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In Germania si parla di “introdurre” una tassa sulla carne

In Germania arriva la proposta di aumentare l’imposta sulla carne

SPD (Partito socialdemocratico tedesco) e Grüne (Verdi) hanno proposto di aumentare l’IVA sulla carne dal 7% al 19%. Le motivazioni riguardano principalmente la volontà di migliorare le condizioni di mantenimento degli animali da allevamento, ma anche la riduzione delle emissioni CO2 da parte dei produttori di carne e salvaguardare l’ambiente.

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La proposta

L’obiettivo principale della proposta è quello di alzare i costi della carne per permettere il mantenimento del benessere minimo del bestiame. La richiesta di SPD e Verdi non è l’introduzione di una nuova tassa, ma un’aumento dell’imposta vigente. Attualmente in Germania la carne viene tassata al 7%, al pari di altri alimenti di prima necessità come verdura, cereali e latte. Se la mozione dovesse diventare realtà, l’imposta sulla carne si alzerebbe al 19%. La proposta ha trovato molti contrari e scettici, in particolare tra CDU (cristiano democratici), FDP (liberal democratici) e AFD (estrema destra). Infatti, ad oggi non esiste un meccanismo che consenta di dividere questa tassa dalle altre entrate. Di conseguenza non può essere assicurato che l’aumento dell’imposta venga poi realmente destinato al benessere degli animali.

Salvaguardare gli animali e il pianeta

Thomas Schröder, presidente dell’associazione animalista ideatrice della proposta, ha riportato a Euronews la situazione attuale: «I prezzi di carne e prodotti animali sono troppo bassi per permettere il benessere del bestiame. Le pressioni sui prezzi stanno forzando gli allevatori a tenere più animali in spazi sempre più piccoli». Di conseguenza, secondo Schröder, l’aumento dell’imposta sulla carne porterebbe giovamenti al bestiame, i cui allevatori si troverebbero obbligati a migliorarne le condizioni di mantenimento. Tuttavia la questione non riguarda solo le condizioni degli animali, ma più in generale quelle del pianeta. Infatti, l’allevamento intensivo di carne è tra i maggiori produttori di anidride carbonica. Secondo un report di Grain (ONG internazionale in supporto di piccoli agricoltori) e IAPT (istituto a favore della politica commerciale sostenibile), l’industria della carne produce più CO2 di quella industriale.

Come funziona nell’Unione Europea e in Italia?

Tutti i membri dell’Unione Europea devono avere l’IVA (imposta sul valore aggiunto, in inglese VAT), tuttavia ogni singolo Paese può decidere a quanto far ammontare l’aliquota da imporre (a patto che non sia inferiore a quella ordinaria, ovvero il 15%). Per quanto riguarda l’Italia, i tipi di aliquote sono tre: minima (4%), ridotta (10%) e ordinaria (22%). Sugli alimenti considerati di primaria necessità, quali ad esempio latte e ortofrutta, l’aliquota è al 4%. Diversamente, per carne e derivati come anche per il pesce, l’imposta è al 10%.

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Immagine in copertina: Carne, © Free-Photos, CC0 on Pixabay

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