuchen über die (vor Covid19 entstendenen) Probleme ihres eigenen Landes hinwegzusetzen und an deren Stelle Deutschland verantwortlich machen. Hoffnung gibt mir, dass auch eine Reihe klar denkender Kommentatoren sich meldeten. Deutschland kann nicht alle notleidenden Länder retten und wird nach Covid19 auch einen schweren Stand haben. Zu diesem Zeitpunkt wird man eine europäische Lösung der Pandemiefolgen finden müssen und Deutschland wird zahlen. Vielen Italienern wird das sicher nicht reichen und sie wollen die ganze Party auf ewig finanzieren lassen. Das geht aber nicht.
    Ciao, Frank

    Rispondi
    • Karl-Heinz Voelker
      Karl-Heinz Voelker dice:

      Zum Glück werrden in den kommenden Monaten keine deutsche Urlauber in Italien sein, Italien kann sich von den crucchi erholen.
      Italiener und Deutsche -das passt offensichtlich nicht zusammen.
      Dann eben nicht, es gibt genügend andere Länder auf der Welt,in denen ich als Tourist willkommen bin.

      Rispondi
      • Brigitte Spaghetto
        Brigitte Spaghetto dice:

        Stimmt und ich habe das sehr LAUT und DEUTLICH gesagt!!! Ich lebe hier in Calabrien und es ist erschreckend, was für ein Müll dank dieses”Herrn” rumschwirrt!!!! So vie Hass wie in dieser verdammten Zeit gegen uns Deutsche habe ich noch nie erlebt….und hier unten sind die auf Touristen angewiesen!!!! Es sind immer viele Deutsche hier unten, Freunde von uns haben schon gesagt: Wir sind nicht erwünscht? Kein Problem, fahren oder fliegen wir woanders hin treffen wir uns irgendwo auf der Welt denn die ist GROß…Recht haben Sie!!!!! Normalerweise passt das schon Italiener/Deutsche…Bei uns funktioniert das seit über 50 Jahren, allerdings verfügt mein Mann, im Gegensatz zu “Herrn” Solenghi über Hirn!!!!

        Rispondi
  18. Verena
    Verena dice:

    Ciao Andrea, ti ringrazio di aver preso Positionen sull’ ignoranza die commenti di Tullio. Capisco che nel dolore si cerca sempre un colpevole, pero’ mi permetto di dire, se vogliamo scavare nella storia, allora sono la prima di trovare orrendo l’ era dell’ olocausto , ma non trovo giusto che quasi 4 generazioni dopo devono ancora pagare per una cosa in cui non centravano niente. Poi l’ Eurobond. Paragonando cosa guadagnano i politici italiani confronto a quelli tedeschi e per quante generazioni ricevono pensioni , sembra assurdo che il popolo italiano non si e’ mai ribellato delle pensioni astronomiche dei politici. Soldi che certamente mancano al popolo e allo stato. So che in Germania c’ e’ l’ assistenza sociale che paga affitto e cibo a chi e’ disoccupato o non in grado di lavorare. In Italia si puo’ morire di fame, lo stato non aiuta il suo popolo e pretende aiuto dalla UE in particolare dalla Germania. E risalendo alla storia, quanti reati disumani ha commesso non solo l’ Italia, ma la chiesa e il vaticano. Io amo l’ Italia ma anche se ci sono tantissime brave persone , purtroppo ci sono anche quegli megalomani che vivono spensieratamente, spendono e spandono e nel bisogno pretendono aiuto da altri.Perche’ non sta dando aiuto il vaticano ai suo popolo fedele? Quando una nazione non e’ nemmeno in grado di aiutare il suo popolo senza pandemia per colpa del governo, cosa pretende poi? E chi ha scritto del inno tedesco, e’ pregato di informarsi meglio prima di dire che c’e’ ancora ” über alles”, perche’ non e’ vero, quelle Strophen sono stare proibite e eliminate. Einigkeit und Recht und Freiheit inizia. E per favore oltre al dolore per tutti i defunti non cercate colpevoli e non accusate ingiustamente, ma imboccatevi le maniche per cambiare governo, pensioni dei politici e il vaticano.

