Sedia Wassily https://www.youtube.com/watch?v=1DNBOB5U2Ec&ab_channel=StefanoPasotti

La sedia Wassily, ovvero come il Bauhaus è in quasi ogni nostro salotto

Simbolo dei ruggenti anni venti e del Bauhaus, questo celebre pezzo di design è ancora presente nei salotti di migliaia di case tedesche

1925, nel pieno dei ruggenti anni venti e dell’attività del Bauhaus, l’architetto e designer ungherese Marcel Breuer progetta la celebre sedia Wassily. Non si tratta di un semplice pezzo di arredamento, bensì di un oggetto dotato di un design senza tempo, che segna l’inizio di una nuova era nell’arredamento moderno. Prodotta ancora oggi da Knoll Furniture, la sedia rappresenta uno dei simboli del Bauhaus, attraverso il  connubio perfetto tra i progressi della tecnica e dei materiali dell’epoca. La sua costruzione, complessa in apparenza ma semplice nella costruzione, le ha fatto guadagnare un posto di rilievo non solo nei musei di tutto il mondo, ma anche nei salotti di migliaia di case moderne. Il nome del pezzo di design è ispirato all’artista Wassily Kandinsky, amico e collega di Breuer al Bauhaus.

 

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La storia della sedia Wassily

Progettata da Marcel Breuer, presso l’istituto tedesco di design Bauhaus, a Dessau, la sedia Wassily è passata alla storia perché è stata la prima a presentare una struttura in acciaio piegato. Si dice che per produrre questo oggetto di design,  Breuer si sia ispirato alla forma piegata del  manubrio della sua bicicletta Adler. Originariamente la sedia era conosciuta come  modello B3, ma in seguito fu commercializzata come  sedia Wassily in onore  dell’artista Wassily Kandinsky, amico e collega di Breuer. Difatti Kandinsky visionò il prototipo della sedia e ne rimase così affascinato che  Breuer decise di produrne una per la residenza dell’amico a Dessau. Per questa ragione, il pezzo di design ancora oggi è conosciuto anche come “Sedia Kandinsky”. Inizialmente prodotta dall’azienda dello stesso Breuer, la Standard Möbel Lengyel, la sedia Wassily andò fuori produzione per qualche anno, per poi a tornare in voga nel secondo dopoguerra.

La sedia Wassily simbolo delle innovazioni del Bauhaus

L’elemento innovativo della sedia Wassily deriva in particolare dalla scelta di utilizzare un tubo metallico per la scocca, modellato in maniera continua e senza alcun innesto. Tale processo di curvatura fu una novità introdotta dall’acciaieria tedesca Mannesmann, che in quegli anni  aveva lanciato delle tubazioni in metallo prive di giunture. Un’altra novità è costituita dalla scelta dell’eisengarn per il rivestimento esterno. Si tratta di tessuto prodotto con un filato di cotone trattato con cera e paraffina e calandrato su una macchina rifinitrice, che rende la sedia robusta e resistente. Il merito degli esponenti della Bauhaus fu proprio quello di impegnarsi nella ricerca nuove forme espressive, sia attraverso l’utilizzo di materiali alternativi che con l’impiego di tecniche produttive inedite.

Chi era Marcel Breurer

Nato a Pécs (Ungheria) nel 1902, Marcel Breuer fu un architetto e designer tedesco, ritenuto ancora oggi uno dei principali esponenti del Movimento Modernista. A 18 anni si trasferì a Weimar per frequentare il Bauhaus. Dopo un periodo di formazione professionale presso uno studio d’architettura a Parigi, nel 1925 tornò come insegnante al Bauhaus,  nel dipartimento di falegnameria e mobili dell’istituto. A Weimar progettò alcune sedie considerate dei classici del 20esimo secolo (tra cui la sedia Wassily e la sedia romana). Nel 1928 si trasferì a Berlino dove aprì uno studio di architettura. Di questo periodo ricordiamo importanti commissioni come la Harnischmacher House di Weisbaden e l’appartamento Doldertal a Zurigo. Tra il 1938 e il 1941 si dedicò all’insegnamento presso la School of Architecture dell’Università di Harvard. Nel 1946 si trasferì a New York ed iniziò a lavorare a progetti molto ambiziosi, quali la sede di Parigi dell’UNESCO, il Whitney Museum di Manhattan e il Centro di ricerca IBM. Nel 1976 andò in pensione e morì 5 anni dopo a New York.

Leggi anche: 10 donne che hanno cambiato la storia del Bauhaus

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In copertina: Sedia Wassily – screenshot da video Youtube

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