Sempre più tedeschi vanno a vivere all’estero negli anni della pensione

Pensioni tedesche: uno studio rivela che un numero crescente preferisce lasciare il proprio Paese una volta arrivati alla vecchiaia

Sono sempre di più i tedeschi che decidono di passare gli anni della propria pensione all’estero. Secondo i dati riportati dalla Berliner Zeitung il numero di pensioni percepite dai tedeschi all’estero è passato, dal 2015 al 2020, da 229 a 248mila. In generale ben l’8.3% dei tedeschi oltre i 70anni vive all’estero a cui va aggiunta una parte di quel 12.6% tra i 60 e i 69 anni. Tra le mete più ambite dai tedeschi c’è l’Austria seguita da Svizzera, Stati Uniti. Altri luoghi ricorreni dove si ricevono le pensioni tedesche sono la Spagna e la Francia. Secondo ideal-versicherung tra le classifiche che i tedeschi tengono in considerazione per decidere dove andare a vivere c’è quella delle ore di sole annuali. In questo speciale calcolo spiccano, in Europa, La Valletta, Marsiglia, Lisbona e Madrid.

La qualità delle pensioni tedesche è 13esima in Europa

Attualmente il sistema pensionistico tedesco si trova al 13° posto nella classifica europea dei migliori stilata da Global Retirement Index. Punti chiavi del suo successo sono la sicurezza economica del Paese (e quindi il basso rischio di vedersi tagliate o annullate le pensioni, anche in correlazione all’inflazione), la capacità dei tedeschi di risparmiare e quindi di accumulare beni prima del ritiro dal lavoro e la qualità della vita nella nazione di residenza (un valore in questo caso da non tenere in considerazione per chi ha scelto di emigrare). L’Italia è solo al 29esimo posto. Sul podio invece troviamo Svizzera, Islanda e Norvegia.

Pensioni tedesche: una guida sintetica

 Sono tre i principali pilastri del sistema pensionistico tedesco:  l’assicurazione pubblica per la pensione (Gesetzliche Rentenversicherun g);  le pensioni integrative da parte di aziende (nota come betriebliche Altersvorsorge) ovvero regimi pensionistici privati stipulati dai datori di lavoro e, infine, le pensioni private e cioè piani di investimento pensionistico individuali istituito tramite banche o compagnie assicurative. A sovrintendere il sistema pensionistico è il Ministero federale della sanità e della sicurezza sociale mentre è il Fondo assicurativo pensionistico tedesco (Deutsche Rentenversicherung Bund – DRB) a fornire le pensioni. L’età pensionabile è 65 anni, mentre il pre-pensionamento è possibile con 35 anni di contributi quando si hanno almeno 63 anni. Sono previste poi detrazioni del numero di mesi mancanti fino al compimento del 65° anni d’età.  L’attuale tetto di valutazione per i contributi è pari a 6.500 euro al mese nella Germania occidentale e di 5.800 euro al mese nella Germania orientale.

Pensioni in Italia: possibile integrazione con il modello tedesco?

In Italia è incerto il futuro del piano di pensionamento, oggi  garantito con la Quota 100 ovvero la possibilità di ottenere la pensione con 62 anni d’età e 38 anni di contributi, in vigore fino alla fine del 2021. Il premier italiano Mario Draghi è così alla ricerca di un nuovo modello pensionistico che possa comunque garantire una forma di pre-pensionamento. E’ aperta l’ipotesi di rivolgersi al sistema pensionistico tedesco per integrarlo a quello italiano garantendo così un modello pensionistico adeguato alle aspettative, trovando anche un equilibrio tra sistemi privati e pubblici.

Foto da Pixabay CC0

 

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