Berlin Cinematic Stories

Berlin Cinematic Stories, ovvero come raccontare Berlino rivisitando tre suoi film cult

Si intitola Berlin Cinematic Stories, ed il progetto di Enrico Bellenghi, giovane art director bolognese appassionato di David Bowie e “berlinità”

Tre cortometraggi e una fanzine (cartacea) per raccontare la Berlino cinematografica a diventare icona di movimenti sociali ed artistici del secolo scorso: è l’obiettivo di Enrico Bellenghi (qui l’account Instagram), autore del progetto Berlin Cinematic Stories. I tre corti sono ispirati ad altrettanti film: Cabaret di Bob Fosse (a sua volta ispirato al libro Addio a Berlino di Christopher Isherwood), Noi Ragazzi dello Zoo di Berlin (dall’omonimo romanzo di Christiane F.) e Hedwing – La diva con qualcosa in più, musical di John Cameron Mitchell in precedenza anche spettacolo teatrale. Spiega Enrico: «Considero Berlino un paradiso di libertà espressiva, tutte le volte che sono capitato nella capitale tedesca, ho invidiato la libertà e l’omologazione percettiva dei generi che purtroppo a Milano e in italia soprattutto è ancora indietro. Ho deciso di fare questo progetto per raccontare storie rivoluzionarie che hanno condizionato la percezione dell’epoca permettendo Berlino di diventare la città “open mind” che oggi conosciamo». Per scoprire la mappa dei luoghi del progetto si può visitare il sito Berlin Cine Stories.

Berlin Cinematics, come sono stati rivisitati i film da Enrico Bellengho

– Per Cabaret ho riproposto l’ideologia dell’ “Eldorado Club”, storico locale che durante la repubblica di Weimar intratteneva con un senso rivoluzionario per la percezione dell’epoca, le comunità queer e non solo. Tra i celebri frequentatori di questi show ricordiamo Marlene Dietrich e Otto Dix che hanno avuto una valenza importante per l’ispirazione del progetto. La location dove ho allestito il corto è il Venus Club di Milano.

– Per Noi Ragazzi dello Zoo di Berlino ho reinterpretato le descrizioni di Christiane F. su David Bowie e la Berlino degli anni ’80 sviluppandole  un’ideologia ribelle di estetica giovanile innescata con la corrente Glamrock che lo stesso Bowie ha portato al mondo e a Berlino.

– Da Hedwing  ho estrapolato la storia dell’infanzia del/la protagonista cresciuto/a con le oppressioni di Berlino Est e l’impossibilità ad avere un’identità di genere ben definita.

Chi è l’autore di Berlin Cinematic Stories, Enrico Bellenghi

«Sono nato a Bologna il 14 gennaio 1998, attualmente sono uno studente dello IED di Milano.  Sono stato a Berlino per la prima volta il giorno del mio diciottesimo compleanno il 14 gennaio 2016. Il caso ha voluto che mi trovassi a Berlino il giorno della morte di David Bowie che già allora era la mia più grande fonte d’ispirazione. Il ricordo più bello di quel viaggio infatti risale a quel giorno dove mi sono recato all’ Hauptstrasse 155. Il caso ha voluto che 4 anni dopo, lo stesso giorno, sono tornato a Berlino per realizzare una parte di questo progetto che racconta dell’influenza di Bowie per i berlinesi. Per la realizzazione di questo progetto mi sono recato nei luoghi descritti da Christiane F. In “Noi Ragazzi dello Zoo di Berlino”. La Berlino di oggi a parer mio è un paradiso di libertà espressiva, tutte le volte che sono capitato nella capitale tedesca, ho invidiato la libertà e l’omologazione percettiva dei generi che purtroppo a Milano e in italia soprattutto è ancora indietro. Perciò ho deciso di fare questo progetto raccontando storie rivoluzionarie per le loro epoche che a parer mio hanno condizionato la percezione dell’epoca e che hanno permesso Berlino di diventare la città che oggi conosciamo. In futuro mi piacerebbe diventare un art director, nei miei lavori mi piace sempre comunicare la mia estetica che spesso ricade nel linguaggio della retromania»

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Photo COver: © Picxabay CC0

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