Germania, nuove leggi sul gioco online

Dalle leggi tedesche all’intervento dell’Unione Europea: ecco i cambiamenti alle regolamentazioni che riguardano il gioco online a Berlino e in Germania

Con l’enorme quantità di denaro portato dal business del gioco nelle casse di ogni stato, le regolamentazioni al riguardo sono in continuo cambiamento, da un lato per aumentare gli introiti, dall’altro per contrastare il gioco d’azzardo patologico. Una contraddizione in termini, che si riflette sulla legiferazione relativa non solo in Germania, ma ovunque in Europa.

La “legge ghigliottina”

I ricavi tedeschi del 2015, secondo recenti statistiche presentate dalla GBGC (Global Betting & Gaming Consultant), si attestano a circa 5,8 miliardi di euro, una cifra impressionante che però potrebbe scendere di due miliardi entro il prossimo anno con il Trattato di Stato sul gioco, introdotto nel luglio del 2017. Nel Trattato vengono tagliate quasi il 50% delle macchine da gioco (per questo si è parlato a Berlino di “legge ghigliottina”) oltre ad essere aumentata la distanza minima tra le sale da gioco, fino a 500 metri, ed è stato introdotto il divieto di pubblicizzare esternamente le sale da gioco.

Gioco online? Al 40% è illegale

Per quanto riguarda il gioco online, essendo il mercato in rapidissima crescita, si sta tentando di avviare un dialogo per contrastare il gioco illegale, che al momento sembra rappresentare il 40% delle giocate. La causa è da individuare nel divieto statale di giocare online. I tedeschi scelgono di giocare online su siti esteri che sono quindi sottoposti a tassazioni più basse e che possono permettersi avvocati per respingere le accuse dei funzionari di Berlino. Nel resto d’Europa, con poche eccezioni, il contrasto al gioco online illegale avviene attraverso la garanzia di enti statali, come nel caso dell’Italia, dove l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli gestisce le licenze concedendole solamente alle migliori piattaforme di gioco come casino.com, che garantiscono assoluta privacy e la possibilità di inserire limiti massimi nella spesa sul sito.

L’intervento dell’Unione Europea

Prima del Trattato del 2017, vigeva dal 2008 un altro Trattato interstatale che vietava del tutto il gioco online, comprese le scommesse sportive, nonché il divieto di pubblicizzare il gioco online su qualsiasi mezzo e canale. Inoltre imponeva il divieto alle compagnie estere di gambling di accettare scommesse da cittadini tedeschi e bloccava ogni pubblicità online obbligando i providers ad oscurare i siti di gioco e fermare qualsiasi transazione di denaro in uscita. A quel punto è entrata in gioco l’Unione Europea dichiarando le regolamentazioni contrarie al libero scambio commerciale e proponendo delle cause contro la Germania. Nel 2012 è entrato quindi in vigore un Trattato che fino al 2017 ha continuato a subire variazioni e anche l’ultima versione non sarà probabilmente definitiva.

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Foto: Online-Pokern © Marco Verch – CC BY SA 2.0