La Germania sta accelerando per accogliere centinaia di rifugiati minorenni ora in Grecia

I funzionari tedeschi hanno espresso il loro rammarico per la scarsa risposta da parte di altri Stati dell’UE in merito al reinsediamento dei minori non accompagnati

La Germania andrà avanti con i piani per il reinsediamento di centinaia di minori non accompagnati bloccati in squallidi campi profughi in Grecia. Questo è ciò che ha annunciato mercoledì  il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. «Oltre al Lussemburgo, siamo l’unico paese che è disposto ad accogliere bambini», ha detto Maas all’emittente tedesca RTL. «Non vogliamo aspettare più a lungo che gli altri agiscano. Noi stiamo iniziando ora».

Entro la prossima settimana, fino a 50 bambini potrebbero arrivare in Germania

I bambini si terranno in quarantena in Bassa Sassonia per due settimane. In un’intervista con DW, il legislatore europeo Erik Marquardt del Partito dei Verdi tedesco ha criticato la decisione come insufficiente.  Egli ha descritto il reinsediamento di 50 minori non accompagnati nel primo gruppo come “estremamente vergognoso“. Ha inoltre dichiarato: «dal momento che ci sono 80.000 persone che provengono dalla Romania per la raccolta degli asparagi, dal momento che ritornano 200.000 turisti in Germania, nessuno può dirmi che la capacità massima è di 50 minori non accompagnati – specialmente in un paese come la Germania con 82 milioni di persone». Il governo tedesco ha guidato un progetto per il reinsediamento di 1.500 minori non accompagnati provenienti dalla Grecia. Berlino ha accettato di accoglierne circa 500, mentre il Lussemburgo si è impegnato ad accoglierne 12 entro la prossima settimana. La stragrande maggioranza dei minori non accompagnati si trova nelle isole greche del Mar Egeo. I campi profughi sulle isole greche sono molto più sovraffollati di quelli sulla terraferma ed il rischio di contrarre il coronavirus è sempre molto alto.

I gruppi per i diritti hanno descritto i bambini come alcune delle “persone più vulnerabili del mondo”

All’inizio di quest’anno le associazioni per la tutela dei diritti umani hanno invitato gli Stati membri dell’UE a intraprendere azioni decisive e a reinsediare i minori non accompagnati vulnerabili. Si pone una particolare attenzione a coloro che hanno un’età inferiore ai 14 anni e che soffrono di malattie. «I bambini migranti non accompagnati sono tra le persone più vulnerabili al mondo», ha detto Eva Cosse, che compie ricerche in Grecia per Human Rights Watch. «I bambini soli nelle isole greche sono privati dei beni di prima necessità e vivono in condizioni disumane». Al culmine della crisi migratoria del 2015, la Grecia è stata la principale porta d’ingresso nell’UE per centinaia di migliaia di migranti. Molti di loro erano rifugiati in fuga dalla guerra e dalla povertà estrema in Medio Oriente, Africa e Asia.

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Immagine di copertina: Pixabay

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