Marlene Dietrich ne L'angelo Azzurro ©Public Domain

5 donne tedesche che hanno lasciato una traccia sul mondo

Da sempre le donne muovono il mondo. Ma purtroppo la condizione femminile ed i diritti delle donne non sono sempre stati gli stessi nel tempo, soprattutto in Germania.

In una Germania in continuo cambiamento, anche la condizione delle donne ha subito diversi cambiamenti. Nella “vecchia” società tedesca la donna era caratterizzata dalle così dette “4 K”: Kinder (figli), Kirche (chiesa), Küche (cucina) e Kleider (vestiti) le quali la descrivevano come colei che doveva solamente occuparsi dei figli, frequentare la Chiesa, cucinare ed interessarsi ai vestiti. Nonostante questo la Germania è stata sicuramente una delle Nazioni più progressiste riguardo il diritto di voto femminile, tanto che già nel 1919 le donne tedesche cominciarono ad assumere un ruolo attivo nella vita politica, ambiente considerato esclusivamente maschile fino a quel momento. Man mano, in un contesto così poliedrico come la Germania, si sono susseguite tante personalità femminili di spicco che hanno lasciato una traccia sul mondo. Scopriamole.

5 – MARLENE DIETRICHT 

Marie Magdalene Dietrich – questo è il suo nome completo – fu una delle più grandi star della storia del cinema. Nata a Schöneberg nel 1901, debuttò a 21 anni nei teatri di Berlino. Il suo successo arrivò quando interpretò “L’angelo azzurro” (1930), diretto da Josef von Sternberg, il primo film sonoro tedesco. Nel 1930 approdò ad Hollywood, dove visse per parecchio tempo, tanto da ottenere la cittadinanza americana. Fu apprezzata a livello internazionale e famosa per la sua determinazione e professionalità. Celebre la sua performance vestita da uomo ed il bacio con una donna del pubblico, una delle prime rappresentazioni di un bacio omosessuale della storia del cinema, che all’epoca scandalizzò molto.

4 – BEATE UHSE

Nata nel 1919 a Wargenau nella Prussia Orientale, ottenne a 18 anni il brevetto di pilota alla Rangsdorf di Berlino. Sposò il suo istruttore di volo acrobatico Hans-Jürgen Uhse, che perse durante il servizio nella Seconda Guerra Mondiale. Sola e con un figlio a carico, in un dopoguerra straziante, cercò un altro modo per mantenersi. In un contesto conservatore e bigotto, rammentò le lezioni che sua madre le aveva dato da giovane sulla sessualità, l’igiene sessuale e la contraccezione. Studiò e raccolse tutte le informazioni in un opuscolo che nel 1956 vendette 32mila copie. Fu una grandissima novità e Beate Uhse divenne una figura di riferimento in questo campo.

3 – ROSA LUXEMBURG

Nata il 5 marzo del 1871 nella Polonia russa, a Zamosc, a 27 anni riuscì ad ottenere la cittadinanza tedesca ed a trasferirsi a Berlino. Grande studiosa di Marx, ella è stata un’importante rivoluzionaria ed idealista del socialismo. Durante un’insurrezione armata nella capitale tedesca, fu uccisa con un colpo di pistola alla testa nella notte tra il 15 e il 16 gennaio del 1919 dall’esercito. Il suo corpo venne gettato in un canale e ritrovato mesi dopo. Il luogo dove avvenne l’accaduto e la famosa stazione sulla U2 della metropolitana di Berlino vennero rinominati in suo onore, Rosa-Luxemburg-Platz.

2 – ANGELA MERKEL 

Nata ad Amburgo nel 1954 fu influenzata molto dal padre luterano nel suo modus pensandi e nei saldi principi morali. Fin da giovanissima di è distinta per la sua stoffa da leader. Membro del partito cristiano-democratico (SPD), studiosa, metodica e molto precisa è la prima donna a ricoprire il ruolo di Cancelliere (per 3 volte di seguito!) in una Germania maschilista. Molti la considerano la personalità più influente in ambiente politico, dopo Barack Obama.

 

1 – SOPHIE SCHOLL

Sophia Magdalena Scholl, nata a Forchtenberg nel maggio 1921, è famosa per aver fondato con suo fratello Hans ed altri studenti un gruppo di resistenza contro la dittatura del nazionalsocialismo basato su valori cristiani. Lo chiamarono la “Rosa Bianca”. Il loro obiettivo era quello di arrivare a più persone possibili divulgando volantini contro il regime: iniziarono a spedirli ad intellettuali, a lasciarli in locali pubblici e nelle università. L’8 febbraio 1943, proprio mentre si trovava all’Università di Monaco venne riconosciuta da un bidello nazista che chiamò la Gestapo. Venne torturata e poi mandata al patibolo e decapitata; la sua compostezza turbò tutti. Oggi la Chiesa cattolica la considera una martire.

 

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Immagine di copertina: Marlene Dietrich ne L’Angelo Azzurro ©Public Domain

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