Germania manda 60 ventilatori al sistema sanitario britannico in crisi

La Germania è pronta ad inviare 60 ventilatori mobili per aiutare il NHS ad affrontare il Covid-19

Dopo un appello del Regno Unito agli alleati della NATO, il giornale tedesco Der Spiegel riferisce che il ministro della difesa di Angela Merkel, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha acconsentito all’invio di 60 ventilatori da parte dell’esercito. La Bundeswehr donerà gratuitamente i ventilatori mobili, sperando di poter aiutare il Paese nel momento del bisogno. Più di 480 macchinari sono arrivati da oltreoceano nell’ultimo mese, acquistati o donati da paesi come Cina, America, Svezia e Taiwan. Nel fine settimana il segretario alla sanità Matt Hancock ha detto che il Regno Unito ha bisogno di 18.000 ventilatori, un obiettivo inferiore ai 30.000 iniziali richiesti dall’NHS.

Il Regno Unito, da poco fuori dall’Unione Europea, non ha risposto inizialmente agli accordi presi dagli altri Paesi durante l’epidemia

Il servizio sanitario inglese ha attualmente circa 9.000-10.000 respiratori. Ci si aspetta che altri 1.500 siano pronti per il fine settimana di Pasqua. E’ giusto però ricordare come il Regno Unito aveva inizialmente rifiutato il programma dell’UE per lavorare insieme e per ordinare le attrezzature salvavita. Aveva sostenuto di non aver ricevuto le comunicazioni via e-mail per l’adesione per il motivo che non aveva aderito. La settimana scorsa Michael Gove, politico membro del partito conservatore, aveva insistito sul fatto che come “nazione indipendente”, l’Inghilterra è stata in grado di creare i ventilatori di cui ha bisogno senza il sostegno di altri Paesi. L’ha detto alla BBC: “Ho parlato con figure di alto livello del NHS e mi hanno rassicurato che non c’è niente che non possiamo fare come nazione indipendente che l’essere parte di quel programma ci avrebbe permesso di fare”.

La situazione in Germania alle 9 del mattino di venerdì 10 aprile

“Piccoli passi uno alla volta” così Jens Spahn immagina l’uscita dalla crisi. In un’intervista rilasciata ieri al quotidiano Handelsblattil Ministro della Sanità tedesca ha sottolineato che si può cominciare a pensare di allentare le restrizioni, ma bisogna aver pazienza. “I dati sulle infezioni indicano un trend positivo, ma deve ancora stabilizzarsi. Meno positivo è Stephan Weil, presidente della Bassa Sassonia: “Nessuno deve pensare che dopo il 20 aprile si possa tornare improvvisamente alla vita precedente. Sarà poi importante capire se e come si coordineranno tutte le regioni tedesche per evitare confusione”. A venerdì mattina sono 118235 i casi positivi totali e 2607 i decessi, rispettivamente 4939 e 258 più di ieri. Calano per il secondo giorno consecutivo anche i casi attivi. I dati sono quelli della Johns Hopkins University.

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Immagine di copertina: Pixabay

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