    Rispondi
    • Chiara
      Chiara dice:

      Verena, mi fermo alle prime sue 3 righe perché non serve andare oltre… voi tedeschi non vi sentite piú responsabili per l´Olocausto???? ma come puó scrivere una cosa del genere? erano i vostri genitori, nonni, o anche se bisnonni quelli che hanno compiuto quegli atti orrendi. Ma come fate a dire che non avete colpa??? l´avrete sempre, ed é normale cosí. O credete di cavarvela con qualche Stolpersteine qua e lá?? Vivo in Germania da 7 anni e fin dall´inizio mi sono sentita dire “mafiosi, Italien ist pletie, die Südländer sind alle pleite” e via dicendo, bei complimenti eh?? senza parlare di quello che dicevate dei greci nel 2014… é uno schifo, unmenschlich, typisch deutsch

      Rispondi
  19. Verena
    Verena dice:

    La malinformazione di alcuni italiani e’ spaventosa. Invece di ribellarsi contro i politici che solo in Italia lasciano in eredita’ le loro pensioni a tre generazioni e che guadagnano molto , ma molto di piu’ dei politici tedeschi, cercano di incolpare la Germania, che tra altro da l’ assistenza soziale a chi e’ disoccupato o non in grado di lavorare, mentre il governo italiano FA morire di fame il suo popolo mentre continuano a riempirsi le proprie tasche. Per quelli che risalgono alla storia suggerisco di scavare Nelly storia italiana e soprattutto in quella del vaticano che con tutte le sue ricchezze sporche di sangue di tempi passati di cui gode ancora oggi e non aiuta i suoi fedeli e il suo popolo finanziariamente ma solo con preghiere che ogniuno puo’ fare da se. Cavoli, informatevi prima di sostenere un istigatore ignoranten.

    Rispondi
  20. Pier
    Pier dice:

    Ho letto l’articolo e ho letto i commenti , ho visto anche quel triste video populista nazional razzista del Sig. Solenghi . Credo che il più grande problema in Italia: sia l’incapacità di leggere e di capire. Sia l’incapacità di parlare con cognizione di causa.

    Rispondi
  21. Pier
    Pier dice:

    Leggendo i commenti mi sono domandato se molti utenti siano in grado di leggere ma soprattutto di capire i testi che leggono.
    Il video del comico Solenghi è semplicemente un manifesto populista demagogico razzista .

    Rispondi
  22. Stelio
    Stelio dice:

    Salve,
    Mi corre l’obbligo di correggerla sul primo punto, nel quale afferma che fu l’Impero Austro-Ungarico a iniziare la guerra, ma sarebbe come imputare al cane della pistola la responsabiltà di un omicidio.
    In realtà il caro e vecchio Franz non aveva nessuna intenzione di scendere in guerra, lui che aveva visto morire già troppa gente, ma fu la Germania a muovere i fili in modo che si arrivesse al casus belli, e i loro efficienti servizi segreti già conoscevano i rischi della visita a Sarajevo di Francesco Ferdinando (che nessuno comunque amava, e sul quale c’erano dubbi sul suo equilibrio mentale).
    L’Austria-Ungheria, su insistenti pressioni della Germania, dichiarò guerra alla Serbia, e gli altri squali, dotati di denti ben più affilati di quelli austriaci, non persero occasione di alzare il livello dello scontro, e tra questi la Germania nella quale comandava un ottuso apparato nazional-militare.che aveva progettato di espandere il suo potere oltre i suoi tradizionali confini.
    Del resto anche l’intervento assertivo del comico genovese (ricordiamoci che è un comico, non maître à penser) non è esente da critiche, ma in fondo si rivolge a un pubblico che ama ascoltare facili battute e ragionamenti di breve respiro, roba che parla alla pancia, non al cervello.
    Se qualcuno fosse interessato a qualche notizia più specifica su quei famosi condoni alla Germania, potrebbe trovare interessante questo post qui
    https://www.ultimelune.it/2020/04/02/mettiamo-i-puntini-sulle-u/
    Ahoj

    Rispondi
    • Andrea D'Addio - Direttore
      Andrea D'Addio - Direttore dice:

      Salve, la complessità della vicenda è nota a tutti, ma non per questo si può parlare di Germania come iniziatrice della I guerra mondiale, non da sola, non come se fosse la storia ufficiale. Solenghi ha semplificato un momento storico complesso solo per arrivare al suo scopo di accusare la Germania delle peggiori nefandezze.

