Da Bowie agli Scorpions 8 canzoni dedicate al Muro di Berlino

Il 9 novembre 1989 il Muro di Berlino venne abbattuto. La sua esistenza non ‘influenzò’ solo il panorama politico del secondo dopoguerra ma anche decine e decine di musicisti

Il 9 novembre di 31 anni fa, dopo un errato messaggio diffuso dal funzionario del Partito di Unità Socialista di Germania Günter Schabowski, migliaia di berlinesi dell’Est si riversarono in strada per attraversare i valichi di confine e raggiungere il blocco occidentale. Di fatto il Muro di Berlino, in piedi da 28 anni, ‘crollò’ quel giorno. Il Muro non era solo una struttura il cui scopo era dividere una popolazione, ma riuscì a creare, intorno a sè, una particolare atmosfera che caratterizzò la città di Berlino in quegli anni. Il clima che si respirava nella capitale era la caratteristica per cui decine di musicisti stranieri scelsero Berlino come loro dimora e fu anche una grandissima fonte di ispirazione per molti di loro. Nella situazione tragica di una città e di un popolo scisso, sono però stati prodotti alcuni tra i capolavori musicali dei nostri tempi. Ma è altresì vero che anche la sua caduta ha portato alla composizione di alcuni brani, le cui liriche celebravano la ritrovata libertà, la riunificazione del popolo tedesco e la fine della Guerra Fredda.

10) Arcade Fire – Surf City Eastern Bloc

I canadesi Arcade Fire, uno dei gruppi più interessanti e innovativi degli anni 2000, ha scritto un brano, poco conosciuto a dire il vero, in cui raccontavano la storia di un ragazzo di Berlino Est desideroso di scappare verso il blocco occidentale. Il brano è uscito come b-side del singolo No Cars to Go, dall’album Neon Bible del 2007. La canzone è ambientata nel 1984 (It’s 1984, we’re on the run) e il ragazzo è ben consapevole che, se il suo tentativo di fuga fosse stato scoperto, le conseguenze sarebbero state molto gravi (If they catch us, we won’t ever talk). Il tutto accompagnato da una melodia cupa ma evocativa che riporta alla mente alcuni dei brani più oscuri registrati da Bowie proprio a Berlino (non a caso gli Arcade Fire collaborarono col Duca Bianco per la canzone Reflektor pochi anni dopo)

9) Feeling B – Ich such die DDR

I Feeling B erano una delle (poche) punk band di Berlino Est, la prima a ottenere il permesso dal regime di poter registrare un album e di suonare dall’altra parte del Muro. Inoltre, insieme a un’altra punk band della DDR, i Die Anderen, suonarono in un locale di Berlino Ovest proprio la sera del 9 novembre 1989. La band viene considerata come il nucleo primitivo dei Rammstein, in quanto tre dei suoi membri vi suonarono nel corso degli anni. Si formarono nel 1983 e, nel 1991, pubblicarono il brano Ich such die DDR, un brano fortemente satirico e ironico nei confronti della riunificazione tedesca e del dissolvimento della DDR, una sorta di presa in giro in salsa punk di quel sentimento conosciuto come Ostalgie. Nell’ultima strofa i Feeling B cantano:

Im Atlas fehlt ein Staat
Von einer ganz besondren Art
Ja, zwischen BRD und Polen
Da wurde ein Land gestohlen

Uno stato manca nell’atlante
Di un tipo molto speciale
Sì, tra Germania e Polonia
Una terra è stata rubata

8) Milva – Alexander Platz

Il brano fu inserito nell’album Milva e dintorni pubblicato nel 1982, scritto da Alfredo Cohen, Giusto Pio e Franco Battiato e divenne da subito uno dei suoi cavalli di battaglia. Il musicista siciliano scrisse il testo ispirandosi ad una delle piazze più famose di Berlino, Alexander Platz, all’epoca parte di Berlino Est, e alla vita che si conduceva nel blocco orientale (Come ti trovi a Berlino Est?). Battiato ha sempre amato Berlino e nella capitale tedesca aveva anche posseduto un appartamento. Nel 1989 lo stesso Battiato propose Alexander Platz in una versione dal vivo poi pubblicata nell’album Giubbe Rosse.

