Kamaal Williams, nuovo album presentato al Berghain (anche se non è techno)

Kamaal Williams presenta il suo nuovo album Sting al Panorama Bar: al Berghain non solo techno

Mercoledì 4 ottobre, il Berghain ha annunciato il sold-out per l’evento di presentazione del nuovo album di Kamaal Williams, punta di diamante della musica sperimentale. Esattamente dieci anni fa, Ampya, la concorrente tedesca di Spotify, organizzava all’interno della Halle am Berghain una serata – for VIP only- per il lancio di “Artpop”(2013), a quei tempi, ultima uscita di Lady Gaga.
Forse la roccaforte della techno berlinese, è più indulgente dei suoi buttafuori?

 

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Introversione ed estasi per Kamaal Williams 

33 anni, nato a Londra da madre taiwanese e padre britannico, Kamaal Williams crea ponti sonori a livello spaziale, culturale e geografico: nasce come produttore di musica house e broken beat con il suo nome di nascita Henry Wu ma diventa famoso per il progetto a due con il batterista Yussef Dayes (Yussef Kamaal) con cui da il via a una nuova ondata di jazz nel Regno Unito. Secondo le sue stesse dichiarazioni, “Sting” è un progetto nato durante la pandemia ed è il risultato di isolamento, riflessione e spiritualità: un mix inebriante di introversione ed estasi che mescola le sinfonie di Debussy, l’hip-hop futuristico e ritmi elettronici, radicati nella scena jazz del Sud di Londra.

Berghain oltre la techno experience 

Dopo Lady Gaga nel 2013, nel 2017 il Berghain ha ospitato il Raung Raya, progetto nato dalla collaborazione con l’Europalia Arts Festivals che ha portato on stage diversi artisti dal sud-est asiatico.  Già nel 2007, a seguito della creazione della label discografica Ostgut Ton- fondata nel 2005 dai proprietari del club per omaggiare l’ Ostgut club, il proto Berghain – nasce una collaborazione con il Balletto di Stato di Berlino, che hanno danzato sulla musica prodotta dall’etichetta.  L’eterogeneità della selezione musicale che il club offre emerge anche dalla pagina Facebook “Panorama Bar Music”, dove gli utenti sono invitati a condividere le tracce ascoltate al Panorama bar, che spaziano da Madonna a Frank Ocean. A questo punto, la questione da porsi è: lo storico club berlinese vuole ampliare la sua offerta musicale o, piuttosto, si tratta di strategie di marketing mainstream?

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Immagine di copertina di Simon Tartarotti