Struwwelpeter, la favola tedesca che ha ispirato Edward mani di forbice un tempo terrorizzava i bambini con le sue immagini horror

La letteratura d’infanzia non è sempre stata caratterizzata da lieto fine, personaggi fantasiosi e luoghi immaginari

Il testo di Heinrich Hoffman ne è un esempio: scritto nel 1845, il libro conteneva illustrazioni da brividi che terrificavano i bambini del diciannovesimo secolo mostrando loro cosa poteva accadere quando ci si comporta male. Il testo oggi è conosciuto con il titolo Struwwelpeter (Pierino Porcospino) che è anche il nome di uno dei personaggi principali dell’opera. Si tratta di un libro breve di 15 pagine che spopolava nella Germania di fine Ottocento: ne furono vendute 3000 copie nel giro di due anni. Brevi filastrocche si accompagnavano a illustrazioni fatte a mano e raccontavano ai più piccoli come sarebbero stati puniti se non avessero finito di mangiare la loro zuppa, se si fossero rifiutati di tagliarsi le unghie o se si fossero succhiati il pollice.

La pubblicazione e la fama del libro

Heinrich Hoffman era un dottore e psichiatra di Francoforte. Nel Natale del 1844 scrisse e realizzò le illustrazioni del libro Struwwelpeter e lo diede in regalo a suo figlio. L’anno dopo, sotto consiglio di alcuni amici, pubblicò il libro e alla pubblicazione seguì una grande popolarità: 3000 furono le copie vendute e negli anni a seguire vennero pubblicate nuove edizioni del testo, con più storie e nuove immagini. Nel 1848 la sesta edizione aveva venduto 20.000 copie.

La storia che ha ispirato Tim Burton e il suo Edward mani di forbice

La fama delle storie di Struwwelpeter aumentava anno dopo anno e quei racconti terrorizzavano bambini di ogni età. Una delle storie più note era quella di Konrad, un bambino che succhiava il pollice. La sua mamma lo avvertì dicendogli che se avesse continuato a farlo un mostro dalle mani di forbice gli avrebbe tranciato il dito. Konrad, disobbedendo, continuò indisturbato. Poco dopo giunse il mostro mani di forbice che punì il bambino mozzandogli il piccolo dito. Questa storia non solo era tra le più note del libro il secolo scorso, ma è stata anche di ispirazione per Edward mani di forbice, una delle pellicole più famose di Tim Burton.

La storia che parla delle discriminazioni razziste

La storia dei bambini che discriminano un ragazzino per il colore della sua pelle è sicuramente una delle più emblematiche dell’intero testo. I furfanti, che deridevano un loro coetaneo dalla pelle scura, vengono intinti per punizione in un’enorme boccetta di inchiostro nero e castigati diventando a loro volta neri come il bambino che deridevano. La storia però, pur affrontando una tematica ancora oggi attualissima, suona ai giorni nostri non poco razzista e discriminatoria: non solo per via delle illustrazioni dove il bambino nero è ritratto in abiti tribali mentre i bambini bianchi sono ben vestiti, ma anche per il castigo stesso inflitto ai ragazzini.

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Foto di copertina e immagini tratte dal testo Struwwelpeter di Heinrich Hoffmann

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