A Berlino i riders di Gorillas, l’app che consegna la spesa a casa in 10 minuti, sono già in protesta

I riders di Gorillas, servizio di consegna di generi alimentari lanciato durante la pandemia, continuano a protestare contro le condizioni di lavoro precarie

“Tu sei veloce, ma noi di più. Ti portiamo la spesa in 10 minuti”. Questa la promessa di Gorillas, startup di consegna di generi alimentari basata su app, nata a Berlino nel marzo 2020. Lanciata durante la pandemia, in poco tempo l’applicazione di spesa a domicilio ha avuto una crescita vertiginosa. In soli nove mesi infatti, l’azienda ha raggiunto una valutazione stimata di un miliardo di euro e ha assunto circa 10.000 dipendenti, espandendosi in ben 7 paesi europei, compresa l’Italia, dove ha recentemente debuttato a Roma e Milano. Sembrerebbe, tuttavia, che a  fare le spese di tutto questo successo sarebbero soprattutto i dipendenti. I riders della sede berlinese, infatti, da mesi protestano per ottenere migliori condizioni di lavoro. Le critiche sono rivolte soprattutto ai contratti di lavoro a tempo determinato, all’alta pressione sui tempi di consegna, alle attrezzature scadenti e ai pagamenti non sempre puntuali. “L’azienda si sta espandendo rapidamente senza risolvere i problemi esistenti” – ha dichiarato la rider Anna Zakelj alla Deutsche Welle.

Nuove proteste nelle sedi di Berlino

Dopo le proteste del mese di Giugno, Sabato 17 Luglio a Berlino, c’è stato un nuovo sciopero dei riders, lanciato dal Gorillas Workers Collective. I dipendenti e gli attivisti hanno pedalato verso tre diversi magazzini di consegna, interrompendo temporaneamente le operazioni in ciascuno di essi. Uno degli organizzatori ha chiarito che la protesta era contro le pessime condizioni di lavoro imposte dalla startup. Secondo quanto affermato dal collettivo, un elenco di richieste era già stato consegnato ai dirigenti di Gorillas alcune settimane fa.  Eppure, ad oggi, nessuna di queste è stata soddisfatta. Oltre alla richiesta di migliori attrezzature da lavoro, inclusi sistemi di ventilazione in tutti i magazzini e biciclette più adatte alle consegne,  la lista avrebbe compreso anche il pagamento immediato degli arretrati. Centinaia di dipendenti, infatti, hanno lamentato ritardi nei pagamenti e imprecisioni nei salari. Anche il parlamentare social-democratico Cansel Kiziltepe  si è unito ai manifestanti in  segno di solidarietà. «È importante inviare all’industria delle consegne il messaggio  che i diritti dei lavoratori devono essere rispettati in Germania. Il nostro obiettivo è che i salari e i contratti siano organizzati da accordi collettivi” – ha dichiarato Kiziltepe.

Il Gorillas Workers Collective

Le proteste sono state organizzate dal Gorillas Workers Collective, un collettivo per la tutela dei lavoratori che ha iniziato ad organizzarsi lo scorso febbraio, quando ci si aspettava che i ciclisti completassero le consegne senza che i datori di lavori fornissero un’adeguata attrezzatura per proteggersi dalla neve. Jakob Pomeranzed, un membro del collettivo, ha dichiarato che nelle chat dei lavoratori alcuni riders raccontavano di essere caduti dalle biciclette durante le consegne.  All’epoca Gorillas non avrebbe fornito neanche le giacche impermeabili per i propri dipendenti: “Le giacche che abbiamo ricevuto sono arrivate a marzo e hanno raggiunto tutti i magazzini entro aprile”- ha raccontato Pomeranzed. Per questa ragione, i lavoratori di due magazzini berlinesi hanno lanciato uno sciopero, che è cresciuto fino a quando l’azienda ha sospeso il lavoro per una settimana. Il collettivo è nato ufficialmente nei mesi seguenti, lanciando una pagina Twitter che ad oggi conta più 10mila follower. Lo scorso 3 giugno, inoltre, l’organizzazione ha indetto un’assemblea generale per eleggere un consiglio elettorale, con lo scopo di organizzare le elezioni per un consiglio legale dei lavoratori.

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Immagine di copertina: Gorillas Rider ©Gorillas

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