      Rispondi
      • Stelio
        Stelio dice:

        Verissimo, la guerra non l’ha iniziata la Germania, diciamo che ne è stata una delle più appassionate promotrici.
        Dire che l’ha iniziata l’Austria assomiglia troppo all’infantile frase “Ha cominciato lui!” dopo una serie di stupide provocazioni.
        Alla Germania prudevano le mani, e non vedeva l’ora che scoppiasse una guerra per annettere altri territori e per ampliare la sua sfera di influenza dal Baltico fino al Belgio, e se non sono trovate prove definitive sul suo coinvolgimento diretto nell’attentato di Sarajevo, è pur vero che i loro servizi segreti conoscevano il problema, e che fu il Kaiser a convincere il vecchio Franz a dichiarare guerra alla Serbia, ben sapendo che sarebbero scese in campo anche Francia e Inghilterra.
        Se esistessero le olimpiadi della stupidità avremmo un’infinità di vincitori ex aequo.
        Stupidi tutti i nazionalisti, per il semplice motivo che il nazionalismo è stupido.
        Stupida l’Austria che è andata a infilarsi nella primitiva trappola Balcanica, a mettersi in mezzo a un branco di popoli rabbiosi che si combattevano da secoli.
        Stupida la Germania che confidava in una rapida vittoria, illusa da quelle di qualche decennio prima, ottenute però su avversari poco preparati e su terreni limitati. Questo succede quando i militari vanno al potere.
        Stupidi Francia e Inghilterra, che non immaginavano quali conseguenze sociali ed economiche avrebbero portato quel lungo conflitto, un’infinità di morti per ottenere praticamente niente.
        Stupido Francesco Ferdinando, perché forse qualche tara ce l’aveva, perché si considerava intoccabile e invulnerabile, perché si è prestato a fare da esca, perché, pur essendo promotore del federalismo, non ne aveva compreso il principio fondamentale, ossia che si possono federare solamente i popoli che lo desiderano veramente, non in forza di un decreto imperiale.
        Ahoj

        Rispondi
    • Frank Husemann
      Frank Husemann dice:

      Quello che stai dicendo è semplicemente sbagliato e demagogico. E dopo che i vincitori sono sempre più incapaci di presentare la propria interpretazione della storia come verità, confutata da vari storici.

      Rispondi
      • Stelio
        Stelio dice:

        Ti rispondo solamente per cortesia, per metterti in guardia contro il tuo atteggiamento pressapochista e assertivo.
        Affermare che ciò che ho scritto è sbagliato mi sta bene, lo accetto, anzi dire che ne ho fatto l’abitudine, però sarebbe buona cosa confutare nel merito le mie affermazioni, indicare dove ho mancato, così da illuminarmi in merito.
        Definirmi un demagogo invece è paradossale.
        Demagogia significa “parlare alla pancia” degli ascoltatori, o dei lettori, portando argomenti di facile presa senza disturbarsi di circostanziarli troppo, ovvero quel che si dice essere mendaci.
        Il demagogo è alla ricerca del consenso, non della verità, anche perché quest’ultima è spesso sfuggente, scomoda, cangiante.
        L’arma del demagogo è la retorica, e mi sembra invece di aver portato dei fatti, specialmente nell’articolo del mio blog, e, sempre ammesso che tu l’abbia letto, gradirei essere smentito (nel merito, con date e numeri) su quelli.
        Posso invece accettare la critica di sofismo, ma ben sai che i ragionamenti troppo arzigogolati e imprevisti non trovano facilmente un pubblico disposto a seguirli, perciò mai un demagogo si impegnerebbe in tale esercizio dialettico.
        Quanto poi a vincitori e vinti, ti posso assicurare che io faccio parte di un popolo vinto, vinto per ben quattro volte, e poi disperso, ma quella mia entità ideale che tu potresti conoscere col nome di Vaterland non la rivendicherei mai con spirito revanscista, ma la conservo dentro di me con obiettività e senza rancore.
        Ahoj

