Operazione Reinhard, il piano dei tedeschi per sterminare gli ebrei polacchi firmato Reinhard Heydrich

Operazione Reinhard, l’agghiacciante piano per lo sterminio di un milione e mezzo di ebrei polacchi che porta il nome del generale Reinhard Heydrich

Durante il 1942 nei campi di Belzec, Sobibor e Treblinka morirono circa un milione e mezzo di persone, un quarto delle vittime della Shoah. La causa di tale atto disumano è nota come Operazione Reinhard, o Aktion Reinhard. Questo era il nome in codice del piano volto ad assassinare tutti i cittadini di religione ebrea residenti nel Governatorato Generale, l’area di occupazione tedesca in Polonia. La missione prese il nome dal generale delle SS Reinhard Heydrich, che fu a capo dell’Ufficio principale di sicurezza del Reich da settembre 1939 al 1942, anno della sua morte. In soli tre mesi si verificò un vero e proprio sterminio. Il ritmo degli omicidi iniziò a rallentare solo nell’autunno del ’42, quando ormai non erano rimasti praticamente più ebrei da perseguitare. L’intensità delle uccisioni registrate durante l’Operazione Reinhard sarebbe addirittura superiore a quella del massacro in Ruanda, che nel 1944 causò la morte di circa un milione di persone in soli cento giorni.

L’operazione nei campi di sterminio

Gli obiettivi della campagna Reinhard furono molteplici e raccolti tutti nel rapporto finale sull’operazione del generale delle SS Globočnick. Tra gli scopi principali del piano vi erano il “reinsediamento” degli ebrei e dei rom del Governatorato Generale (dove il termine “reinsediare” indicava in realtà “uccidere”) e lo sfruttamento del lavoro di alcuni ebrei polacchi prima di assassinarli. Per raggiungere gli obiettivi prefissati, dall’autunno 1941 si iniziò a costruire i centri di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka. In tutti e tre i campi le uccisioni avvenivano tramite esalazioni di gas a base di monossido di carbonio. Il gas si generava dallo scarico di grandi motori e veniva poi incanalato in camere a gas fisse. Dopo alcune esalazioni di prova con prigionieri polacchi e prigionieri di guerra sovietici, l’operazione cominciò nel marzo 1942 e durò 21 mesi. Il personale tedesco e i loro ausiliari uccisero almeno 434,508 di ebrei a Belzec, 167,000 a Sobibor e circa 925,000 a Treblinka. Senza contare il numero indefinito di polacchi, rom e prigionieri di guerra sovietici rimasti vittime dei campi. Anche alcuni campi di lavoro forzato nel distretto di Lublino fecero parte dell’Operazione Reinhard, tra questi: Poniatowa, Trawniki, Budzyn, Krasnik e Lublin-Majdanek prima di essere trasformato in un campo di concentramento nel febbraio 1943.

Campo di concentramento di Belzec via Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0

L’atrocità dell’Operazione Reinhard supera il massacro in Ruanda

Uno studio condotto da Lewi Stone ha dimostrato che un quarto di tutte le vittime dell’Olocausto perse la vita in soli tre mesi a causa dell’Operazione Reinhard. Secondo la sua tesi, basata sui dati dello storico israeliano Yitzhak Arad, gli storici hanno per troppo tempo sottovalutato l’intervento dell’Aktion Reinhard. Il motivo risiederebbe nella volontà dei nazisti di mantenere segreta l’operazione, tanto che distrussero tutti i documenti a riguardo. Inoltre pochissimi furono i sopravvissuti che poterono testimoniare l’accaduto. Era noto che le vittime del massacro furono 1,7 milioni, ma Stone dimostrò che la maggior parte di esse morirono tra agosto e ottobre del 1942. Il dato si rivelò dunque agghiacciante soprattutto per la rapidità con cui si erano verificati i fatti. Il ritmo delle uccisioni incrementò con l’ordine di Himmler del 19 luglio 1942, che prevedeva lo sterminio di tutti gli ebrei presenti nel Governatorato Generale entro il mese di dicembre. Stone osserva che nel 1994 in Ruanda sono stati assassinati 800.000 Tutsi (il 75% della popolazione) in cento giorni. Le morti registrate in un mese furono dunque 243.000. Nell’Aktion Reinhard, invece, in cento giorni sono state uccise ben 1,47 milioni di persone, ovvero 445.700 al mese. Secondo le analisi il tasso di omicidi è dell’83% più alto che in Ruanda.

 

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Chi era Reinhard Heydrich?

Heydrich fu un alto funzionario delle SS durante l’era nazista e capo dell’Ufficio principale di sicurezza del Reich. Per tre anni consecutivi Adolf Hitler e Hermann Goering incaricarono personalmente Heydrich di redigere i piani per la soluzione della “questione ebraica”. Heydrich presiedette infatti la Conferenza di Wannsee del gennaio 1942 dove si formalizzarono i programmi per la “Soluzione Finale alla questione ebraica”, la deportazione e il genocidio di tutti gli ebrei nell’Europa occupata dalla Germania. Molti storici considerano Heydrich la figura più oscura del regime nazista. Lo stesso Adolf Hitler lo definì “l’uomo dal cuore di ferro”.

Reinhard Heydrich via Wikimedia Commons / CC BY-SA 3.0

Il legame con l’Aktion T4

La maggior parte del personale tedesco impiegato nell’Operazione Reinhard proveniva dall’Aktion T4, chiamata anche “Programma Eutanasia”. Fu il primo programma segreto nazista in cui le persone con disabilità venivano soffocate usando il monossido di carbonio. Fu proprio da questo piano che l’Operazione Reinhard ereditò le modalità di sterminio. Senza eccezione, ogni capitano che aveva prestato servizio nella precedente Aktion T4 collaborò alla nuova operazione nel 1942. Tra questi vi fu anche il capitano Christian Wirth, che ricoprì il ruolo di ispettore generale nell’Aktion Reinhard. Applicò la sua precedente esperienza nell’uccisione di persone disabili nelle camere a gas alla costruzione dei nuovi tre centri di uccisione.

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Immagine di copertina: ©Mark de JongUnsplash / CC0

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