Germania, circa il 25% delle nuove attività imprenditoriali del 2019 fondate da immigrati

Dal 2019 sono in aumento gli imprenditori stranieri residenti in Germania. I nuovi business però non sono stati risparmiati dalla pandemia

In Germania, tra le categorie colpite più duramente dalla pandemia Covid-19, ci sono i lavoratori immigrati. Parliamo non solo di coloro che vivevano in condizioni di lavoro precarie, ma anche di stranieri che hanno deciso di reinventarsi e aprire un’attività per conto proprio. Nel 2019 infatti, un quarto di tutte le nuove imprese tedesche sono state fondate da immigrati, un aumento significativo rispetto agli anni precedenti. La maggior parte di loro proviene dall’Unione Europea, ma numerosi sono anche gli imprenditori turchi, russi e africani. La presenza e la crescita di aziende guidate da cittadini stranieri immigrati rappresenta un fenomeno che ha mutato profondamente il quadro dell’imprenditoria del Paese e che non sembrava esaurirsi nel breve periodo (almeno prima dell’arrivo del virus). Secondo il Rapporto Nazionale tedesco 2019/2020 pubblicato dall’Università di Hannover, le persone con un background migratorio tendono ad avere uno spirito imprenditoriale maggiore rispetto alla gente del posto. In particolare, nel 2019, il tasso di migranti TEA (Total Early-Stage Entrepreneurial Activity) in Germania è stato dell’11,8%, rispetto al 7,4% dei residenti. «Nella nostra società, abbiamo imparato che avere il proprio lavoro è meglio che lavorare per altre persone. Il lavoro autonomo porta ad una maggiore libertà e più soldi» ha detto a InfoMigrants Ginan Sayed Ali, un migrante siriano che possiede un negozio di telefoni cellulari a Osnabrück. Tuttavia, l’aggravarsi della situazione epidemiologica non ha tardato a deludere le aspettative di questi nuovi piccoli imprenditori, che si trovano ad affrontare sfide scoraggianti.

Futuro incerto per i lavoratori migranti: molte imprese rischiano il fallimento a causa del Covid

Il nuovo e prolungato lockdown rischia di mettere a tappeto migliaia di lavoratori autonomi – soprattutto stranieri – che avevano deciso di mettersi in proprio. Vittime assolute sono soprattutto i commercianti e le piccole imprese di tutto il Paese che non hanno tardato a chiedere l’assistenza del Governo. «Sono tanti i lavoratori stranieri davvero motivati, perchè desiderano accedere al mondo del lavoro e vedono il lavoro autonomo come un modo per migliorare le loro possibilità professionali. Tuttavia molti di loro stanno assistendo alla distruzione del loro business a causa dalla pandemia in corso» spiega Katarzyna Rogacka-Michels dell‘Associazione dei migranti indipendenti (ASM). Manager, imprenditori e leader aziendali  hanno dovuto sviluppare nuovi modelli di business e in molti casi ridurre il loro personale. I nuovi imprenditori sono chiamati a scelte importanti. C’è chi ha già il proprio business plan pronto ma cerca consigli su come negoziare con le banche, soprattutto per far fronte ai costi legati alla digitalizzazione del lavoro. E c’è invece chi vive nel limbo senza sapere se il proprio bar o ristorante sopravviverà a questa grande crisi.

In Germania il modello di accoglienza e integrazione sembra funzionare. I lavoratori stranieri (Gastarbeiter) sembrano far bene all’economia tedesca.

“Gastarbeiter” in tedesco sta per “lavoratore ospite”. Il termine è stato coniato durante gli anni cinquanta del XX secolo e fa riferimento al gran numero di lavoratori stranieri immigrati nella Germania occidentale durane il boom economico. Secondo i dati dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, la Germania risulta essere per i migranti la seconda destinazione più popolare dopo gli Stati Uniti. Nel 2019, l’Istituto di ricerca di Norimberga ha rivelato che, quasi 400mila migranti hanno un impiego, soprattutto nella ristorazione, imprese di pulizia, edilizia e nell’assistenza sociale e sanitaria. «Oggi possiamo dire con certezza che più del 40% dei rifugiati che vivono in Germania hanno un’occupazione», ha affermato il ricercatore dello Iab, Herbert Brücker. Vi è poi un’alta percentuale di “imprenditori per necessità” collegata alle qualifiche di lavoro formali e alle competenze linguistiche richieste dal mercato del lavoro tedesco, che molti migranti non possiedono. In breve, sembra proprio che i lavoratori stranieri abbiano un impatto positivo sull’economia del Paese. Proprio per questo, la Germania fa un lavoro dignitoso nel sostenere i fondatori dall’estero: avviando società, gli imprenditori migranti aprono nuovi mercati e contribuiscono a rendere più ricchi i paesi di adozione. A testimonianza di quanto appena detto,  secondo “Foreign human capital in Germany”, uno studio condotto nel 2017 dalla startup di Berlino Movinga, l’aumento degli stranieri che si sono affacciati al mondo del lavoro ha coinciso con un calo del tasso di disoccupazione e maggiori investimenti in capitali di rischio.

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Immagine di copertina: Foto da Pixabay