TURINGIA

Elezioni nell’est della Germania: vince la sinistra, ma a crescere di più è la destra reazionaria

Le elezioni in Turingia hanno confermato la Linke di Bodo Ramelow. Impressionante progressione dell’estrema destra: dal 10,6% di cinque anni fa al 23,4%

Secondo i risultati finali preliminari, il partito di estrema sinistra ha conquistato il 31% del consenso popolare. È così diventato il partito di sinistra radicale più forte in un Land tedesco. La vera sorpresa è stata la progressione dell’Afd (Alternativa per la Germania). L’ultradestra di Björn Höcke ha infatti incrementato del 12,8% il risultato delle scorse elezioni. Il partito della Cancelliera Angela Merkel ha registrato una vera e propria sconfitta elettorale. La CDU in Turingia si è infatti fermata al 21,8% dei voti. Oltre a rilevare una recessione dell’11,7% rispetto al 2014, il partito ha assistito al sorpasso della destra reazionaria. I socialdemocratici della Spd (con l’ 8,2% del consenso) hanno perso 4 punti percentuali dal 2014. I Verdi hanno ottenuto un debole 5,2 %. Esultano i liberaldemocratici della Fdp, che hanno raddoppiato il risultato elettorale del 2014 e che con il 5,0005% sono riusciti a superare di soli 5 voti la soglia di sbarramento per entrale nel Landtag. L’affluenza alle urne è stata del 65%, in crescita rispetto a 5 anni fa (53%).
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Scenari incerti

Ciò che è emerso dalle elezioni nel Land orientale tedesco è una netta radicalizzazione. Se da un lato circa un terzo degli elettori ha espresso consenso all’estrema sinistra, dall’altro il partito di estrema destra ha conquistato quasi un elettore su quattro. La composizione del futuro governo rimane incerta. Per i primi cinque anni, la coalizione Linke-Spd-Verdi ha governato il Landtag di Erfurt sotto la guida della sinistra prorompente di Bodo Ramelow. Come afferma il quotidiano Bild, la stessa alleanza non raggiungerebbe questa volta la maggioranza (46 seggi su 90) necessaria per governare. Il partito cristiano democratico della CDU ha dichiarato ancora prima delle elezioni di non voler fare nessuna coalizione né con Linke né con l’Afd.

Il vero volto dell’Afd

Tra negazionismo sull’Olocausto e nostalgia hitleriana, il partito di estrema destra dell’AfD si è ritagliato un crescente consenso in Germania. Il partito fondato dall’economista Bernd Lucke con l’obiettivo di ottenere l’uscita della Germania e dall’Unione Europea è stato poi abbandonato sia da lui che da Frauke Petry, che voleva portarlo su posizioni più moderate. Proprio il leader dell’AfD in Turingia, Bjoern Hoecke, è uno tra gli esponenti estremisti più attivi nella scena politica tedesca. Nel 2017 non ha esitato a definire  una “vergogna” il monumento berlinese all’Olocausto. Nello stesso anno, al Wall Street Journal, ha detto che non tutto di Hitler è da buttar via. A gennaio del 2019, il quotidiano tedesco Der Spiegel ha ottenuto un rapporto dell’intelligence tedesca (BfV) sull’AfD. Ciò che ne è emerso è una condanna del partito, non totale, ma principalmente nel linguaggio, nell’ideologia e nelle dichiarazioni dei suoi principali esponenti, cioè coloro che compongono l’ “ala estremista”, di cui mr. Hoecke sembra essere un ufficioso leader.  Sotto osservazione dell’Intelligence tedesca è finito anche il gruppo giovanile Young Alternatives, affiliato all’Afd. Ancora più preoccupante è il fatto che il loro consenso non accenni a diminuire, nonostante dichiarazioni e atteggiamenti gravi e insidiosi e a volte (aberranti) dei suoi rappresentanti. Il tutto rientra perfettamente nel vento sovranista, che localmente (e neanche troppo) in Germania, e impetuoso in Italia, continua a soffiare. Le elezioni si sono svolte Domenica 27 Ottobre sia in Turingia che in Umbria, dove la lega ha ottenuto il 60% dei voti.. Curiosamente, stando al servizio della rete televisiva italiana Report, i due partiti potrebbero condividere sia l’ideologia che una certa esterofilìa (paradossalmente!). In particolare verso quei paesi NON UE, da cui NON si possono ricevere fondi per finanziare le campagne elettorali. Paesi nei quali risiedono facoltose e generose Fondazioni. Mentre la Lega guarda a Est (più info su “La Fabbrica della Paura“),  l’Afd ha già guardato in Svizzera (più info qui).

Leggi anche: Chi è AfD il partito tedesco sovranista (e a volte negazionista) alleato di Salvini alle Europee

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Immagine di copertina: screenshot da Youtube

1 commento

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  1. […] I risultati delle elezioni regionali dello scorso ottobre avevano già annunciato probabili scenari di ingovernabilità: i radicali di sinistra della Linke, con il 31% dei consensi elettorali e l’appoggio di Verdi e Spd, sapevano di non poter arrivare alla maggioranza assoluta necessaria per la nomina di Bodo Ramelow (governatore uscente) ministro-presidente. L’ultradestra (AfD), dal canto suo, aveva comunque conquistato il 23,4% dei consensi confermandosi come secondo partito nel Land dell’ ex Germania dell’Est. Il partito di centro della cancelliera Angela Merkel (CDU) sapeva che avrebbe giocato un ruolo fondamentale nel nuovo governo in Turingia. Nel giorno dell’elezione del governatore è successo di tutto. Nelle prime due chiamate al voto, la coalizione Linke-Spd-Verdi non era riuscita ad ottenere i 46 voti utili a sancire la maggioranza assoluta e la nomina di Ramelow presidente. Alla terza chiamata, nella quale sarebbe bastata una maggioranza semplice, la coalizione CDU-FdP- AfD vinse con un solo voto di scarto (45-44) nominando  il liberale moderato Thomas Kemmerich nuovo ministro-presidente. Alla terza chiamata al voto, il candidato dell’estrema destra Kindervater (Afd) ha ottenuto zero voti. Risulta evidente, pertanto, che i voti dei parlamentari dell’AfD sono confluiti sul candidato vincente Kemmerich. […]

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