Chiesa, sinagoga e moschea: a Berlino quasi pronto l’edificio che unirà le tre religioni monoteiste

Tre religioni insieme in un edificio. Un concetto che potrebbe sembrare un’utopia diventerà realtà. È stata infatti progettata a Berlino “House of One”, edificio che sarà Chiesa, Moschea e Sinagoga.

La costruzione dell’edificio inizierà il 27 maggio 2021 a Leipziger Straße e durerà 12 anni, con un costo di almeno 47,2 milioni di Euro. La speranza di chi l’ha progettata e dei tre leader religiosi è che verrà usata non solo come luogo di culto e preghiera ma anche soprattutto come luogo d’incontro e di dialogo tra credenti di diverse religioni e culture. L’ “House of One” nasce da un’idea del pastore protestante Gregor Hohberg. Hohberg desiderava costruire “un edificio che parlasse a Berlino, al mondo di oggi”. Con il sostegno della sua parrocchia, Hohberg ha dunque cercato dei partner ebrei e musulmani che desiderassero prendere parte a questo progetto. Il primo a proporsi è stato il Rabbino Tovia Ben-Chorin, poi sostituito dal rabbino Andreas Nachama. In seguito anche l’Imam Kadir Sanci del “Forum for Intercultural Dialogue” ha deciso di prendere parte al progetto.

 

©Giulia Filippi

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In seguito è iniziata la raccolta di fondi per la costruzione dell’edificio che ospiterà le funzioni religiose. Questo lento processo ha portato i tre dall’essere “semplici compagni di conversazioni” a “colleghi, ed infine, amici”. “L’attenzione si è concentrata sul passare il tempo insieme, sull’imparare insieme e sul cooperare in un grande progetto di costruzione”. I tre, come dichiarato da Sanci, sono diventati non solo semplici amici, ma “Seelenverwandte” (“parenti nell’anima”), che progettano di sancire la loro amicizia con una cerimonia di posa della prima pietra a Petriplatz, nel centro di Berlino, questo maggio.

©Giulia Filippi

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Il design architettonico della House of One ha ricevuto molta attenzione nell’ultima decade. La sua configurazione prevede uno spazio uguale per ebrei, cristiani e musulmani per pregare e riunirsi. Di particolare importanza è il cosiddetto “Begegnungsraum” (luogo d’incontro) dove persone di origini diverse saranno invitate a costruire relazioni di pace come quella che Hohberg condivide con Nachama e Sanci. La “House of One” non è il primo tentativo di ospitare sotto lo stesso tetto le tre fedi. “The House of Religions” a Berna, in Svizzera, ha aperto nel 2014, e la “Tri-Faith Initiative” a Omaha, Nebraska, nel 2020. “The Temple of All Religions” a Kazan, in Russia, e la “Abrahamic Family House” ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti, sono entrambi in costruzione. Altri luoghi d’incontro simili ad Haifa, Vienna e altrove sono stati paragonati alla House of One.

La notizia dell’imminente costruzione dell’edificio ha anche suscitato qualche perplessità

Dagmar Apel, pastore e consulente sulla migrazione e l’integrazione per la Chiesa protestante in Germania (EKD), ha espresso la preoccupazione che la House of One metta in mostra le speranze dei suoi fondatori più che riunire le fedi in città. “Abbiamo bisogno di un edificio che parli a Berlino all’interno e non solo all’esterno”, ha detto Apel. “Il design è bello, ma abbiamo bisogno di un luogo che sia più di un punto d’incontro per i turisti, ma per un vero scambio religioso”. Apel, che ha lavorato con le numerose comunità dei quartieri di Neukölln e Kreuzberg, ha detto che la collaborazione tra religioni diverse è difficile in città, specialmente data la “disastrosa storia nazionale della Germania”. Berlino, città giovane e multiculturale, può essere un luogo dove “i tedeschi hanno la possibilità di sviluppare una migliore competenza interculturale”, ha detto, ma ha aggiunto che “la House of One manca di sostegno di base”. Inoltre, ha chiesto il pastore, “dove sono le religioni asiatiche? Quelle spirituali, ma non-religiose? Non si può avere una House of One senza coinvolgere persone di altri gruppi religiosi”.

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Foto di copertina: ©Ulruich Schwarz