7) Nena – 99 Luftbaloons

Il brano fu pubblicato dal gruppo tedesco dei Nena nel 1983. A dispetto del ritmo pop che la contraddistingue, il brano descrivere l’atmosfera di tensione generata dalla contrapposizione tra le potenze occidentali e l’URSS. Il testo è stato scritto dal chitarrista del gruppo Carlo Karges ed è stato ispirato ad un fatto a cui il musicista ha assistito. Nel 1982 i Rolling Stones tennero un concerto alla Waldbühne di Berlino, al termine del quale fecero volare nell’aria dei palloncini. In 99 Luftbaloons Karges immaginò che, dall’altra parte del Muro, gli innocui oggetti fossero visti come un ‘attacco’ contro l’Unione Sovietica, scatenando la tanto temuta ‘nuova guerra’. Il brano uscì prima in lingua tedesca e venne poi tradotto in inglese.

6) Pink Floyd – A Great Day for Freedom

A Great Day for Freedom è contenuto nell’album The Division Bell pubblicato nel 1994, seconda opera del gruppo dopo l’abbandono di Roger Waters. È con questo brano che i Pink Floyd parlano per la prima volta del Muro di Berlino, nonostante alcuni identifichino la canzone Another Brick in the Wall come la canzone in cui il gruppo britannico si riferisce al Muro. Ma la canzone, contenuta in The Wall del 1979, ha poco o nulla a che fare con la barriera berlinese, è una metafora esistenziale e individuale, frutto della volontà di Roger Waters di alienarsi dal mondo. In A Great Day for Freedom, Gilmour racconta i sentimenti di gioia e speranza nati dopo la caduta del Muro, che sono però mitigati da una sorta di inquietudine nei confronti del futuro.

3) David Bowie – “Heroes”

David Bowie arrivò a Berlino con Iggy Pop nel 1976. Agli Hansa Studios della capitale registrò due dei suoi capolavori, Low e ‘Heroes’. La title-track di ‘Heroes’ diventò, nel corso degli anni, una delle canzoni più famose del Duca Bianco oltre che un vero e proprio simbolo della Berlino divisa dal Muro. Bowie racconta la storia di due amanti divisi dal Muro, costretti a rimanere separati, che diventeranno ‘Eroi’ e riusciranno a scambiarsi un bacio sotto la barriera, con i proiettili sparati delle guardie di confine che sibilano sopra le loro teste. Sembra che il brano sia stato ispirato dalla relazione clandestina che Tony Visconti, uno dei produttori dell’album, aveva con una ragazza di Berlino Est, anche se qualcuno ipotizza che uno dei due ‘Eroi’ sia Bowie stesso.

2) Scorpions – Wind of Change

Il brano è contenuto nell’album della band tedesca Crazy World pubblicato nel 1990. Il testo è stato scritto nell’agosto del 1989 da Klaus Meine, dopo che la band aveva tenuto un concerto a Mosca e venne poi registrata nel 1990. Il testo anticipa quel ‘vento di cambiamento’ che, di lì a pochi mesi, soffierà in tutta l’Europa dopo il crollo del Muro. Wind of Change divenne una delle canzoni simbolo della Germania riunificata e, con 14 milioni di copie vendute nel mondo, rimane il singolo di maggior successo del gruppo. Il 9 novembre 1999, in occasione del 10° anniversario della caduta del Muro, gli Scorpions suonarono Wind of Change davanti a migliaia di persone di fronte alla Porta di Brandeburgo.

1) David Bowie – Where Are We Now?

L’8 gennaio del 2013, a sorpresa, David Bowie pubblicò il singolo Where Are We Now?, canzone che anticipava l’album The Next Day. Bowie era riuscito a tenere segrete le registrazioni e per questo la pubblicazione del singolo arrivò come un fulmine a ciel sereno per i fan del Duca Bianco. Tutto il testo è un atto d’amore verso Berlino, quella città divisa che lo aveva accolto e la cui influenza gli aveva permesso di rinascere fisicamente e artisticamente. Bowie ricorda le serate passate con Iggy Pop al Dschungel, locale di Nürnberger Strasse, il tutto accompagnato da una melodia dolce e malinconica allo stesso tempo. Nonostante Bowie non vivesse più a Berlino durante la caduta del Muro, in Where Are We Now? il musicista ricorda l’immensa folla che aveva attraversato il Bösebrücke ‘con le dita incrociate’ subito dopo l’annuncio di Günter Schabowski il 9 novembre del 1989. Jonathan Barnbrook, ideatore della copertina di The Next Day (che, non a caso, riprendeva quella di ‘Heroes’) aveva dichiarato in un’intervista che Where Are We Now? riesce a creare un «paragone tra la Berlino di quando cadde il Muro e la Berlino di oggi.

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Immagine di copertina: Muro di Berlino CC 2.0

 

 

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