L’album degli Einstürzende Neubauten in cui ogni canzone racconta un angolo di Berlino

Lo storico gruppo tedesco ritorna con un nuovo album che racconta squarci della capitale

Cosa succede dopo l’avanguardia? Ècon questa domanda in mente che possiamo analizzare la nuova fatica degli Einstürzende Neubauten, formazione di rock sperimentale, che ha fatto la storia della musica dal 1980 in poi. Il nuovo disco si chiama “ALLES IN ALLEM” – espressione traducibile come tutto sommato – e ci mostra tutto quello che sono diventati oggi gli Einstürzende, senza dimenticare l’eredità del passato. Il disco arriva a distanza di 12 anni dall’ultima uscita principale, The Jewels del 2008: gli Einstürzende Neubauten sono invecchiati bene e ci regalo un’opera di grande eleganza ed espressività. Il tema dell’album è un tour spettrale e apocalittico di Berlino attraverso una geografia personale e atipica. Nonostante la copertina apollinea, una delle poche che ritrae i musicisti, le atmosfere sono angosciose sin dalla traccia di apertura “Ten Grand Goldie”. Blixa Bargeld canta: «Sie kommen von unter», arrivano da sotto, quasi ad evocare tutti gli spettri della capitale tedesca.

In costante evoluzione come Berlino

Il gruppo sperimentale debuttò il primo aprile 1980 al Moon di Berlino Ovest, quando ancora il Muro separava la città e non dava segni di cedimento. All’epoca gli Einstürzende erano una band rumorista e i loro show erano un delirio di clangori metallici e sperimentazioni avanguardistiche. Come la Berlino della Guerra Fredda, la band era senza compromessi. Oggi, i tempi sono cambiati e gli Einstürzende, come la loro città, sono più maturi e riflessivi, più eleganti ma non per questo meno provocatori. ALLES IN ALLEM è un lavoro raffinato che a tratti ricorda il piglio poetico dell’ultimo Nick Cave. La band tedesca raggiunge i 40 anni di attività e si concentra sul luogo dove tutto è iniziato: Berlino. Prendiamo “Am Landwehrkanal”: la traccia racconta la casa d’infanzia del cantante Blixa ma il biografico si lega sempre con lo storico. Nel Landwehrkanal fu gettato 101 anni fa il cadavere di Rosa Luxemburg, assassinata dai freikorps fascisti per ordine del governo socialdemocratico: un reato di violenza politica efferrato, il cui spettro non smette di tormentare la storia tedesca. E la crudeltà che potrebbe ritornare, date le pulsioni reazionarie che si stanno riattivando in tutta la Germania.

C’è un inno al bezirk multiculturale di Wedding nell’omonimo pezzo: “Weddin wedding wedding” intona il ritornello, come una litania portata dal vento. L’ultima traccia, dedicata al parco ex-aereporto di Tempelhof, sembra ricerca una sorta di pace nei sensi, con l’arpa che accompagna un’atmosfera quasi ambient. Ci sembra di vederli, gli Einstürzende passeggiare per il prato infinito di Tempelhof, ennesimo luogo di fantasmi berlinesi, nei giorni deserti del lockdown. Il mondo cambia velocemente e lascia tutto indietro. Per fortuna ci sono musicisti di questo livello ad accompagnare il viaggio.

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Immagine di copertina: Screenshot da Youtube

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