“Noi, Die Bitter Show, quattro italiani che fanno stand-up a Berlino”

A Berlino una divertente serata in compagnia dei Die Bitter Show, che saliranno sul palco con il loro nuovo show Paraneukölln

Il 18 ottobre, al Deriva Bar di Neukölln, ci sarà il quarto appuntamento con lo show “Paraneukölln” dei neonati Die Bitter Show. Il gruppo comico è sorto dall’unione di quattro amici (Gabriele Iaconis, Alessandro Maynam, Fabio Corigliano, Ismaele Rossi) che han deciso di dare un nome ai sempre più frequenti spettacoli di stand-up comedy in italiano organizzati insieme nella capitale tedesca. In occasione della nuova serata di venerdì, abbiamo fatto una chiacchiera con Gabriele Iaconis, che è anche scrittore di romanzi, e con Alessandro Maynam, artista occupato su più fronti.

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A vedervi in azione nei vostri show, l’impressione è che abbiate tutti e quattro degli stili molto diversi, sia per contenuto che per forma. Come vi approcciate alla scrittura per i vostri monologhi? Avete delle influenze specifiche?

Alessandro:
Io personalmente sono un divoratore compulsivo di arte a 401 gradi e poi mi intrippa tutto quel che ha a che fare con corpo, linguaggio e vocalità. Sul palco non cerco per forza la risata, né di risultare necessariamente intelligente; adoro improvvisare e anche le reazioni di smarrimento e incomprensione nella faccia della gente mi fanno sentire in un momento fertile e speciale. Nel caso del Paraneukölln, quando presento lo show, voglio offrire energia, parole, ipertesto, il tutto in una cornice di percepibile leggerezza. Non ho particolari riferimenti in testa se non i primi otto anni della mia vita. Gli artisti che amo sono comunque troppi, sceglierne anche solo settantadue sarebbe un reato. Per quanto riguarda gli altri, posso dire con certezza che Ismaele Rossi direbbe che l’unica influenza che ha è quella aviaria contenuta nel pollo del kebabbaro di fianco a casa sua.

Gabriele:
Secondo me, per quanto mi riguarda, essendo portavoce di me stesso, secondo il mio modesto parere, mi sento quindi di poter parlare per tutti se dico che le nostre influenze vengono soprattutto dalla stand-up comedy americana per temi trattati, libertà di linguaggio e presenza sul palco. I nomi sono quelli più o meno noti: si parte dai Carlin, agli Hicks passando per Jim Carrey e Robin Williams e finendo agli Stanhope, Bill Burr e Louis CK. Senza dimenticare Silvio Berlusconi, come ci tiene a sottolineare Fabio Corigliano. Per l’outfit, invece, il nostro punto di riferimento è Chiara Ferragni.

Tra di voi c’è chi fa molti riferimenti alla vita berlinese (burocrazia, socialità) e c’è chi utilizza più lingue nello stesso monologo. Cosa significa per voi, e per il vostro approccio alla comicità, il fatto di doversi rivolgere ad un pubblico specifico e non canonico come quello degli italiani residenti a Berlino?

Gabriele:
Sicuramente il pubblico di italiani a Berlino (che ci hanno vissuto più di quindici giorni) ha dei riferimenti comici specifici che chi non è mai stato in città difficilmente può conoscere. Al di là della fila al Berghain o della Porta di Brandeburgo, parametri universali per ogni occidentale che si avvicini alla capitale tedesca, riferimenti più diretti a quartieri, atteggiamenti, o stili di vita possono essere compresi solo da chi a Berlino qualche annetto ci ha vissuto. Insomma se faccio una battuta sulle scatolette di tonno di tofu vendute a Prenzlauer Berg, mia madre difficilmente la capirebbe. Tuttavia ci sono ovviamente battute universali che qualsiasi pubblico può afferrare. Una suocera è sempre una suocera, anche se cucina gli spaghetti col Ketchup.

Alessandro:
Io credo nell’unicità irripetibile dell’individuo (scusate il neo-francesismo). Con le categorie in genere ci pulisco i vetri della macchina (che non ho). Non penso che il pubblico italiano di Berlino sia per forza più colto e liberale di quello di Camisano Vicentino, né viceversa… quindi vado sempre dove mi porta il cuore e dico quel che mi pare senza farmi troppe aspettative. A mia mamma che abita in campagna non posso fare le battute sul tofu, ma qua a Berlino nessuno ha mai mangiato il tasso in umido con le patate e le capesante. Scherzo quindi su entrambe le cose con entrambi i pubblici.

Quali sono i progetti futuri dei Die Bitter Show? Avete qualcosa in programma, oltre allo show Paraneukölln?

Alessandro:
Vogliamo contribuire ad alimentare la scena comico-artistica italiana qui a Berlino, visto che ci sono più italiani qua che a Piacenza (e Piacenza ha una piccola scena comica, pensa!). Vogliamo organizzare anche serate di open-mic, di varietà, sarabande, karaoki e ruote della fortuna.

Gabriele:
Quando rispondo a domande sui progetti futuri mi guardo sempre indietro per vedere quelli che sono falliti in passato. Quindi dubito che ci sia in progetto di diventare calciatori, di vendere sigarette di contrabbando o aprire una bottega di salumi di cioccolata. Il nostro obiettivo futuro è riuscire a concretizzare almeno una delle cose che ha detto Alessandro. Possibilmente il Karaoke.

Paraneukölln- Die Bitter Show

venerdì 18 ottobre dalle ore 20

Deriva Bar, Mainzerstraße 23, 12053

ingresso gratuito

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Immagine di copertina: ©Gabriele Iaconis

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