carta, ©stux, https://pixabay.com/it/photos/cartone-pila-imballaggio-spostare-1984477/

Secondo uno studio, la Germania consuma molta più carta di ogni altro Paese del G20

In Germania aumenta lo spreco cartaceo

Nel 2018 la Germania è emersa tra tutte le nazioni del G20 per un eccedente consumo di carta. La motivazione risiede in un ingente incremento del mercato online, specialmente nella vendita al dettaglio (“retail apocalypse“). Gli artefici del dolo non sono soltanto i cittadini, ma soprattutto il governo e le sue agenzie, con un utilizzo pari a circa 1 miliardo di fogli di carta nel 2018, in leggero calo rispetto al 2015. Intere foreste sono necessarie per soddisfare il consumo di carta della Germania, come sottolinea la portavoce parlamentare del partito Alleanza 90/I Verdi Bettina Hoffmann. I cittadini tedeschi sono ufficialmente invitati a ridurre il consumo di carta sostituendola con altri materiali. Si confida in una responsabilizzazione da parte dell’intera nazione.

I dati pro capite

Nonostante il riciclo sia consuetudine ferrea, il dispendio cartaceo tocca anche questo campo. I dati mostrano che il consumo di carta riciclata è aumentato dal 49 al 76% negli ultimi 30 anni. È stato stimato un consumo pari a 241.7 kg di carta a persona, posizionando la Germania al primo posto nella classifica delle nazioni aderenti al G20. Il secondo posto spetta agli Stati Uniti d’America con 211 kg.

L’impatto ambientale

Il legname tagliato per la produzione di carta comporta una riduzione (prossima all’estinzione) delle aree boschive restanti e, di conseguenza, anche lo sradicamento degli indigeni ivi stanziati. Il processo utilizza perlopiù sostanze naturali; è, perciò, strettamente legato all’ambiente. Anzitutto l’asciugatura della carta implica consumo di energia (ridotto del 20% negli ultimi 20 anni), emissioni di gas serra e di NOx. Il risparmio delle emissioni esige l’impiego di moderne tecnologie in grado di combinare energia elettrica e calore. Alla fine del processo di produzione, ulteriore elemento inquinante sono i residui, come fanghi derivanti dalla depurazione delle acque e scarti del riciclo. Fortunatamente essi costituiscono solo una minima parte rispetto altre sostanze che sono, normalmente, riciclate.

Leggi anche: Berlino, gli attivisti per il clima bloccano le strade in nome dell’ambiente

banner scuola berlino schule

RIMANI AGGIORNATO SU BERLINO, SEGUI BERLINO MAGAZINE SU FACEBOOK

Immagine di copertina: carta, ©stux, CC0 on Pixabay

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *