Come ho trovato la tomba del mio bisnonno a due passi da Berlino a 75 anni dalla morte per i bombardamenti nazisti

Come abbiamo trovato la tomba di nostro bisnonno morto in Germania durante la guerra e di cui non abbiamo saputo nulla per 75 anni

Il mio bisnonno Vasile Ceres, moldavo, è morto il 21 aprile 1945 in Germania vittima dei bombardamenti nazisti all’esercito sovietico nel Brandeburgo, quando ormai l’armata rossa era pronta ad entrare a Berlino. Queste informazioni sono solo dal 9 maggio scorso patrimonio della mia famiglia. Le nostre indagini sono iniziate diversi anni fa e a lungo sono state inutili. Una luce di speranza è arrivata qualche mese grazie alla desecretazione e l’invio in Germania dell’archivio di Mosca dei soldati caduti nella seconda guerra mondiale.

 

Un’indagine di famiglia

Tutta la famiglia è stata coinvolta nell’indagine. Mia mia cugina ha trovato il certificato di morte del mio bisnonno e poi, facendo ulteriori ricerche, abbiamo  scoperto che era stato impiegato come soldato di fanteria nel reggimento 311. Non solo, continuando l’indagine abbiamo avuto conferma del giorno del decesso, il già citato 21 aprile 1945 e del luogo della prima sepoltura, il cimitero di Alt-Neu Freienwalde Bradenburg, una fossa comune insieme ad altri 40 soldati. Lì però non c’erano più i suoi resti. Mio zio ha scoperto così che le tombe dei soldati del reggimento 311erano stati riseppelliti in un nuovo cimitero-monumentale inaugurato nel 1983 a Bad Freienwalde, a 60 km da Berlino. Il 9 maggio scorso sono andata al Kriegsgräberstätten in Bad Freienwalde per confermare finalmente che sulla lapide di marmo è immortalato il nome del mio bisnonno. Quando ho trovato il suo nome ho provato una tempesta di emozioni. Quanto avrei voluto avere la possibilità di video-chiamare il mio nonno mostrandogli il posto e dirgli: ”-Ciao nonno, so è un po’ tardi, però abbiamo trovato la tomba dei tuo padre, del nostro bisnonno! So quanto hai sofferto crescendo senza di lui, senza avere suo appoggiò e so quanto volevi trovare la sua tomba”, ma è morto 30 anni fa senza avere nessuna notizia del padre. 

 

La moglie che lo aspettava dalla guerra

La seconda guerra mondiale per l’URSS iniziò il 22 giugno, 1941. Questa è la data in cui mio bisnonno andò in guerra, lasciando nella sua casa di Cojusna, vicino a Chisinau, mia bisnonna Elena  e sette figli. Sfortunatamente, pochi mesi dopo la sua partenza le sue quattro figlie persero la vita. Rimase da sola a crescere tre maschi. Le lettere piegate a forma di triangolo ricevute dal marito erano il suo unico sollievo in un periodo di stenti. Erano delle lettere concise in cui non si raccontava della guerra, ma si chiedeva spesso dei figli tra cui quello che poi sarebbe diventato mio nonno, all’epoca con pochi mesi d’età.  L’ultima lettera che arrivò dal fronte alla mia bisnonna fu la comunicazione della morte del marito. Non c’erano altre informazioni, come, dove, sepoltura. Lei non volle crederci. La sua convinzione vacillo solo a guerra finita quando molti veterani tornarono dalle loro famiglie e confermarono che in effetti Ceres Vasile era morto vicino a Berlino dopo un’esplosione. In tutti gli anni che sono seguiti la mia bisnonna l’ha aspettato comunque e ogni volta che ha sentiti il rumore del cancello che si apriva ha assaporato la speranza che il bisnonno fosse di ritorno.  Sperava che la lettera fosse stata un errore, che forse gli amici in guerra avevano sbagliato qualcosa. Non si è mai risposata.

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