        Rispondi
        • Frank Husemann
          Frank Husemann dice:

          Dato che probabilmente non conosci meglio, come puoi vedere nella tua replica, ritiro l’accusa di demagogia e ti chiedo perdono. Descrizioni basate su TUTTI i fatti sono disponibili nelle seguenti opere, tra le altre: Sean McMeekin: “Luglio 1914” e Christofer Clarke: “The Sleepwalkers”. Per motivi comprensibili, mi risparmio i nuovi autori tedeschi, per inciso, la storia è in gran parte ciò su cui i vincitori concordano. Almeno finché possono mantenere i loro tabù. Con la guerra del 1914-1918, non ci riescono più.

          Non capisco perché metti in gioco il termine “revanchismo”. C’è qualcosa che non vuoi dire apertamente?

          Rispondi
          • Stelio
            Stelio dice:

            Salve,
            subito un chiarimento sulla mia dichiarazione di lontananza da qualsiasi revanscismo.
            Trattasi di una sorta di nazionalismo degli sconfitti, uno spirito di vendetta che impedisce, uno, di considerare obbiettivamente i motivi della sconfitta, due, di valutare se una vittoria sarebbe stata veramente preferibile, tre, di adattarsi convenientemente al mutare degli eventi, e quattro, di riflettere se ha molto senso avvelenarsi la vita nella convinzione di aver subito un torto imperdonabile.
            Nel caso specifico, faccio parte di un popolo che da quella famosa carneficina ha ricevuto più danni che vantaggi, per non parlare della tragedia che ha dovuto subire a causa della seconda carneficina mondiale, e in entrambi i casi di qui massacri è stato spettatore, vittima, merce di scambio, parafulmine e leva politica, mai causa.
            Nonostante le ripetute offese, non conservo uno spirito di rivalsa verso i barbari, qualsiasi sia stata la loro bandiera, che hanno fatto della mia terra e della mia cultura carne di porco, mi limito a osservare con rammarico ciò che oggi è in raffronto a ciò che invece poteva essere. Ti confesso che il mio atteggiamento “aperto” non trova molti estimatori in queste terre, spesso è visto con sospetto, e in più di qualche caso mi sono trovato isolato.
            Come spiegato nel mio post https://www.ultimelune.it/2020/04/02/mettiamo-i-puntini-sulle-u/ nel quale tratto dei malintesi, dovuti a ignoranza generale e colpevole volontà politica, riguardanti i famosi “regali” che avrebbe ricevuto la Germania dopo le due guerre mondiali, e tra le cause di quelle due guerre ci fu sicuramente il revanscismo, francese nella prima e tedesco per la seconda.
            Per tornare al tema del commento precedente, sulle responsabilità dello scoppio di quella guerra sono stati scritti ponderosi trattati, il più delle volte dai vincitori, e mi permetto di sospettare che non tutti siano stati fedeli alla verità, anche perché la verità, in un atto stupido come la guerra, è la prima a morire.
            Di vera e inoppugnabile c’è comunque la motivazione economica. Quella guerra era una questione di soldi, lo sono sempre, perché da soldo deriva il verbo assoldare, e da quello il soldato, una moneta di carne e sangue da spendere sul tavolo da gioco dei potenti.
            Ahoj

    • Frank Husemann
      Frank Husemann dice:

      Wenn Sie mal die Geschichte über die Jahrhunderte betrachten, werden Sie erstaunlich viele Fälle italienischer Verlässlichkeit und italienischer Moral finden, und welche Belastung dieses Land ganz überwiegend für Deutschland war, und wie es seine Entwicklung hemmte und seinen Interessen schadete. Aber natürlich gehören zu so einem Spannungsverhältnis immer zwei …

      Rispondi
  23. Stefan
    Stefan dice:

    Per me, vista la crisi di Corona, non è importante chi ha iniziato la guerra.E’ molto più importante come possiamo porre fine a questa pandemia.E tutti devono fare qualcosa e non solamente si dovrebbe aspettare l’aiuto degli altri perche tutti hanno già abbastanza problemi a casa in questo momento.

