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Da Roma a Berlino: La eXtended Reality (XR) sarà uno strumento potente sul posto di lavoro?

La Extended reality (XR) è dietro l’angolo, nascosta poco oltre il limite dei nostri schermi.

Si tratta delle integrazioni possibili fra uomo e macchina che vanno oltre al classico schermo dei computer o dello smartphone, e che diventerà il nostro modo di interagire con le app del futuro. E vedremo come questo settore, che unisce “mondi” che vanno dal completamente reale (AR) al completamente virtuale (VR) si combineranno fra loro nel nostro lavoro.

Le prime applicazioni della XR

In passato abbiamo avuto qualche “assaggio” della XR: uno dei primi – e più conosciuti – è stato Second Life, un sito VR lanciato nel 2003. L’utente poteva creare un proprio avatar che si muoveva all’interno del mondo di SL e interagiva con gli altri. Era possibile creare il proprio ambiente, edifici, oggetti e altro, e venderli, affittarli e scambiarli tramite una valuta chiamata Linden. Diverse importanti aziende aprirono proprie “isole” all’interno del sistema per offrire informazioni e promozioni ai residenti. Ma benché innovativo, Second Life era forse troppo in anticipo sui tempi e le tecnologie disponibili.

Al giorno d’oggi siamo pronti ad andare ben oltre. Le tecnologie di comunicazione basate sul 5G riescono a trasmettere quantità di dati inimmaginabili solo cinque anni fa. Per esempio, ora possiamo collegarci al nostro casinò online preferito tramite il nostro smartphone e goderci tutti i giochi disponibili, tra cui la nostra Netbet slot preferita, il poker o la roulette, dalla comodità del nostro salotto, immersi nella realtà con video, immagini, musica e suoni che replicano fedelmente l’atmosfera di una tipica casa da gioco. Altro che le semplici immagini renderizzate di SL! Ora è una realtà e tutti possono entrare a far parte del mondo dell’iGaming.

L’applicazione della XR sul luogo di lavoro

Ma a parte le applicazioni di intrattenimento, in cui la XR rappresenta uno sviluppo importante, quanto è diffusa la realtà espansa sui luoghi di lavoro? Uno studio ci rivela che è molto più presente di quanto non si pensi. Nel 2019, l’IT Decision-Maker Workplace Technology Survey 2019 di CCS Insight ci ha mostrato che ben il 38% delle aziende intervistate ha in un qualche modo introdotto la XR nei suoi processi, a partire soprattutto dalla formazione del personale, e molte altre stanno seguendo a ruota.

Per esempio, Volkswagen sta investendo in processi di VR per formare dipendenti in modo più diretto e veloce rispetto all’utilizzo di strumenti tradizionali. Lo stesso sta facendo la Lloyds Bank per potenziare le soft skills dei propri collaboratori. Ma la formazione attraverso XR diventa ancora più interessante e innovativa quando esce dall’aula: i processi di AR aiutano moltissimo quando, per esempio, si mostra in un contesto reale di produzione dove e come un pezzo debba essere montato usando sistemi come HoloLens di Microsoft o Vuforia Studio di PTC.

La visualizzazione aumentata migliora il business

Grazie ai visori AR e VR, come i Google Glass, è anche possibile migliorare la comunicazione delle informazioni, soprattutto quando queste indicazioni vengono sovrapposte a oggetti che si vedono nel mondo reale, che porta a grandi vantaggi in situazioni operative – che rappresentano almeno il 40% delle applicazioni aziendali medie.

Un esempio per tutti è rappresentato da DHL con il programma Vision Picking: attraverso indicazioni trasmesse sugli occhiali dei magazzinieri, lo smistamento delle merci avviene in modo più veloce e preciso, con un risparmio di tempi dell’ordine del 15%.

 

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Immagine di copertina: Pixabay/ pixel2013

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