Exodus 1947 https://it.wikipedia.org/wiki/Exodus_(nave)#/media/File:ExodusSh2.jpg

La storia della nave che trasportò illegalmente gli ebrei sopravvissuti in Palestina

Nel 1947 più di 4mila ebrei salirono a bordo dell’Exodus 1947, la nave che tentò l’espatrio dei sopravvissuti verso la Palestina

Nel 1947, terminata la Seconda Guerra Mondiale, erano circa mezzo milione gli ebrei sopravvissuti allo sterminio nazista. Molti di loro, originari dell’Europa orientale, si ritrovarono in condizioni di totale incertezza. In tanti non ebbero più una famiglia da cui ritornare, ma soprattutto una terra in cui abitare. L’unica speranza rimaneva la Palestina, ma tornarci significava violare le restrizioni date dal Libro bianco britannico del 1939. Fu così che nel luglio del 1947 l’Haganah (l’organizzazione paramilitare ebraica) progettò il trasferimento di migliaia di ebrei verso il territorio palestinese. A salpare fu l’Exodus 1947, una nave mercantile americana nota come President Warfiled. L’imbarcazione divenne  simbolo della lotta per l’immigrazione ebraica.

 

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Le difficili condizioni a bordo dell’Exodus 1947

L’11 luglio 1947, tra le 2 e le 4 del mattino, l’Exodus salpò dal porto di Sète verso la Palestina. Si contavano 4.515 passeggeri ebrei, di cui 655 erano bambini. Le difficili condizioni a bordo dell’Exodus attirarono presto l’attenzione pubblica mondiale. Molte donne dovettero addirittura partorire durante il viaggio. Fra queste Paula Abramowitz, che morì dando alla luce il figlio, anche lui morto poche settimane dopo. Nella giornata del 18 luglio, vicino alla costa palestinese, gli inglesi intercettarono però la nave. Ebbe allora inizio un’estenuante difensiva da parte dei passeggeri, che non volevano lasciare l’Exodus 1947. Testimone dell’accaduto Arie Itamar, che all’epoca aveva otto anni: “Si sentivano esplosioni e spari, si sentivano urti e scosse mentre le navi britanniche colpivano la nostra nave. Bombe lacrimogene penetrarono nei ponti interni. […]. Improvvisamente abbiamo visto persone coperte di sangue che scorrevano verso il ponte interno”. Ottenuto il controllo della nave, gli inglesi la fecero sbarcare a Port de Bouc, dove i passeggeri si rifiutarono nuovamente di scendere dall’imbarcazione. Dopo alcune settimane di stallo, il viaggio riprese verso il porto di Amburgo, provocando grande tumulto a livello internazionale. Solamente sotto pressione mediatica, gli inglesi cambiarono rotta dirigendosi verso i campi di detenzione a Cipro.

Lo Stato di Israele

Aliyah Bet era il nome in codice utilizzato per identificare l’immigrazione illegale degli ebrei in Palestina. Tale vicenda si concluse ufficialmente il 14 maggio del 1948 con la proclamazione dello Stato di Israele. Quest’ultimo venne riconosciuto de facto dalla Svizzera il 25 gennaio 1949 e de iure il 18 marzo successivo.

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Immagine di copertina: foto di ©Frank Scherschel da Wikipedia

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