Jim Avignon,https://pixabay.com/it/photos/donna-uomo-est-lato-galleria-2779525/, betexion,https://pixabay.com/it/users/betexion-6116769/

Il Muro di Berlino non è un posto per selfie

La East Side Gallery è la galleria d’arte all’aperto più lunga al mondo e Jim Avignon è tra gli artisti che la dipinsero

La East Side Gallery è considerata la galleria d’arte a cielo aperto più lunga al mondo. È un murales dipinto da 118 artisti provenienti da 21 paesi durante la caduta del Muro di Berlino. Tra questi, c’è anche Jim Avignon, street artist e artista pop berlinese. Per il suo nome d’arte si è ispirato ad un episodio personale: un guasto alla sua auto nei pressi, appunto, della città di Avignon in Francia. Visse a New York, Avignone e Berlino, dove è ora stabile. Prima di diventare un artista, ha lavorato come autista di scuolabus, infermiere e programmatore, ora si dedica all’attività creativa ma anche alla progettazione di prodotti industriali, orologi come aerei. La sua arte viene spesso definita “Cheap Art” grazie ai bassi prezzi dei suoi lavori, che a volte addirittura regala. Il suo studio si trova nel quartiere di Schöneberg.

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La street art come arte transitoria

Come ha raccontato al Berliner Morgenpost, «la zona di confine di Berlino (dove appunto c’era il muro) era molto diversa. Tutti gli edifici che si trovano ora non esistevano. C’erano molte Trabant, invece». Jim Avignon dipinse il muro per mostrare quello che sapeva fare su larga scala. Inizialmente non volle ridipingere le sue opere, poiché «l’arte per strada dovrebbe mostrare anche la transitorietà», poi cambiò idea e nel 2008 ripassò la sua parte di murales.

La East Side Gallery è un sito importante che deve portare alla riflessione, non ai selfie

«L’East Side Gallery è senz’altro uno dei monumenti simbolo di Berlino, eppure non tutti i turisti ne conoscono la storia. La maggior parte pensa che il Muro fosse già così durante la Guerra Fredda. Invece, naturalmente, era ancora vergine ai tempi della divisione di Berlino. Quello che spesso dimenticano di ricordare i turisti, è che qui si rischiava la vita anche solo avvinandosi al Muro. È un bene che esista ancora, poiché incoraggia la riflessione e la discussione. Nonostante la maggior parte dei turisti lo usa come sfondo per i loro selfie».

Il futuro dell’East Side Gallery

Jim Avignon si augura comunque che in futuro il Muro rimanga in piedi e magari venga accompagnato anche da una struttura museale, dove anche i giovani street artist ancora non affermati possono esibire i propri lavori. «Il mondo è tutt’ora in una così profonda crisi che tantissimi artisti desiderano raccontarlo visivamente». In cantiere Berlino prevede la Pier 61/63, ovvero una monumentale costruzione proprio accanto alla East Side Gallery che ne deturperebbe il valore storico ed estetico.

Leggi anche: Pier 61|63, il nuovo palazzo di Berlino in mezzo l’East Side Gallery per “violentare” ancora la storia della città

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Immagine di copertina: Jim Avignon, © betexion, CC0 on Pixabay

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