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10 parole tedesche che riassumono perfettamente l’avere vent’anni

La lingua tedesca è molto specifica e spesso ci stupisce per la precisione che può raggiungere con le sue sfumature. Addirittura possiede delle parole pensate solo per descrivere le sensazioni della giovinezza.

Non c’è niente come alcuni termini teutonici per riassumere le sensazioni che prova chi ha tra i venti e i trent’anni. Indipendentemente che vi siate appena laureati, mollati con il ragazzo o che stiate semplicemente cercando di capire qual è il vostro posto nella vita, il tedesco ha un modo per descriverlo.

1. Fernweh – Voglia di partire per un posto lontano

Letteralmente l’opposto di “mancanza di casa”, è quella sensazione che si prova quando si vorrebbe essere ovunque, tranne dove ci si trova in questo momento. Probabilmente è la parola adatta per descrivere tutte le persone che, per motivi diversi, hanno lasciato la loro casa per trasferirsi in Germania per imparare parole impronunciabili come questa. Si potrebbe anche definire come la voglia di lasciare la vita di tutti i giorni e mettersi in cammino, vedere il mondo. Visto il desiderio di viaggio e scoperta che accomuna molte persone durante gli anni della giovinezza, è sicuramente una parola usata frequentemente da chi ha tra i 20 e 30 anni.

2. Schnapsidee – Un’idea sorta dall’aver bevuto troppa Schnaps

Nella vita capita a tutti di prendere pessime decisioni dopo qualche bicchierino di troppo, e i tedeschi, che non si fanno mai mancare nulla, hanno un termine anche per questo. La traduzione letterale è “Idea da Schnaps” (che è la grappa), e sta proprio a indicare decisioni folli prese nell’impeto di un tasso alcolemico superiore alla norma. Immaginandosi, quindi, un contesto in cui si potrebbe utilizzare questa parola: ci troviamo ad una festa, abbiamo esagerato con l’alcol e decidiamo di scrivere all’ex partner. Si tratta di una parola applicabile a diversi contesti ma che è di sicuro molto utilizzata dai giovani tedeschi.

3. Torschlusspanik – Paura di essersi persi qualcosa di grosso

Alzi la mano a chi non sia mai capitato di scorrere la home di Facebook o Instagram e vedere i propri ex compagni dell’asilo che si sposano, fanno bambini, vanno a vivere insieme (non in questo ordine). Sicuramente vi sarà anche capitato di sentirvi un pò “tagliati fuori” da questa vita adulta, probabilmente vi salirà un pò dell’immancabile ansia da single che potrebbe sapientemente essere descritta come Torschlusspanik. Si potrebbe anche definire come l’ansia di non riuscire a raggiungere obiettivi che non sono ancora stati raggiunti, principalmente per ragioni di età.

4. Hotel Mama – Vivere (ancora) con mamma e papà

I tedeschi non vedono di buon occhio chi dopo i vent’anni vive ancora con i propri genitori, infatti esistono ben due termini per questa tipologia di mammoni, questo e “Nesthocker” che letteralmente significa “che vive ancora nel nido”. Tuttavia è una situazione per certi versi comprensibile, soprattutto se si pensa a quanto poco lavoro ci sia in Italia e lo si metta a paragone con il prezzo di un monolocale: vivere da soli, in Italia, prima dei trent’anni è quasi una mission impossible.

5. Lebensabschnittsgefährte – Partner per un pezzo di vita

Questa bella parola riassume il concetto che una cosa, per essere bella, non deve durare per sempre: sta a indicare, cioè, che più che un “partner per la vita” a loro sta bene anche un “per ora tra di noi va bene cosi”. Si tratta quindi di definire il proprio partner come la persona con cui si convive in una fase della propria vita. Per rendere maggiormente l’idea del suo significato, si potrebbe dire che si tratta dell’opposto della visione della madre di Elizabeth Bennet in “Orgoglio e Pregiudizio”.

6. Zukunftangst – Paura del futuro

E’ una sensazione tipica della fauna tedesca compresa nella fascia d’età che va dai 20 ai 30 anni. Riassume la sensazione che si prova quando, dopo tanti sforzi e sacrifici, si ottengono lauree e master ma si finisce comunque per fare i camerieri; quando si lavora e risparmia all’osso per anni ma non si riesce a trovare un’appartamento tutto per se e bisogna accontentarsi di una stanzetta minuscola in un’appartamento condiviso con altri cinque studenti internazionali.

7. Lebenkunst – L’arte di vivere

Esiste un motto che recita «L’importante non è la destinazione finale, ma il viaggio»: questo concetto esprime più o meno la stessa cosa. In generale vuole trasmettere l’importanza di focalizzarsi di più sul processo che sul prodotto finale. Chi riesce a vivere la propria vita in questo modo viene chiamato “Lebenskuenstler”, ovvero “artista della vita”. Non c’è bisogno di una laurea specialistica in Belle Arti per diventare esperti in questo campo, si tratta solo di guardare le cose in maniera positiva e cercare di godere delle piccole cose, le più importanti.

8. Weltschmerz. Letteralmente “dolore cosmico”

Questa parola fu coniata dallo scrittore tedesco Jean Paul ed è usata per indicare quella sensazione che si prova quando, pensando a tutti i mali presenti nel mondo, si prova tristezza: è collegata ai concetti di empatia, misantropia e depressione. Usata soprattutto in ambito psicologico, può essere paragonata al concetto di alienazione. Inoltre, il termine è stato applicato in particolare ad un atteggiamento mentale e alla sua espressione letteraria del romanticismo. Questa sensazione è molto comune tra i più giovani ai quali può capitare di farsi sopraffare dagli eventi spiacevoli della vita.

9. Erklärungsnot, ossia “dare spiegazioni in fretta”

Questa parola serve per indicare quelle situazione “kafkiane” in cui (ad esempio) si dice di essere a dieta e poi si viene beccati in flagrante mentre si mangia un panino con la Nutella: si corre al riparo inventandosi scuse imbarazzanti e palesemente inventate sul momento stile tempi della scuola tipo “i compiti me li ha mangiati il cane” e simili. Ricorda un pò l’italiano “non è come sembra, posso spiegare”.

10. Treppenwitz, le battute brillanti che ti vengono in mente sempre troppo tardi

Questa parola descrive quelle situazioni in cui devi dire qualcosa di importante a qualcuno, si finisce per parlare di tutto e di più e alla fine, una volta a casa, ci si rende conto che la cosa più importante non è neanche lontanamente stata accennata. Si usa anche per descrivere quei momenti in cui ti vengono in mente battute brillanti e super spiritose, però circa 20 minuti in ritardo. Per alcune persone è nota anche come “storia della mia vita”.

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Foto di copertina: © Pixnio, CC0 

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