Operazione Titanic, i falsi paracadutisti usati dagli Alleati per sbarcare in Normandia

Paradummies, i paracadutisti-fantoccio che ingannavano e depistavano l’esercito tedesco durante lo sbarco in Normandia

Durante la Seconda Guerra Mondiale l’esercito americano e inglese utilizzò dei Paradummies, paracadutisti-fantoccio fatti in tela di iuta e alti circa un metro e mezzo. Facevano parte di un’importante operazione militare, un piano di inganno per depistare i tedeschi mentre gli Alleati sbarcavano in Normandia nel 1944. Servivano a far spostare il nemico provocando così un dispendio di energie inutili e per attrarre le truppe naziste in circostanze ideali per tendere un agguato.
Alcuni Paradummies erano dotati di esplosivi che detonavano al contatto con il suolo e nel paracadute era incorporata una radiolina, nominata “codone”, che trasmetteva suoni della guerra, come il suono scoppiettante del fuoco di un fucile. Il nemico veniva ingannato, credendo che nei paraggi ci fossero effettivamente dei soldati armati.

Operazione “Titanic”, operazione indispensabile per la riuscita dello sbarco in Normandia

I “Rupert”, così erano stato chiamati i manichini, facevano parte dell’Operazione “Titanic” che apparteneva a una serie di iniziative di depistaggio denominata Operazione “Bodyguard”. Grazie a questa operazione gli Alleati riuscirono a non rivelare i veri punti dello sbarco, avendo così un grande vantaggio sull’effetto sorpresa, e tennero occupato l’esercito tedesco mentre continuavano a liberare il resto della Francia.
I Rupert hanno causato una diffusa confusione e ci sono prove dai registri tedeschi che rivelano come le truppe hanno reagito deviando le loro forze per affrontare una minaccia fantasma.
Non era la prima volta che i Paradummies venivano usati, ma era la prima volta che vennero usati in così larga scala. Infatti vennero lanciati circa 400 Rupert attorno alle zone dello sbarco e anche più a nord per confondere i tedeschi sull’esatta posizione in cui ci sarebbe stato l’attacco. Oltre ai Rupert vennero paracadutati anche soldati britannici del 2nd Special Air Services, SAS, che attaccarono i soldati tedeschi e riprodussero registrazioni amplificate di truppe che urlavano ed esplodevano dei colpi di armi da fuoco, creando così un grande frastuono.  Durante l’Operazione Titanic persero la vita 11 soldati della SAS che vennero uccisi nella battaglia o successivamente nel campo di concentramento di Berger-Belsen. Vennero abbattuti anche due aerei Short Stirling dello squadrone n.149 e i loro equipaggi uccisi.

Uno dei pupazzi 'Rupert' usati per l'Operazione Titanic ©Air Force Museum of New Zealand

Uno dei pupazzi ‘Rupert’ usati per l’Operazione Titanic ©Air Force Museum of New Zealand

Un Rupert intatto è conservato all’Air Force Museum in Nuova Zelanda

All’Air Force Museum della Nuova Zelanda si trova un Rupert ancora intatto e viene conservato come prova di una delle operazioni militari più insolite della storia. È stato scoperto agli inizi degli anni ‘80 nei negozi dell’Air Dispatch Squadron della RAF Lyneham in Inghilterra, che era il campo d’aviazione da cui partivano alcune delle forze aviotrasportate dirette in Normandia. È stato trovato imballato in una scatola e, non avendo dovuto “servire il re”, è tuttora in ottime condizioni con il paracadute ancora piegato.

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Immagine di copertina: Sbarco in Normandia da Wikimedia ©Herman V. Wall CC4.0

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