La distruzione del Kater Holzig, uno dei club più belli di Berlino. Il video

E’ amaramente ironica la colonna sonora del video che, su Vimeo, riprende la cancellazione di tutta la street art e la scenografia che faceva del Kater Holzig uno dei locali più belli e suggestivi al mondo dal punto di vista delle decorazioni. E così, quel Pure Imagination che originariamente fu lanciato dal film Willy Wonka, prima di essere ripreso dalla voce di Fiona Apple, sa tanto di immaginazione che se ne va, così come un altro pezzo di una Berlino sempre più povera da un punto di vista di cultura dei locali.

La gentrification, quel processo che sta “imborghesendo” Berlino sia da un punto di vista sociale che urbanistico, avanza, e così il Kater Holzig ha chiuso nel gennaio 2014, accompagnato nello stesso periodo dalle modifiche al Salone zur Wilde Renate. Non riaprirà mai più. Al suo posto, il progetto prevede la costruzione di un edificio residenziale con un costo per appartamento di due milioni di euro. Per questo complesso un tempo saponeria e per tre anni tra i club più originali di Berlino (a fondarlo furono i creatori del fu Bar25), da un pò non c’è più futuro. Peccato.

 

 

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11 commenti
  1. Paolo
    Paolo dice:

    Personalmente credo che alcune risorse, in ogni città, vadano preservata anche a discapito di un “guadagno” in termini economici. Pur non essendo un amante della musica elettronica sono stato diverse volte al Kater Holzig apprezzando l’incredibile clima che offriva.

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  2. Betty
    Betty dice:

    Stanno comunque mettendo in piedi un progetto ancora più grosso (Holzmarkt) dall´altro lato del fiume (dove c´era il Bar25), tranquilli che non demordono 🙂

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  3. awake
    awake dice:

    e tu andrea oltre a tessere dei lagnosi inutili articoli qualunquisti citando cose serie (ma serie davvero) come la gentrification, cosa fai nella realtà a proposito di ciò? oltre ad autocelebrare il fatto che sei un “giornalista”? te lo dico io: un bel nulla. berlino si è ridotta ad essere party-shopping-vernissage-cibo. ricordo che questa città prima di essere invasa da inetti e danarosi amanti della mondanità, aveva una forte componente politica e consapevole dal basso nei suoi veri anni d’oro, quando la cultura dell’occupazione, della resistenza e dell’autoproduzione erano fenomeni reali, messi in piedi dai giovani d’allora. inutile lagnarsi della gentrification quando in verità la massa di giovani festaioli consumisti berlinesi (per nulla consapevoli e per nulla intenzionati a sporcarsi le mani con un autentico simbolo di protesta) per quel che mi riguarda si meritano esattamente ciò che sta accadendo: una città consumista ed imborghesita.
    n.b. non serve essere ricchi e vivere a prenzlauerberg per esser definito borghese, borghese è l’atteggiamento quotidiano di chi se ne sbatte nei fatti di come muta la realtà o peggio la alimenta. perciò berlino è un bellissimo specchietto per le allodole e le allodole se lo meritano tutto. amen.

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