Le inconfondibili architetture di Hinrich Baller a Berlino e la serie Unhortodox

Come e perché Hinrich Baller è diventato uno degli architetti in grado di rappresentare l’eccezionalità della capitale tedesca

Hinrich Baller è uno degli architetti contemporanei più famosi in Germania e tra quelli che ha firmato più opere a Berlino. Il suo stile, una volta conosciuto, lo si può ritrovare in tanti angoli della città e cattura sempre l’occhio. Lo sa sicuramente chi ha visto Unhortodox, la mini-serie televisiva prodotta da Netflix nel 2020. La protagonista, Etsy, è una diciannovenne di fede ultra-ortodossa chassidica che scappa dalla sua vita a Brooklyn, dove era costretta a vivere seguendo le rigide regole della comunità. Arrivata nella capitale tedesca la giovane prova a rifarsi una nuova vita lasciandosi alle spalle il suo matrimonio combinato. Dopo l’arrivo all’aeroporto di Tegel, Etsy si fa condurre da un taxi difronte un edificio a Winterfeldplatz, a Schöneberg, dove alloggia (non facciamo spoiler) una persona presso la quale avrebbe goduto di sostegno. L’inquadratura si apre sull’edificio. È impossibile non notarne immediatamente l’originalità compositiva ed ornamentale di tale architettura. In qualche modo si dice allo spettatore: ecco questa è Berlino. Ed è così. Il palazzo infatti è un famoso edificio residenziale di fine anni ’90 progettato dalla coppia di architetti Inken ed Hinrich Baller.

L’edificio residenziale a Winterfeldplatz che si vede della serie tv

Lo stile di Hinrich Baller

Gusci di balconi curvi in cemento, ringhiere di color verde menta (il colore del rame ossidato) davanti a generose vetrate, le visioni residenziali di Hinrich Baller spiccano nel volto occidentale della capitale e sono considerate una risposta critica alla speculazione edilizia degli anni Sessanta, grazie alla quale in alcune città tedesche furono abbattuti più edifici che durante i bombardamenti alleati. Solitamente gli architetti famosi raggiungono la notorietà mondiale con edifici pubblici di svariato genere: stadi, teatri e sale da concerto, musei o aeroporti. L’edilizia popolare non è tra questi. Ma è proprio questa che ha reso famoso Hinrich Baller ben oltre Berlino Ovest. Nato nel 1936 a Stargart, all’epoca Polonia,  Baller  ha fatto del suo essere poco ortodosso il  suo tratto distintivo. La sua carriera si è sviluppata soprattutto a Berlino, anche ai tempi del Muro risultando una scelta che – unita alla sua fisicità e ad un look fuori dal comune (alto quasi due metri, con lunghi capelli bianchi e la camicia annodata all’ombelico) – ha sempre alimentano il suo essere leggendario e fuori dalle regole. L’architetto ha infatti costruito la stragrande maggioranza dei suoi progetti a Berlino ovest tra Schöneberg e Charlottenburg-Wilmersdorf dove tuttora ha il suo atelier. Il lungo matrimonio, dal 1967 al 1989 Ballar con Inken, all’epoca professoressa alla Gesamthochschule di Kassel, fa sì che molte delle opere siano firmate da entrambi (poco dopo la separazione Inken divenne invece titolare di cattedra presso l’università di Cottbus), ma gli elementi chiave del suo stile rimasero ,anche in quel periodo, sostanzialmente gli stessi, ovvero l’ assoluta indipendenza da altre correnti ed il rigetto del mainstream di volta in volta contemporaneo. Se proprio si devono trovare dei riferimenti per descrivere il suo linguaggio, si può citare l’Art Nouveau o l’architettura organica, nonostante lui si sia affidato sempre a materiali moderni come il cemento, l’acciaio e l’abbondante utilizzo del vetro.

L’importanza della musica e le critiche

Sua madre era una pianista e questo lo spinse ad iscriversi all’accademia di musica di Berlino dopo aver terminato la scuola. Presto però si trasferì all’Università Tecnica di Berlino per studiare architettura, senza comunque tralasciare gli studi musicali. I suoi progetti sembrano la trasposizione in immagine della massima del filosofo tedesco Friedrich Schelling secondo cui “L’architettura è musica nello spazio, una sorta di musica congelata.” Ma i suoi progetti non sono soltanto una facciata. Gli interni rispecchiano le stesse caratteristiche in maniera coerente. E quindi spazio ad ampie finestre, a forme sinuose ed a piante libere senza corridoi. Due sono gli obiettivi dichiarati dei suo progetti : il recupero della dignità dell’ornamento, liberandolo dalla maledizione che Adolf Loos gli lanciò, ed il contribuire al concetto di “Biotope City”il quale cerca di integrare le aree naturali nelle grandi città del mondo. Lo stile Baller è stato spesso deriso dagli altri architetti dell’establishment ed additato come cattivo esempio compositivo, svilito a prodotto della fantasia di un personaggio sui generis. La sua è invece una lotta attiva alle speculazione edilizia, alla standardizzazione, alla creatività soffocata dalle normative ed alla severità di certa architettura tedesca. Molta della sua ricerca progettuale è davvero di grande attualità.
Al centro della sua ricerca è la gioia di vivere. Quella che cercava Etsym, la giovane protagonista di Unhortodox.

I lavori di Baller a Berlino

  • 1981: Neubau des Philosophischen Instituts  della Freien Universität Berlin sulla Habelschwerdter Alleedi Dahlem (firmato con Inken Baller)
  • 1981–1985: Brandwandbebauung e Torhäuser Fraenkelufer a Berlin-Kreuzberg
  • 1988: Doppelstöckige Turn- e  Sporthalle per la Oppenheim-Oberschule di Charlottenburg
  • Wassertorplatz a Kreuzberg
  • Hortgebäude per la Spreewald-Grundschule
  • 1999: Kindergarten e palazzo a Winterfeldtplatz
  • 1998–2000 (August): Einkaufszentrum Castello con 200 appartamenti e una zona comemmrciale di 5500 metri quadrati su Landsberger Allee 171
  • 2000: 144 appartamenti nel Preußenpark della zona Wilmersdorf
  • 2002: costruzione del Rosenhöfe (uno degli Hackscherhöfe) su Rosenthaler Straße a Mitte
  • Palazzo su Krausnickstraße 23 nello Spandauer Vorstadt a Mitte
  • Edificio residenziale sulla Gatower Straße in zona Staaken
  • Edificio residenziale sulla Schlosstraße a Charlottenburg
  • Edificio residenziale sulla Potsdamer Straße 101, zona Tiergarten

 

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