Virus HIV da Pixabay illustrazione di Darwin Laganzon

Il “paziente di Berlino”, primo al mondo a essere curato dall’HIV, ora sta morendo di cancro

Timothy Ray Brown, il “paziente di Berlino” fu la prima persona al mondo a essere sottoposto a un innovativo metodo dopo aver contratto l’HIV, sconfiggendo il virus

Brown venne soprannominato “il paziente di Berlino” poichè, all’epoca della scoperta della malattia, viveva nella capitale tedesca. Nel 2006 fu sottoposto a un trapianto di midollo da un donatore con una rara resistenza genetica al virus dell’HIV, una cura provata per la prima volta al mondo. Dopo il trattamento Brown, che oggi ha 54 anni, non mostrò più i sintomi dell’HIV e risultò sempre negativo ai test, una condizione che continua ancora oggi. Ma Brown era anche malato di leucemia, una malattia che sembrava essere riuscito a sconfiggere, ma che, purtroppo, è violentemente ritornata l’anno scorso, lasciando a Brown poche speranze di sopravvivere. Attualmente Brown vive a Palm Springs, in California, dove sta ricevendo cure mediche per ritardare gli effetti della leucemia. Il “paziente di Berlino” ha recentemente rilasciato un’intervista all’Associated Press dove aveva dichiarato di «essere ancora felice di aver fatto la trasfusione. Quell’intervento ha spalancato porte che, all’epoca, dovevano ancora essere aperte. Ha stimolato i medici a lavorare duro per trovare una cura».

La storia di Timothy Ray Brown, il “paziente di Berlino”

Brown lavorava come traduttore a Berlino negli anni ’90, periodo in cui scoprì di aver contratto l’HIV. Nel 2006 gli venne diagnosticata anche la leucemia. Il dottor Gero Huetter, un esperto nel campo del cancro del sangue all’Università di Berlino, propose a Brown di sottoporsi a un trapianto di midollo osseo per curare la leucemia. Ma Huetter pensava anche di poter curare Brown dall’HIV utilizzando il midollo di un donatore con una mutazione genetica che lo rendeva naturalmente immune all’AIDS. Un’operazione particolarmente rischiosa dato che il sistema immunitario di Brown, già debilitato, doveva essere ulteriormente danneggiato da cicli di chemioterapia e radiazioni per far sì che le cellule sane del donatore ‘ricostruissero’ il sistema immunitario del paziente. Nel 2007 Brown si sottopose al primo ciclo di cure che funzionarono solo in parte: il virus dell’HIV era sparito, ma la leucemia no. Un secondo trapianto, nel 2008, dallo stesso donatore, sembrò funzionare. Fino all’anno scorso, quando la leucemia ritornò, ormai incurabile.

Brown non fu l’unico a essere sottoposto al rivoluzionario trattamento

Adam Castillejo, soprannominato il “paziente di Londra” fu il secondo uomo, nel 2016, a essere curato come Brown. Ma questo genere di trattamento, pur funzionando, rimane molto rischioso e difficile da affrontare. Questo perché donatori con una resistenza genetica al virus HIV sono estremamente rari da trovare. Ma i medici stanno cercando di trovare altre vie per poter curare la malattia. Come riportato da USA Today durante una conferenza sull’HIV tenutasi in Brasile a luglio alcuni medici hanno dichiarato di aver riscontrato una remissione del virus su un uomo brasiliano attraverso una combinazione di farmaci.

 

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Immagine di copertina: Virus HIV da Pixabay illustrazione di Darwin Laganzon – Licenza Pixabay

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