Lo Schwules Museum, il museo di Berlino sulla cultura LGBTQI+

Lo Schwules Museum è tra i più grandi centri di ricerca al mondo per quanto riguarda la storia e la cultura LGBTQI+

Berlino è nota per essere una città all’avanguradia in tema di diritti LGBTQI+. È qui che si trova lo Schwules Museum, una delle più importanti istituzioni al mondo per quanto riguarda la storia, la cultura e l’arte della comunità LGBTQI+. Il museo è situato in Lützowstraße 73, nel distretto di Tiergarten. La sua storia risale agli anni ’80 del secolo scorso, quando venne organizzata la prima esibizione del museo: Igitt – 90 Years of Homo Press. Ad oggi, oltre allo spazio espositivo, il museo dispone di una biblioteca e di un archivio che che lo rendono uno dei più grandi centri di ricerca al mondo per  “l’esplorazione della vita quotidiana, della cultura e del movimento delle persone omosessuali e transgender del passato e del presente”. Al momento all’interno del museo sono esposte tre mostre temporanee, di cui vi parleremo nel corso di questo articolo. Il museo è aperto tutti i giorni, ad eccezione del martedì. Il biglietto d’ingresso, che da accesso a tutte le esibizioni, costa 9 euro.

Intimacy: New Queer Art from Berlin and Beyond

„Whole“, 2018, Victor Luque, Fotografie

La mostra raccoglie più di 30 opere, tra fotografie, dipinti, sculture e installazioni, che trattano il tema dell’intimità queer. I lavori invitano lo spettatore a mettere in dubbio il tradizionale concetto di intimità tradizionale, limitato ai confini della coppia monogama ed eterosessuale, per abbracciare la diversità offerta dal mondo queer. La mostra presenta inoltre un mondo queer dove la paura e la paranoia del contagio da HIV/AIDS sono state sostituite, grazie ai progressi medici, dalla cultura della cura. Una cultura che sembra essere in pericolo nell’epoca del Covid-19, dove i contatti sono evitati o sostituiti tramite i media digitali. La mostra è visitabile allo Schwules Museum fino al 30 agosto 2021.

Rosarot in Ost-Berlin: Hard-Won Spaces in Changing Times

Props from the cabaret group “Hibaré” that entertained the audiences in the 1970s in east Berlin ©SMU

Negli anni ’70 del secolo scorso a Berlino Est era presente una comunità variegata di persone lesbiche, gay, bisessuali e trans, che si organizzò per rivendicare i propri spazi e il diritto al riconoscimento e alla partecipazione. Ritrovandosi in circoli isolati, bar, abitazioni private o anche in comunità ecclesiastiche di opposizione, questa comunità dava vita a diverse attività: dai collettivi artistici ai gruppi di lavoro intorno al tema dell’AIDS/HIV. Negli anni ’90 la maggior parte di questi spazi, e i gruppi che li attraversavano, scomparvero. Con questa esibizione, quindi, lo Schwules Museum ripercorre la storia dei movimenti lgbt del passato per renderli nuovamente visibili. Chi non vuole perdere l’esposizione deve affrettarsi, sarà visitabile infatti fino al 26 luglio.

Irène Mélix: lonely hearts

Irène Mélix, Silver ring, raw diamond (2018); Foto: Matthias Hamann; Model: Sarah Douglas

La mostra “Lonely Hearts” espone i lavori dell’artista Irène Mélix, le cui opere affrontano il tema della costruzione dell’identità lesbica e queer nel corso della storia. Nel corso degli anni, consultando archivi, magazine e piattaforme online, Mélix ha raccolto più di 800 annunci scritti da persone lesbiche e queer. Questi brevi testi raccontano le storie complesse delle vite, degli amori e delle sofferenze di queste persone, dando spazio e visibilità ad un mondo, quello queer, spesso trascurato dalla storiografia tradizionale. La mostra è visitabile fino al 23 agosto 2021.

Schwules Museum

lunedì, mercoledì, venerdì: 12.00 – 18.00

giovedì: 12.00 -20.00

sabato: 14.00 – 19.00

domenica: 14.00 – 18.00

martedì: chiuso

Lützowstraße 73

Qui potete acquistare il biglietto d’ingresso

 

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Immagine di copertina: „Intimacy”. Credit: Ralf Rühmeier / SMU

 

 

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