Hai una bici? In una città tedesca non puoi usarla a meno che tu non sia minorenne o poliziotto

Sull’isola di Helgoland è vietato il ciclismo, fatta eccezione per alcune categorie di persone. Eccone il motivo.

Località turistica molto ambita per fuggire alla città, Helgoland presenta un’interessante regolamentazione nel codice stradale tedesco: sull’isola è vietato il traffico di veicoli a motore e il ciclismo. Ci sono ovviamente alcune eccezioni. Polizia, vigili del fuoco e protezione civile per motivi di sicurezza rientrano tra queste, insieme a medici e artigiani che necessitano del mezzo di trasporto.

Infine, possono utilizzare la bicicletta anche i bambini e le bambine fino ai 14 anni di età, ma solo da ottobre ad aprile, cioè nel momento di bassa stagione per il turismo.

Helgoland

Fauna locale – Foto di Silke da Pixabay

Perché è vietato andare in bicicletta?

Il principale motivo del divieto di ciclismo è legato al traffico. Con una superficie di appena 4 km quadrati, non c’è spazio a sufficienza per la gestione di quello che sarebbe una spropositata circolazione di mezzi. Il poco spazio a disposizione, inoltre, è fortemente limitato dalle riserve naturali. L’isola è famosa per la nidificazione di diverse specie di uccelli marini ed è fortemente indirizzata alla preservazione della biodiversità e di animali protetti, come la foca grigia che spesso fa visita alle coste dell’isola. Rispettare l’habitat di questi animali prevede anche limitare la mobilità dei veicoli.

Il divieto ad usare la bicicletta sembra quindi ben giustificato, specialmente se si considera la quantità di turisti che visita l’isola con la bella stagione. Non vengo però dimenticati i più piccoli: i bambini e le bambine abitanti dell’isola hanno la possibilità di imparare ad andare in bicicletta come gli altri coetanei tedeschi, salvo poi scendere dalla sella con il compimento dei 14 anni.

 

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L’isola di Helgoland

La storia di Helgoland è piuttosto travagliata, sia dal punto di vista climatico, sia da quello politico. Data la sua posizione geografica molto esposta, è stata soggetta nel corso della sua storia a diverse calamità. Nel 1721, una tempesta ha praticamente diviso l’isola a metà, creando Düne, un’isola di sabbia piccola e disabitata, e ha lasciato all’isola principale un’area di 1 km quadrato. Anche “die lange Anna“, il colosso di pietra rossa che ha reso famosa l’isola, nasce proprio da una calamità naturale nel 1860, quando la roccia che prima la collegava al resto della scogliera è collassata.

Dal punto di vista politico, la contesa tra le diverse potenze europee segna l’isola fino al 1890, anno in cui un trattato internazionale ne dichiara l’appartenenza alla Germania. A seguito di contese tra la Danimarca e il Ducato di Schleswig, infatti, l’isola diventa territorio danese nel 1714, per poi diventare nel 1807 colonia della corona britannica, e infine territorio tedesco. Nel 1841, Heinrich Hoffman von Fallersleben scrive sull’isola l’inno nazionale tedesco.

Durante la Seconda Guerra Mondiale Helgoland diventa strategica per il regime nazista, come attacco verso, e in seguito difesa da, la Gran Bretagna. Proprio per questo il 18 aprile 1945 l’isola viene pesantemente bombardata dalle forze aree alleate, che praticamente la radono al suolo. Helgoland rimarrà inabitata per un lungo periodo. Solo nel 1952 l’isola viene ceduta nuovamente alla Germania. Da allora, il turismo continua a crescere, rendendo ancora oggi Helgoland una delle mete più gettonate nel Paese.

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Immagine di copertina: foto di Jill Wellington da Pixabay