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Sonnenallee, la storia di una strada leggendaria di Berlino

Sonnenallee è una delle strade più variopinte di Berlino, simbolo dei suoi contrasti e del suo multiculturalismo

Berlino è una città di contrasti, dove si fondono culture diverse, tradizione e innovazione, lusso e povertà. Ne è un simbolo in questo senso Sonnenallee, un tempo divisa dal muro ed oggi luogo di incontro. «Se si vuole conoscere Berlino, basta conoscere Sonnenallee» ha detto Jörg Sundermeier.

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La storia di Sonnenallee

Sonnenallee, lunga 5 chilometri, è un’importante strada di Berlino che collega Neukölln (quartiere multietnico e hipster di Berlino) e Treptow-Köpenick. Fu costruita alla fine del 19° secolo ed ha avuto varie denominazioni nel corso degli anni. Il suo primo nome fu Straße 84 – Strada 84 -, seguito nel 1893 da KaiserFriedrich-Straße, in ricordo del Kaiser Federico III morto cinque anni prima. Nel 1938 la Kaiser-Friedrich-Straße e un suo prolungamento che aveva già il nome di Sonnenallee furono denominati Braunauer Straße, come Branauer Inn, luogo di nascita di Hitler. Solo nel 1947 l’intera strada fu chiamata Sonnenallee – viale del sole. Nel 1961 il muro di Berlino la divise in due parti.

 

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Un romanzo, un film e una canzone

La strada è divenuta famosa grazie all’omonimo film, Sun Alley in inglese, del 1999 diretto da Leander Haussmann, tratto dal romanzo Am kürzeren Ende der Sonnenalleela parte più corta di Sonnenallee – di Brussig Thomas. È una storia di sogni, risate e amori che ha come protagonisti un gruppo di adolescenti della Berlino dell’Est – Micha, Mario e i loro amici – che cercano di vivere una vita normale nella Germania dell’Est degli anni ’70. Rio Reiser nel 1990 ha dedicato alla strada una canzone.

Sonnenallee oggi

Negli anni del muro Sonnenallee era piena di Kneipen, le tipiche birrerie tedesche. Oggi è simbolo dei contrasti e delle diversità di Berlino. Le poche birrerie rimaste si confondono con ristoranti e supermercati arabi, Shisha-Bars, in cui si fuma il narghilè, ristoranti vegani e caffé alternativi. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Sonnenallee è anche chiamata la strada araba di Berlino. Circa vent’anni fa libanesi e palestinesi hanno iniziato ad aprire negozi e ristoranti e oggi quasi il 90% dei locali sono in mano loro. Nelle vetrine si vedono anche cartelli e menù bilingue. Curioso che una strada un tempo divisa dal muro sia oggi luogo di incontro di così tante culture.

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Immagine di copertina: ©vasconcelasch, CC0

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