La Germania si stringe in ricordo dei 3 passanti accoltellati a morte venerdì da uno squilibrato

Domenica sono stati celebrati i funerali delle 3 vittime dell’aggressione avvenuta venerdì scorso a Würzburg

Domenica 27 giugno, l’intera città di Würzburg si è stretta attorno al dolore delle famiglie delle tre vittime che venerdì sono state accoltellate da uno squilibrato dentro un grande magazzino. Le vittime sono tutte donne, rispettivamente di 24, 49 e 82 anni; inoltre altre cinque persone sono state ferite gravemente. Ai funerali era presente anche il Presidente della Baviera Markus Söder. Il politico ha tenuto un discorso per commemorare le vittime  e non diffondere odio. “Non dobbiamo reagire a un atto tanto atroce con odio e vendetta” ha affermato Söder, in seguito ad alcune accuse mosse sulla base della situazione di migrante del sospettato. Durante l’attacco alcuni stranieri si sono infatti affrettati a prestare soccorso ai feriti e a bloccare il presunto assassino. “Bene e male non sono legati a nazionalità, religione o etnia”, ha concluso Söder.

La ricostruzione dell’aggressione

La tragedia è avvenuta venerdì 25 giugno presso un grande magazzino di Würzburg, a circa 120 chilometri da Francoforte. Dalle dichiarazioni dei testimoni oculari il sospettato, un uomo di 24 anni di origine somala, era entrato nel grande magazzino e aveva chiesto ad una commessa in quale reparto si trovassero i coltelli. Poi, afferratone uno, l’aveva accoltellata insieme ad altre due donne all’interno dell’edificio. Purtroppo per loro non c’è stato nulla da fare. Una volta uscito dal grande magazzino il sospettato aveva accoltellato altre cinque persone per strada, ora gravemente ferite. Dalle dichiarazioni del capo della polizia della Bassa Franconia Gerhard Kallert i cittadini di Würzburg hanno aiutato la polizia a bloccare l’uomo in un vicolo. Ora il sospettato è sotto custodia cautelare per plurime e tentato omicidio.

Le indagini e le presunte motivazioni

Dalle indagini è emerso che l’uomo è legalmente residente in Germania dal 2015 e che alloggia presso un rifugio per senzatetto. Secondo alcuni testimoni durante l’aggressione l’uomo aveva urlato “Allahu Akbar“; non si escludono perciò motivazioni di natura terroristica. La polizia ha già ispezionato la stanza dove il presunto assassino soggiornava all’interno del rifugio per senzatetto ed ha sequestrato un telefono cellulare che verrà analizzato nei prossimi giorni. L’ipotesi terroristica dell’aggressione sembrerebbe fondata in quanto durante BILD Live il Ministro dell’Interno bavarese Joachim Herrman ha dichiarato il ritrovamento di alcuni oggetti e documenti che farebbero pensare a una sorta di propaganda terroristica. Inoltre, secondo der Spiegel l’uomo avrebbe dichiarato durante un interrogatorio che avrebbe agito in nome della jihad. Le indagini hanno fatto emergere anche una seconda possibile motivazione, quella di un disturbo psichico. Secondo gli inquirenti a gennaio l’aggressore aveva già manifestato comportamenti deliranti e pericolosi durante delle liti, per questo motivo era stato trasferito temporaneamente per due volte in una clinica psichiatrica, ma era stato sempre dimesso e senza alcuna denuncia in assenza di feriti. Tuttavia, entrambe le motivazioni sono ancora da chiarire.

Ultimi aggiornamenti: medaglia al valore ai cittadini

Al Main-Post Söder ha riferito di voler conferire la prestigiosa Bayerische Rettungsmedaille (medaglia al valore della Baviera) ai coraggiosi cittadini di Würzburg  che hanno collaborato alla cattura dell’aggressore. Si tratta di un alto riconoscimento per coloro che hanno salvato vite umane in pericolo. Tra i coraggiosi cittadini spunta il nome di Chia Rabieri, un uomo di origine curda con cittadinanza iraniana che da 18 mesi soggiorna in Germania come richiedente d’asilo. Alla Deutsche Presse Rabieri ha dichiarato “Ho tentato di tenerlo occupato fino all’arrivo della polizia”. Vista la probabile natura dell’aggressione, il gesto di Rabieri è molto significativo dal punto di vista umano e conferma ciò che Söder ha affermato ai funerali delle vittime: nazionalità, religione ed etnia non hanno nulla a che fare con atti di estrema crudeltà come questo.

 

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In copertina: Würzburg da Pixabay CC BY-SA 0.0

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