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Uno studio dimostra che chi viaggia e respira l’Europa con l’Erasmus avrà più opportunità di lavoro

Commissione europea e Almalaurea: «Chi partecipa al progetto Erasmus aumenta del 12% le probabilità di trovare successivamente lavoro»

Studi condotti dalla Commissione europea e da AlmaLaurea,dimostrano che chi partecipa all’Erasmus, progetto di mobilità studentesca dell’Unione Europea, ha più probabilità di essere concorrenziale nel mercato del lavoro. Secondo dati della Commissione europea, il tasso di disoccupazione a lungo termine degli ex allievi Erasmus, a livello europeo, è pari solo al 2%.

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Erasmus e Erasmus+

Il progetto europeo di mobilità studentesca ha da poco compiuto 30 anni. Dal 2014 il progetto si chiama Erasmus+ e si occupa di istruzione, formazione, gioventù e sport, includendo anche le scuole superiori.Tra gli obbiettivi del programma vi è quello di contribuire all’accrescimento dei livelli di occupazione degli studenti europei e di promuovere la collaborazione tra i diversi Paesi dell’Unione. Secondo i dati riportati su Il Foglio, sono 4 milioni gli studenti universitari che hanno partecipato al programma dal 1987 al 2017. Il 10% è composto da studenti partiti dall’Italia. Il Bel Paese si è così posizionato al quarto posto tra i Paesi partecipanti dopo Spagna, Germania e Francia.

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Meno probabilità di disoccupazione

Secondo i dati della Commissione europea, riportati su Il Sole24Ore, il tasso di disoccupazione a lungo termine degli ex allievi Erasmus è ferma al 2%. Si tratta della metà rispetto al dato registrato tra gli studenti che non hanno partecipato al programma, pari al 4%. Anche nei Paesi europei più colpiti dalla crisi, come quelli del sud Europa, la percentuale dei disoccupati non sale mai oltre il 3%, contro il 7% della media complessiva registrata da Eurostat. Un’esperienza di studio all’estero infatti incrementa la possibilità di trovare lavoro per diversi motivi come la conoscenza di un’altra lingua e del tessuto sociale ed economico di un altro Paese. Altro fattore è il grado di “apertura mentale” che il progetto Erasmus fornisce a quelli che vengono definiti “studenti mobili” che poi diventano a loro volta “lavoratori flessibili”. Secondo AlmaLaurea « l’aver studiato all’estero attraverso programmi europei aumenta del 12% le chance di trovare lavoro già ad un anno dal titolo ». Oltre a facilitare le assunzioni, un percorso di studi all’estero garantirebbe agli ex studenti di raggiungere posizioni più vantaggiose in meno tempo. Sempre secondo i numeri della Commissione europea, la percentuale di chi, aderendo al programma, raggiunge in ambito lavorativo posizioni manageriali, è pari al 64%.

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Immagine di copertina: piviso  cc0  – Pixabay

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