Quando la Ferrero decise di conquistare il mercato tedesco e fondare la Kinder

Durante gli anni del boom economico le aziende alimentari vivono una fase di grande espansione. In questo periodo nasce la Ferrero

Il settore dolciario apre la strada alla produzione di nuovi generi alimentari. Sono gli anni dell’ice cream di Algida o della Motta. I prodotti dolciari divengono di largo uso e molto popolari. Piccole imprese familiari, dopo il secondo conflitto mondiale, cominciano ad aumentare la loro produzione. Una produzione che era stata accantonata in tempi di guerra. La storia della Ferrero è legata in parte ad una delle limitazioni del regime fascista. Durante gli anni del regime, erano stati imposti dazi anche su beni alimentari, tra cui il cacao. Pietro Ferrero, dotato di particolare inventiva, pensò di sostituire il cacao iniziando la creazione di una crema con le nocciole. Gli alberi di nocciolo, prodotto nutriente a basso costo, abbondavano sul territorio piemontese. Inoltre, si trattava di una risorsa facilmente reperibile. Nel 1946 viene immesso sul mercato il primo prodotto Ferrero, il famoso “Giandujot”. Una specie di involtino di crema, avvolto in carta stagnola, da tagliare a fette e spalmare sul pane invade il Piemonte. Sin da subito il prodotto risulta vincente. La ricca domanda del mercato spinge Pietro Ferrero, il fondatore, ad allargare la sua produzione e ad assumere più personale. La data di fondazione dell’azienda è il 14 maggio, neanche un anno dopo, la Ferrero conta già più di 50 dipendenti. Durante l’anno successivo viene inventato il cremino. La forza dell’azienda è data anche dal non usufruire, inizialmente, di grossisti. La vendita è diretta ai negozianti. Questo consente di contenere i costi in un’Italia da ricostruire. Questo cibo popolare a basso costo porta a due anni dalla fondazione, 1948, una produzione che “pesa” più di 3000 quintali. La Ferrero in pochi anni comincia ad esportare i propri prodotti, diventando così la prima industria dolciaria italiana internazionale.

Come arriva la Ferrero in Germania e quando nasce la Nutella

L’azienda nata ad Alba, in Piemonte, diventa in pochi anni il simbolo della rinascita economica del Paese. Nel 1956 l’azienda assume dimensioni così importanti che è costretta ad uscire dal territorio nazionale e sbarca in Germania. A Stadtallendorf, nell’Assia, a 150 km da Francoforte, nascono la Ferrero GmbH e il primo stabilimento estero. “Mon Chéri” conquista il pubblico tedesco, uno scrigno di cioccolato che racchiude una gustosa ciliegia: con questa pralina, Ferrero si afferma sul mercato tedesco e non solo. Tra il 1957 e il 1964, sotto la guida di Michele, il figlio di Pietro Ferrero, si esplorano nuove sperimentazioni. L’innovazione non si manifesta soltanto nell’ideazione di nuovi prodotti, ma anche nell’utilizzo di forme promozionali assolutamente originali per quei tempi. Nel 1964 la famosa crema alla nocciola, nata in sostituzione della materia prima del cacao, viene migliorata ulteriormente. La crema cambia nome e le viene dato un nome più internazionale. Nutella, dove il prefisso nut proviene dalla parola inglese che sta a significare nocciola. Due anni dopo, nel 1966, l’azienda italiana pensa in grande. Michele Ferrero è pronto a soddisfare le nuove richieste del mercato, soprattutto delle richieste delle mamme di migliorare l’alimentazione dei propri figli. Ancora una volta ci pensa un termine straniero ad incorporare il successo di una delle barrette più famose della storia dei dolci. Kinder. Parola tedesca che significa bambini. La Germania ha spesso rivendicato la famosa barretta di cioccolato, ma con scarsi risultati. Il nome del dolciume in tedesco è solo per indicare ancora una volta la scelta di guardare oltre la penisola italiana. Nel 1969 attraversa l’oceano e sbarca negli USA con il famoso cofanetto di TicTac.

L’origine della Kinder

La storica barretta Kinder nasce su iniziativa di Michele Ferrero. Quest’ultimo soddisfa le richieste del mercato creando una mono porzione di cioccolata che le mamme potevano dare ai propri bambini. Sin dalle prime pubblicità, è proprio il viso sorridente dei bambini a comparire sulla scatola delle barrette. Più latte, meno cacao. Nel giro di pochi anni il marchio Kinder si è diffuso a livello globale. Nel 2018 la Kinder ha festeggiato i suoi primi 50 anni. Ancora oggi molti tedeschi rivendicano la nazionalità della cioccolata Kinder. In realtà, solo il nome scelto dal fondatore avvicina la barretta e tutti i prodotti nati successivamente alla Germania. Ma è un prodotto, come la Nutella, italiano.

Leggi anche: «Filmmaker fiorentino, deluso dall’Italia, a 45 anni sto trovando nuovi stimoli a Berlino. E già lavoro»

 

Non perderti foto, video o biglietti in palio per concerti, mostre o party: segui Berlino Magazine anche su Facebook, Instagram e Twitter!

Immagine di copertina: Pixabay

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *