Bitcoin, le banche tedesche e l’apertura totale verso le attività di cripto-custodia

Nel corso degli ultimi anni le valute digitali sono state sempre di più al centro di vari dibattiti: anche le banche tedesche, però, non si sono tirate indietro e hanno mostrato più di una volta l’intenzione di prendere parte a questo business. Se in ambito europeo la situazione volge ancora a rilento, la Germania sta muovendosi in modo autonomo per quanto riguarda lo sviluppo di normative legate alla regolamentazione delle criptovalute.

Infatti, l’ultima legge tedesca che riguarda il riciclaggio di denaro permette alle banche, ma solo a quelle che hanno una licenza di vigilanza finanziaria per l’attività di cripto-custodia, di mettere a disposizione dei clienti vari servizi basati su degli asset criptati, come ad esempio il trading piuttosto che la custodia di criptovalute, come ad esempio Ripple, Bitcoin ed Ethereum.

E proprio il Bitcoin è certamente la valuta che ha fatto più parlare nel corso dell’ultimo decennio, come si può scoprire su L’insider, il blog redazionale del casinó online di Betway. Sono stati pochi a intuire quali fossero, nel 2010, le potenzialità del Bitcoin: in quel periodo, gran parte degli investitori era concentrata su aziende del calibro di Amazon e Netflix e, per tale ragioni, non hanno dato troppo credito alle opzioni proposte dal Bitcoin.

Ebbene, al termine dello scorso anno, il prezzo del Bitcoin ha subito un rialzo pari al 62500% in confronto a quando è stato lanciato per la prima volta online. Per la felicità, come si può facilmente intuire, di tutti coloro che hanno investito in modo corposo all’inizio. Da diverse analisi, però, emerge anche come questo decennio non sia stato tutto rose e fiori per Bitcoin, dal momento che ci sono stati anche dei crolli pazzeschi, problemi di sicurezza, numerose accuse di frode e tanto altro ancora.

La prima transazione in questa criptovaluta risale al 2010 quando, intorno al mese di maggio, due pizze della ben nota catena a stelle e strisce Papa John’s furono oggetto di vendita per 10000 Bitcoin. Ebbene, a quei tempi, il loro valore era pari a 40 dollari, mentre ora si attesta intorno ai 90,5 milioni di dollari. Nell’agosto del 2010 i primi problemi di sicurezza, con un attacco da parte di un hacker anonimo, che ha evidenziato i punti carenti e la falla nella protezione della criptovaluta.

Dal 2016 in poi, il Bitcoin raggiunge i livelli più alti, visto che ha letteralmente schiantato record su record, toccando il massimo storico pari a 19783,06 dollari. Chi aveva già comprato Bitcoin, come ad esempio il rapper 50 Cent, ha visto moltiplicarsi il proprio conto in banca. Proprio il rapper a stelle e strisce, giusto per fare un esempio abbastanza curioso, si è messo in tasca la “modica” cifra di 8 milioni di dollari. Tutto per merito di un conto in Bitcoin che si era pure completamente dimenticato di avere. Infatti, l’album “Animal Ambition” rilasciato nel 2014, si poteva comprare in Bitcoin. Ebbene, quei 400 mila dollari guadagnati dalle vendite dell’album, sono diventati nel 2018 ben 8,5 milioni di dollari.

Il futuro del Bitcoin è impossibile da prevedere, ma il calo della ricompensa prevista per la rete Bitcoin per ciascun blocco potrà avere un impatto di primo piano sul valore di questa criptovaluta.

 

 

(Photo credits: Pixabay.com)

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