Screenshot da Kamikaze '89 da YouTube https://www.youtube.com/watch?v=90ZxYaD2oHM

Kamikaze ’89, l’ultimo film da attore di Fassbinder fu un cyber-thriller in una Berlino del futuro

Kamikaze ’89 uscì nel 1982 e divenne negli anni un vero e proprio film cult

Kamikaze ’89 fu l’ultimo film interpretato da Rainer Werner Fassbinder, uno dei più geniali e rivoluzionari esponenti del Nuovo Cinema tedesco. Diretto da Wolf Gremm, amico intimo di Fassbinder, Kamikaze ’89 era tratto dal romanzo Omicidio al trentunesimo piano dell’autore tedesco Per Wahlöö, pubblicato nel 1964. In una piccola parte recita anche Franco Nero, mentre la colonna sonora è affidata a Edgar Froese, leader dei Tangerine Dream, storico gruppo elettronico tedesco. Nonostante l’estetica, la recitazione e alcune tematiche trattate nella pellicola siano volutamente vicine ai peggiori film di serie B, Kamikaze ’89 è diventato, dopo un lungo periodo di oblio, un vero e proprio cult. La Berlinale, nel 2017, aveva presentato una copia restaurata del film, mentre Adam Sternbergh, critico cinematografico del New York Times, aveva recentemente definito Kamikaze ’89 «totalmente folle, ma completamente splendido». All’epoca della sua uscita il film era stato oscurato da un’altra pellicola hollywoodiana, dalle tematiche molto simili: Blade Runner. Il capolavoro di Ridley Scott era anch’esso ambientato in un futuro distopico e seguiva le vicende di un solitario detective, magistralmente interpretato da Harrison Ford, anche se il regista americano aveva adottato espedienti narrativi ed estetici completamente diversi rispetto a Kamikaze ’89.

La trama di Kamikaze ’89

Il film fu girato nel 1982 ma ambientato in un futuro distopico, nella Germania del 1989, diventata la più ricca e potente Nazione al mondo, dove tutti i problemi economici e politici sono stati risolti e i crimini violenti inesistenti. Fassbinder veste i panni (maculati, per lo più) del tenente Jansen. Un detective sopra le righe vestito per tutto il film con improbabile completo leopardato, un alcolista che nasconde la bottiglia dentro una slot-machine nel suo appartamento, dato che l’alcol era vietato nella Germania del 1989. Jensen viene chiamato dal Comitato, gruppo oligarchico para-fascista che controlla tutti gli aspetti della vita civile, per sventare un attentato dinamitardo. Le indagini di Jansen si svolgono in un sottobosco popolato da travestiti, punk, new waver e altri assurdi e pittoreschi personaggi che entrano in contrasto con la falsa percezione di perfezione che il Comitato vuole dare della Nuova Germania. Anche i metodi usati durante le indagini dal tenente Jansen non sono tra i più ortodossi, con sparatorie nelle strade e criminali scaraventati fuori dalle vetrate dei palazzi. Al termine delle sue indagini, Jensen scoprirà la verità sull’attentato, e sarà una realtà sconvolgente.

Reiner Werner Fassbinder diresse alcune delle opere cinematografiche più importanti del cinema tedesco

Fassbinder nacque il 31 maggio del 1945 nella cittadina bavarese di Bad Wörishofe, nella Germania Ovest. Dopo aver studiato teatro, nel 1967 entrò a far parte del Munich Action-Theater, diventandone ben presto il leader. Dopo lo scioglimento della compagnia, Fassbinder decise di intraprendere la carriera cinematografica. Nel 1965 gira alcuni cortometraggi per poi dirigere, nel 1969, il suo primo lungometraggio L’amore è più freddo della morte. Dopo aver girato molte pellicole in tedesco, nel 1977 gira il suo primo film in lingua inglese, Despair. Due anni più tardi inizia a girare un adattamento televisivo del romanzo Berlin, Alexanderplatz di Alfred Döblin. Il successo internazionale arriva con Lili Marleen, presentato anche alla Mostra del Cinema di Venezia. Subito dopo aver terminato le riprese di Kamikaze ’89, Fassbinder dirige Querelle de Brest, da alcuni considerato l’apice della sua attività artistica, interpretato da Franco Nero e pesantemente censurato a causa della tematica omosessuale affrontata nella pellicola. Il film fu presentato al Festival di Venezia pochi mesi dopo la morte del regista, avvenuta a causa di un micidiale mix di cocaina e sonniferi nella sua casa di Monaco di Baviera. La sua intensa attività cinematografica lo rese uno dei protagonisti più importanti del Nuovo Cinema Tedesco, insieme ad autori del calibro di Wim Wenders, Werner Herzog e Margarethe von Trotta, una nuova corrente cinematografica che mischiava sapientemente elementi della Nouvelle Vague e del Neorealismo in film a basso costo ma dal fortissimo impatto emotivo.

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Immagine di copertina: Screenshot da Kamikaze ’89 da YouTube

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