    Rispondi
  24. Claudio
    Claudio dice:

    E’ veramente triste leggere come la gran parte di chi ha commentato questo articolo sia gente che trae la propria cultura esclusivamente dai vari facebook e compagni, equivalenti tecnologici del vecchio “bar del lunedì”.
    E’ il trionfo della disinformazione, o peggio dell’informazione “gestita” da chi ne trae vantaggi.
    Appartengono al mondo di quelle persone che fanno proprie le idee della massa, massa che però non costruisce mai idee proprie ma fa sue quelle che provengono dall’esterno purché siano espresse con veemenza, arroganza, e spesso con aggressività e livore.
    Sono i figli e i nipoti del sessantotto e dei suoi “diciotto politici”.
    Quelli che oggi fanno i camerieri, gli addetti ai call center e le “partite iva”, perché – salvo che non siano nelle grazie di qualcuno che li raccomandi – non sono in grado di produrre altro.
    Quelli che hanno votato e – peggio – continueranno a votare i vari Grillo (pardon: Grillini), Salvini e i tanti simili.
    Scommetterei che nessuno di questi signori ha mai letto qualcosa di Bertrand Russell, nemmeno quell’aforisma ormai finito sui quadretti nelle bancarelle: “Il fatto che un’opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda. Infatti, a causa della stupidità della maggioranza degli uomini, è molto più probabile che un giudizio diffuso sia sciocco piuttosto che ragionevole.”.
    Così come sono assolutamente certo che tutti i vari commentatori emetteranno un giudizio negativo su queste mie notazioni (si noti: NON “affermazioni”…): d’altra parte cosa possono fare, individui del genere, se non difendere strenuamente sé stessi per evitare di mettersi in discussione e correre il rischio di crescere?
    Un regalo per quei pochi che – la speranza è l’ultima a morire – volessero invece approfondire:
    https://www.lucalovisolo.ch/internazionale/attualita/perche-la-lettera-ai-tedeschi-e-un-fatto-grave.html

    Rispondi
  25. Frank Husemann
    Frank Husemann dice:

    Salve Stelio
    Clark e McMeekin non vedono obiettivamente il debito di guerra? Voglio dire, ne dubiti. Per favore, si occupi solo di tutta la verità. Inoltre, non dovresti guardare troppo indietro nella storia e non solo considerare il tuo paese vittima di “barbari”. Solenghi si riferisce al nazionalsocialismo (tedesco) e non alle storie precedenti. E solo questo dovrebbe essere il punto e non tutto e tutto.
    La mia vita non è certo avvelenata dalla convinzione che la Germania avesse torto. Per me questa è storia. Ma riguarda oggi e domani. Se il passato viene interpretato erroneamente per derivare richieste per oggi e domani, come è successo qui dal triste comico, e tu lo supporti in questo, dovrei intervenire. Questo dovrebbe essere abbastanza ora.
    Ma alcuni fatti in più sul nazionalsocialismo tedesco: questo è il risultato diretto del vergognoso “Trattato” di Versailles, che è stato erroneamente fondato sull’unica colpa di guerra della Germania nella prima guerra mondiale. Ti ho dato fonti più recenti (nessuna tedesca). La Francia, a proposito, ha violato in modo permanente questo trattato molto prima della Germania, e la Germania ha ripetutamente affrontato un’aggressione indifesa da parte di Francia e Polonia ed è stata derubata del suo futuro e ha minacciato la sua stessa esistenza. A proposito, la Gran Bretagna aveva forzato la firma del trattato attraverso un blocco marittimo (molto tempo dopo la resa tedesca), che causò milioni di morti per fame. Proprio questo “contratto” ha portato Hitler e le conseguenze conosciute. Si potrebbe pensare che i progettisti del Trattato di Versailles mirassero a fare proprio questo. L’enormità del contratto non ha precedenti nella storia recente. Bene per l’Italia che cadde nella parte posteriore del suo ex alleato proprio all’inizio della guerra.
    Vorrei continuare a discutere con te, ma non parlo italiano e la traduzione di Google è troppo male. Grazie per la disputa e saluti a te.

