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Perché noi italiani a Berlino a gennaio siamo depressi

Una sensazione probabilmente comune a molti expat nella capitale tedesca

Forse è capitato anche a voi di tornare a Berlino dopo le vacanze di Natale e non sentirvi del tutto bene. Non vi sentite veramente a casa, siete insofferenti verso cose normali di questa città che normalmente accettate senza nessun problema, addirittura vi lamentate del tempo grigio e freddo che avete sempre sostenuto non intaccasse minimamente il vostro umore. Siete scontrosi con i vostri colleghi, i vostri amici o il vostro partner e non sapete nemmeno bene il perché. Ma se ci fermiamo un attimo a pensare, è stato così ogni anno che siamo tornati a Berlino a gennaio, solo forse quest’anno e l’anno passato, a causa della pandemia, questa sensazione è sembrata più forte. Ma cos’è esattamente?

Gennaio, il mese più deprimente dell’anno a Berlino

Partiamo da una considerazione di base: gennaio è oggettivamente un mese deprimente a Berlino. Si sa, l’inverno a Berlino è lungo, le ore di luce sono poche e spesso il sole non si palesa per intere settimane. La nostra soglia di sopportazione in questo senso è ancora abbastanza alta a novembre e dicembre, all’inizio di questa stagione, in più sappiamo che a breve arrivano le vacanze di Natale e con loro la possibilità di staccare un po’, tornare in Italia, rivedere la nostra famiglia, mangiare bene e se siamo fortunati godere di qualche giornata di un sole che, pensa un po’, riesce oltre a illuminare anche a scaldare. A dicembre inoltre ci sono i mercatini di Natale, l’intera città è addobbata a festa, ci sono i regali da comprare e il tempo per pensare non è poi così tanto. In un attimo arriva il fatidico il giorno in cui abbiamo prenotato il volo per riportarci in Italia. Ma gennaio a Berlino è il mese del vuoto totale. Non ci sono eventi, non ci sono turisti in giro, i ristoranti dove normalmente bisogna prenotare con largo anticipo sono vuoti. Il tempo non accenna a migliorare, spesso fa più freddo che prima di Natale. Le cose migliorano normalmente già a febbraio: con la Berlinale la città si ripopola. A marzo poi ci sono (o c’erano almeno prima del Covid) grandi fiere come l’ITB, le giornate cominciano ad allungarsi e a volte iniziano addirittura già i primi open air. Ma prima bisogna sopravvivere a gennaio.

Perché per noi expat è più facile cadere nella depressione

Non è difficile da immaginare se ci pensiamo un attimo… Noi expat viviamo a metà tra due mondi, quello dove siamo nati e quello dove ci siamo costruiti una nuova vita. Spesso senza rendercene conto diciamo “sto andando a casa” sia quando andiamo in Italia sia quando torniamo a Berlino. Sappiamo elencare esattamente i pro e contra di vivere in entrambi i Paesi e normalmente non abbiamo dubbi sul non voler tornare in Italia. Ma per quei 10 – a volte 14 – giorni in Italia a Natale tutto sembrava perfetto: abbiamo rivisto i nostri amici e i nostri parenti in una situazione di festa, in cui siamo tutti rilassati, abbiamo provato piacere, soprattutto dopo due anni di pandemia, nelle piccole cose, semplicemente nel poter passare del tempo insieme a chi ci vuole e che vediamo troppo di rado. Questa volta non ci hanno dato fastidio nemmeno il chiasso, il parlare a voce alta o il traffico, e non abbiamo fatto in tempo ad arrabbiarci per qualche uscita assurda di un politico italiano o quella cosa nel nostro Comune che non funziona da 10 anni. Una volta tornati a Berlino ci siamo chiesti perché siamo qui, se siamo davvero felici, se è giusto rimanere. ma se come me queste domande ve le ponete solo in questo periodo dell’anno resistete: alla fine di gennaio mancano solo due settimane, presto tornerete ad amare Berlino come al vostro solito.

 

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Immagine di copertina: Pixabay / Abbat1