Berlino, protesta davanti lo showroom di Tesla: “Musk, vattene sulla luna!”
La protesta di Berlino rientra nella mobilitazione del Tesla Takedown Movement, che si oppone a Musk colpendo le sue attività principali
Sabato 29 marzo, un piccolo gruppo di manifestanti si è radunato davanti allo showroom di Tesla a Reinickendorf (Berlino) per protestare contro Elon Musk, la sua intromissione nella politica tedesca e gli effetti negativi della Tesla Gigafactory su Grünheide. Ma quel sabato, designato dal Tesla Takedown Movement giornata mondiale di protesta contro il CEO, ha visto più di 500 città nel mondo manifestare per la causa.
Negli Stati Uniti, e soprattutto in California, la mobilitazione è molto intensa, anche come reazione ai drastici tagli alla spesa pubblica decisi da Musk in qualità di capo del Dipartimento dell’Efficienza Governativa (DOGE).
Alcuni studi provano come il multimiliardario abbia utilizzato le proprie risorse per influenzare il voto alle elezioni tedesche dello scorso febbraio. I post suoi, di AfD e di utenti (falsi e non) di estrema destra hanno ricevuto un boost dall’algoritmo di X, il social network di proprietà di Musk. Per di più, la sua tendenza a immischiarsi negli affari interni di altri paesi ha dei precedenti. Pochi mesi fa, il CEO sudafricano ha criticato aspramente la magistratura italiana su X per non aver convalidato il trasferimento dei migranti nei centri in Albania.
La protesta di Berlino e il Tesla Takedown Movement
La protesta di sabato 29 marzo a Berlino ha riunito le voci dissenzienti di fronte allo showroom di Tesla situato a Reinickendorf. I manifestanti hanno contestato le intromissioni di Musk nella politica tedesca e la Tesla Gigafactory di Grünheide, tra cartelloni che invitavano a fermare Tesla e cori che esortavano il multimiliardario a trasferirsi sulla Luna. Una manifestante ha spiegato le motivazioni alla base della protesta con una dichiarazione:
Sta cercando di distruggere le democrazie ovunque con i suoi miliardi – non è accettabile – e di supportare i populisti di destra come AfD – non è accettabile. E per quanto riguarda Tesla, abbiamo lottato per anni per chiudere i condotti della fabbrica di Grünheide, che ci sta privando di acqua potabile e inquinerà la nostra acqua potabile con valori più alti. No, stiamo chiaramente dicendo no.
I movimenti ambientalisti si sono opposti alla costruzione della fabbrica a Grünheide sin dall’inizio dei lavori. Il timore era che l’uso eccessivo di acqua potesse aggravare la situazione delle acque sotterranee nello Stato del Brandeburgo. L’ufficio stampa di Tesla Berlino, in ogni caso, si è rifiutato di commentare la protesta.
Il contesto dell’azione di Berlino è decisamente più ampio. In particolare, Tesla Takedown Europe, piattaforma dedicata a organizzare e promuovere proteste in Europa, ha fornito i materiali grafici ai manifestanti di Berlino. Ma la mobilitazione va oltre la Germania: sabato 29 marzo 2025 è diventata giornata mondiale contro Elon Musk, con manifestazioni in oltre 500 città in tutto il mondo. La mobilitazione ha attraversato Regno Unito, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Francia, Paesi Bassi, Australia, Nuova Zelanda.
La giornata mondiale è un’idea del Tesla Takedown Movement, il movimento che sta organizzando le proteste pacifiche in tutto il mondo. L’obiettivo è minare il potere di Elon Musk colpendo, come punto di partenza, le sue tasche. Infatti, gli organizzatori chiedono a gran voce tre azioni: non comprare da Tesla, vendere le quote dell’azienda e unirsi al movimento. Sul loro sito web leggiamo:
Danneggiare Tesla è fermare Musk […] Fermare Musk aiuterà a salvare vite e la nostra democrazia.
Le più accese manifestazioni si sono comunque tenute negli Stati Uniti. Di fronte a quasi ogni showroom di Tesla, migliaia di dissenzienti hanno sfilato per opporsi all’operato di Musk come capo del Dipartimento dell’Efficienza Governativa (DOGE). La California soprattutto è un hotspot per queste iniziative: a Berkeley, infatti, lo showroom ha dovuto chiudere ogni sabato dello scorso mese a causa delle proteste settimanali, con il solo personale della sicurezza che è rimasto di guardia.
Il Musk politico è ancor meno gradito di quello economico
Elon Musk è stato recentemente nominato capo del Dipartimento dell’Efficienza Governativa (DOGE) dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Il Dipartimento ha l’obiettivo dichiarato di identificare le frodi e tagliare la spesa pubblica federale laddove considerata inutile.
Nonostante abbia affermato che quasi nessuno è stato licenziato, Musk ha subito preso di mira l’Amministrazione della Sicurezza Sociale (SSA), il Dipartimento dell’Istruzione, il Servizio dei parchi nazionali (NPS) e altri enti, generando il malcontento di molti.
Manissa Maharawal, professoressa associata della American University di Washington D.C. e studiosa del dissenso contro le aziende tech, ha fatto notare che Tesla ha ricevuto miliardi di fondi governativi.
L’ipocrisia è così grande […] L’azienda ha ricevuto svariati sussidi dal governo, ma adesso il suo CEO sta cercando di smantellare il governo perché pensa di saperne più di tutti, poiché viene dall’industria tecnologica.
In Germania si parla molto di come Musk si sia intromesso nella politica interna. Nelle elezioni di febbraio, il CEO di Tesla ha apertamente appoggiato il partito di estrema destra tedesco AfD, tenendo una live su X con Alice Weidel e apparendo in video durante la sua campagna elettorale.
Proprio il social network X è stato esaminato perché modera inadeguatamente la disinformazione e i discorsi di odio. Studi recenti hanno mostrato che l’algoritmo di X predilige i post di Musk e degli utenti di estrema destra. Inoltre, hanno analizzato come migliaia di account falsi abbiano amplificato la copertura dei post di AfD. Jan Rathje, ricercatore senior al Centro di Monitoraggio, Analisi e Strategia (CeMas) afferma che Musk può facilmente trasformare il suo potere economico in potere politico.
Le ingerenze di Musk in Italia
Le intromissioni da parte di Musk nelle questioni interne di altri paesi non sono una novità. Per quanto riguarda l’Italia l’episodio più celebre è avvenuto giusto qualche mese fa. La mancata convalida da parte della magistratura italiana del trasferimento dei migranti nei centri in Albania aveva suscitato lo sdegno di Musk. Il multimiliardario, dopo aver genericamente affermato che questi giudici se ne devono andare, si era espresso senza ambiguità su X:
This is unacceptable. Do the people of Italy live in a democracy or does an unelected autocracy make the decisions? https://t.co/MdVUbt1jbF
— Elon Musk (@elonmusk) November 13, 2024
A tale provocazione, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella rispose con una dichiarazione a difesa della sovranità dell’Italia e dell’indipendenza della sua magistratura:
Dichiarazione del Presidente della Repubblica Sergio #Mattarella: pic.twitter.com/sSynGoJX6t
— Quirinale (@Quirinale) November 13, 2024
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