    Rispondi
    • Stelio
      Stelio dice:

      Hello Frank,
      ti chiedo scusa per il mio italiano che google non riesce a tradurre, perché scrivo con uno stile “antico”.
      Comunque hai ragione, proprio di questo ho scritto nel mio blog: il nazismo è nato perché il tedeschi erano stati trattati troppo male dopo la prima guerra mondiale.
      Dopo la seconda guerra mondiale i vincitori non hanno voluto ripetere l’errore, e l’occidente ha usato la Germania Ovest come muro di difesa, e per avere una difesa efficiente era necessario che la Germania Ovest fosse un paese forte, perciò hanno ridotto del 50% il debito di guerra.
      Attenzione, il debito della Germania della PRIMA guerra mondiale non è stato mai annullato. I nazisti avevano smesso di pagarlo, ma dopo il 1945 la Germania ha dovuto tornare a pagarlo, e l’ultima rata è stata pagata il 3 ottobre 2010
      Bye

      Rispondi
      • Frank Husemann
        Frank Husemann dice:

        Ciao Stelio,
        abbiamo avuto un dialogo interessante. Dovresti sempre farlo, discutere sulla base di fatti e non (solo) seguire mosche e sentimenti. Grazie per questo e tutto il meglio per te e per tutti coloro che ti sono vicini. Vediamo come va dopo “Corona”, ma deve.
        I migliori saluti
        franco

        Rispondi
  26. Otto Cramer
    Otto Cramer dice:

    Italiani e tedeschi – come Hobbit e Orchi?
    Esiste uns altro virus nel aria che se trasmette tra le persone: é il virus del nazionalismo. In Italia questo nazionalismo e qualche volta anche razzismo – si esprime in una germanofobia estrema. Un esempio é Tullio Solenghi. Secondo Tullio ( e i suoi “fratelli d’Italia”) noi tedeschi di oggi sono i nazisti di hier e tutti tedeschi sono uguale brutale come gli orchi. Non ha trovato nemmeno tre o quattro tedeschi chi no siano cosi. “Ancora oggi hanno loro arroganza spietata – oggi in termini economic. Si consideranno di essere una razza superiore.” Il linguaggio di questo video e pericoloso. Cosi fomenta odio e un nazionalismo distruttivo. Ma purtroppo non é l´ unico chi distrubisce germanofobia. Una altra voce: “Coronavirus e coronabond: é l ‘occasione che i tedeschi aspettavano per spezzare le reni all’ Italia.” “I figli e nipoti di quei giovanotti alteri e impettiti sono quelle che oggi vorrebbero l’Italia in ginocchio ai loro piedi.” La mia opinione: Questa onda di odio, nazionalismo stupido e germanofobia in Italia ha il potenziale ha il potenziale di distruggere la comunitá Europea. Sono nato 1939. Nel’ anno 1956, un razzo di 16 anni (vestito in “Lederhose”) ho fatto un “giro d´ Italia” per autostop. Il incontro con l’Italia era dei impressione piu importante della mia vita. Da molti ha provoto di imparare questa lingua piu bella del mondo. Sono molto triste quando devo leggere che la mia generazione, figli e nipoti son considerati come i nazisti di 80 anni fa. Il PERCHÈ di nostra storia mi ha occupato tutto la mia vita. Putroppo non ho avuto l´occasione di discutere questa domanda con mio padre – era caduto nel’ estate 1944 in Russia. Noi Europei vivono in pace da 75 anni – che fortuna! Il fundamento di un pace vero é che i popoli si consideranno come uomini. Sono felice di avere amici Italiani con cui posso chiaccerare, discutere e anche ridere. Ma non é neccessario di amare noi tedeschi — riguardate noi soltanto come uomini normale con emozioni e opinione diverse.
    Forse voi Italiani siete un po come i Hobbit. Concedo che tra noi vivono alcuni (o molti “buci di culo”) – ma non siamo tutti uguale e non siamo – “Orchi” (almeno non tutti) !!! Tanti saluti a tutti chi hanno avuto la fortuna di essere nato come Italiani!
    Otto

    Rispondi

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