Come sarà il Museo dedicato a chi fuggì da Berlino durante la Seconda guerra mondiale

Uno studio di architettura danese costruirà l’“Exilmuseum”, un museo dedicato a coloro che fuggirono da Berlino durante la Seconda guerra mondiale

Lo studio di architettura danese Dorte Mandrup ha vinto un concorso internazionale per costruire un nuovo museo a Berlino. Il museo sarà dedicato a coloro che fuggirono dalla città durante la Seconda guerra mondiale. Chiamato “Exilmuseum”, sarà situato simbolicamente accanto alle rovine della stazione ferroviaria di Anhalter Bahnhof. Il museo non racconterà solo le storie di chi fuggì dal regime nazista, ma anche della situazione odierna, nella quale milioni di persone sono costrette a lasciare il proprio paese alla ricerca di una vita migliore.

Il progetto Exilmuseum nel dettaglio

Il progetto sviluppato dallo studio Dorte Mandrup si basa sulle rovine dell’ex Anhalter Bahnhof nella Askanischer Platz. Le rovine sono oggi un importante monumento, simbolo di tutti coloro che furono costretti all’esilio durante la Seconda guerra mondiale. L’Exilmuseum ospiterà sia mostre permanenti che temporanee, nonché strutture educative e un ristorante. Oltre a raccontare eventi storici e analisi contestuali, il museo esporrà anche le biografie delle persone costrette all’esilio. Si porrà meno enfasi sull’esposizione di oggetti materiali e si lavorerà invece su spazi concepiti scenograficamente, spiega il team di progettazione. Il nuovo museo, che dovrebbe costare circa 27 milioni di euro, prevede di aprire le sue porte nel 2025.

La fondazione Exilmuseum

La fondazione berlinese Exilmuseum è stata istituita nel 2018 come iniziativa civica dal premio Nobel per la letteratura Herta Müller, dall’ex presidente tedesco Joachim Gauck e dal mercante d’arte Bernd Schultz. Lo storico Wolfgang Benz, autore del libro “Das Exil der kleinen Leute” e direttore del Centro di ricerca sull’antisemitismo della Technische Universität di Berlino, è oggi consigliere dell’iniziativa che vuole dare voce a quei 500.000 tedeschi e austriaci che andarono all’estero per sfuggire ai nazisti. Benz vorrebbe dare a questi emigranti un riconoscimento, anche se successivo. Quale miglior modo, se non quello di costruire un museo in loro onore?

La storia di Herta Nathroff

Ad ispirare Benz è la storia di Herta Nathroff, la quale dovette fuggire negli Stati Uniti insieme al marito per colpa della repressione nazista. A Berlino Nathroff era una pediatra di successo ma, nel 1933, lei ed il marito furono licenziati dal servizio ospedaliero in quanto ebrei. La sua laurea e quella del marito non furono riconosciute in America e Herta fu costretta a svolgere lavori umili per sopravvivere. Dopo la morte di Herta, nel 1993 a New York, lo storico Wolfang Benz ha pubblicato il suo diario.

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Immagine di copertina: ©Carlos Delgado / Wikimedia Commons / CC A-SA 4.0

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