Perché la Germania è piena d’oro nonostante la Seconda guerra mondiale

Le riserve auree della Germania superano quelle di qualsiasi altro Paese europeo e sono seconde soltanto alle riserve statunitensi

La quantità d’oro accumulata fino ad anni recenti dalla Germania è impressionante. Come ha riportato Money.it, nel 2017 le riserve auree tedesche ammontavano a ben 3.374 tonnellate, seconde soltanto alle riserve statunitensi, che detenevano il record mondiale con ben 8.133 tonnellate del prezioso metallo. Tuttavia, non è tanto la quantità d’oro a impressionare, quanto l’enorme velocità di accumulo dimostrata dalla Germania negli ultimi decenni. Alla fine della Seconda guerra mondiale le risorse auree del Paese vennero infatti letteralmente prosciugate dalle nazioni vincitrici del conflitto e rimasero a zero fino ai primi anni ’50.

L’accumulo d’oro da parte della Germania

La stupefacente velocità di accumulo dell’oro da parte della Germania ha sollevato un acceso dibattito nel Paese: molti cittadini tedeschi hanno chiesto chiarimenti in merito alla Bundesbank. Dalla risposta è emerso che i due principali fattori che hanno contribuito a indurre l’accumulo esponenziale delle risorse auree tedesche sono stati il surplus delle partite correnti a partire dagli anni ’50 e successivamente una precisa politica della Bundesbank, atta a evitare un eccessivo apprezzamento del marco tedesco.

“L’oro dei tedeschi”: il libro della Bundesbank

Il primo libro, a opera della Bundesbank, che spiega le dinamiche che hanno portato a questa enorme ricchezza aurea in Germania ha un titolo di wagneriana memoria: Das Gold der Deutschen (tradotto “L’oro dei tedeschi”), 160 pagine con fotografie sbalorditive che raccontano la storia della vicenda delle riserve d’oro tedesche dal secondo dopoguerra a oggi, con una prefazione del presidente della Bundesbank Jens Weidmann, convinto che «le riserve auree sono anche un segno del miracolo economico tedesco dopo la Seconda guerra mondiale, come lo sono stati il marco tedesco e il Maggiolino della Volkswagen». Le ragioni della pubblicazione sono in parte riconducibili a un’esigenza di chiarezza manifestata dai cittadini tedeschi circa l’origine dell’abbondanza aurea in Germania. La prima causa di questo boom dorato precisata nel volume è da rinvenire nell’enorme surplus delle partite correnti in Germania a partire dagli anni ’50. In altre parole, i guadagni ottenuti dall’esportazione di beni e servizi provenienti dalla Germania superavano di gran lunga i debiti, costituiti dalle importazioni di beni e servizi e dalle prestazioni di fattori produttivi non residenti. Inoltre negli anni successivi la Bundesbank ha cercato di stabilizzare il valore dell’allora moneta nazionale, il marco, che dagli anni ’50 stava diventando sempre più forte. La Bundesbank ha quindi cominciato a vendere marchi in cambio di oro, deprezzando così la valuta e contemporaneamente aumentando le risorse auree del Paese. 

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